Chile Despertó! Dibattito – Cena – Latin Music

Quando:
8 Novembre 2019@19:00–9 Novembre 2019@2:00
2019-11-08T19:00:00+01:00
2019-11-09T02:00:00+01:00
Dove:
Cantiere
Via Monte Rosa 84 - Milano
Chile Despertó! Dibattito - Cena - Latin Music @ Cantiere

Chile Despertó!
Una serata per conoscere ed approfondire le mobilitazioni cilene che sono iniziate il 15 ottobre e che tuttora non si sono fermate!
Ora si chiede di cambiare la costituzione e decostruire il modello neoliberista che durante la dittatura di Pinochet ha fatto del Cile il paese modello del Fondo Monetario Internazionale (FMI)
>> h 19 : dibattito con collegamenti diretti con il Cile
>> h 20,30 : Cena + musica dal vivo (canzoni di Violeta Parra, Victor Jara e molto altro)
>>h 23.30 : live di DIABLO REY
a seguire dj set Latino . Cumbia, Merengue y mucho màs!

In Cile il neoliberismo è in crisi

In Cile si sintetizza una combinazione esplosiva di un libero mercato senza anestesia e una democrazia completamente delegittimata, che conserva solo il suo nome. È degenerato in una plutocrazia che, fino a pochi giorni fa – ma non più – è stata misurata dalle dimissioni, dalla demoralizzazione e dall’apatia dei cittadini, abilmente ingannate dall’oligarchia mediatica dei media della classe dominante. Un segnale di avvertimento di disordini sociali è stato che oltre la metà della popolazione (53,3 per cento) in età di voto non si è nemmeno preoccupata di andare alle urne al primo turno delle elezioni presidenziali del 2017. l’astensione dal voto è stata ridotta al 51%. Sebastián Piñera è stato eletto con appena il 26,4% degli elettori registrati. In poche parole, solo un cittadino su quattro si è sentito rappresentato da lui. Oggi quella cifra deve essere molto più bassa e in un clima in cui il neoliberismo è ovunque assediato dalle proteste sociali. Il tempo è cambiato e non solo in America Latina. Le loro false promesse non sono più credibili e i popoli si ribellano: alcuni, come in Argentina, sfrattano i loro portavoce dal governo attraverso il meccanismo elettorale, e altri tentano con le loro enormi mobilitazioni – Cile, Ecuador, Haiti, Honduras – di finire a un progetto follemente ingiusto, disumano e predatore. È vero: c’è una “fine del ciclo” nella regione. Ma non, come alcuni ipotizzano, quello del progressismo ma quello del neoliberismo, che può essere sostenuto, e non per molto tempo, con la forza di brutali repressioni. Prima furono i colpi, le umiliazioni e le minacce, ma nelle ultime ore le torture e gli stupri delle donne in Cile sono diventati realtà. Lo stato di eccezione attuato dal governo di Sebastián Piñera ha portato le pratiche della dittatura, anche per quanto riguarda le sparizioni. Molte delle donne che sono state arrestate finora sono scomparse. Inoltre, le persone incarcerate a Santiago del Cile sono state spogliate di fronte allo staff maschile, tentate nei loro genitali e “hanno messo la punta del fucile nella loro vagina mentre minacciavano di violentarle e ucciderle”, come emerge dalle testimonianze raccolte dalle compagne di detenzione.
Secondo i dati dell’Istituto nazionale per i diritti umani (NHRI), dopo i giorni di protesta di domenica, sono state arrestate 2138 persone, tra cui 243 bambini e adolescenti e 407 donne. Nove di loro sono stati spogliati in procedimenti di polizia.
Come nella dittatura, ci sono madri disperate che cercano i loro figli e le loro figlie dai tribunali della giustizia.
Cile è un paese ideologicamente molto debole, la sinistra cilena è nel suo peggiore momento, non c’è un’alternativa e la rabbia popolare, l’ira delle classi popolari, si manifesta in questa maniera. Ma la risposta della repressione ci può portare verso tempi tremendamente brutti.

Author: Ale

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