Contro la città dei padroni
L’appuntamento delle 14 a Porta Venezia non può essere sufficiente. Come lotte vive di questa città, vogliamo puntare il dito CONTRO LA CITTÀ DEI PADRONI. Contro la loro arroganza, la loro violenza liberticida, la loro sete di potere e denaro.
Vogliamo dimostrare che Milano non è tutta come vorrebbero loro: una città grigia di cemento, acciaio e vetro, su misura di ricco. La Milano che chiamiamo in piazza è viva, colorata e moltitudinaria. La Milano degli Spazi Sociali, una Milano capace di dire a gran voce e senza timore: “Questa città di chi pensi che sia?”
Occupare spazio nella città di Milano è di vitale importanza, di fronte a un modello di città sempre più escludente, trasformata da decenni di violenza speculativa e rincaro degli affitti, di grandi eventi e ora accelerato dalle prossime Olimpiadi invernali. Di fronte all’uso delle zone rosse, dei CPR, dei rimpatri, dello sfruttamento per espellere a colpi di profilazione e classismo le persone razzializzate e marginalizzare.
Occupiamo spazio per evidenziare le responsabilità del governo Meloni, oltre che della Giunta Sala e di tutte le Giunte del Mattone, un governo che muove un attacco frontale contro le essenziali esperienze di lotta sociale e autonoma, unico soggetto reale in grado di proporre un’alternativa concreta a un mondo fatto di sopraffazione e soprusi.
QUI SIAMO E QUI RESTIAMO
Riflessioni in movimento per orientarsi nella nebbia
Sul Leoncavallo, il suo sgombero, l’assegnazione degli spazi sociali
Bandi comunali e assegnazioni dello spazio pubblico
A chi e a cosa serve regolarizzare i centri sociali
La destra tenta il poker
Dopo lo sgombero del Leoncavallo facciamo saltare il tavolo per dare vita a tutt’altra partita
Giù le mani dalla città
Occupiamo tutto lo spazio perché un’altro mondo sia possibile
Difendiamo (comunque) il leoncavallo
La potenza del simbolico – La necessità del materiale
Dal 2001 ad oggi, il Cantiere non ha mai smesso di scommettere sulla disobbedienza e sull’autonomia, come storia e come pratica.
Dal Leoncavallo abbiamo imparato tanto: di fronte ad uno sgombero, bisogna resistere. Abbiamo imparato che la polizia può arretrare se siamo in tant* a credere in un sogno.
Abbiamo imparato che la lotta può costare tanto, a volte tutto, e che compagn* come Fausto e Iaio non si dimenticano, non lo fanno le Mamme del Leoncavallo, non lo fanno le generazioni che vengono.
Abbiamo imparato però anche che i centri sociali sono strumenti di lotta, e se diventano locali, Società Per Azioni, vetrine per la Peggior Destra, allora forse, semplicemente non servono più.


