12 Dicembre, corteo cittadino. Non c’è futuro senza Memoria

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50 anni dalla strage di Piazza Fontana
noi conosciamo la verità, no a celebrazioni rituali
la lotta per una vera giustizia sociale deve continuare,
non c’è futuro senza memoria, ieri come oggi
giustizia sociale e giustizia globale!

Il prossimo 12 dicembre Milano sarà attraversata da un corteo cittadino che toccherà i luoghi che hanno segnato con questa tragica storia la nostra città.
Partirà da Piazza Cavour a pochi passi dalla Questura e terminerà in Piazza Fontana.

MEMORIA E ATTUALITÀ
PERCHÉ IL BOATO DI QUELLA
DEFLAGRAZIONE NON SI È ANCORA SPENTO

MEMORIA Per contrastare l’oblio e le vergognose ambiguità nel tentativo di una rimozione storica che offuschi responsabilità, connivenze, coperture; per ribadire l’unica verità: è stata una strage di Stato, eseguita dai gruppi fascisti in combutta con pezzi importanti dei partiti di governo, con la regia, il supporto e la protezione dei servizi segreti italiani e americani, che Pinelli è stato assassinato e Valpreda imprigionato innocente.

Certo, la bomba non ha vinto, grazie alla forte e cosciente mobilitazione popolare che ha impedito la programmata deriva reazionaria, ma la volontà di contenere e di contrastare in ogni modo le conquiste sociali e la piena attuazione della Carta Costituzionale non è mai venuta meno.
Addirittura, dopo gli anni della “strategia della tensione”, i cambiamenti epocali in campo tecnologico e la grande ristrutturazione economica e finanziaria a livello globale sono serviti ad approfondire ulteriormente le diseguaglianze planetarie e, nei paesi più ricchi, a consentire al padronato di recuperare abbondantemente la parte di potere e di ricchezza messa pesantemente in discussione negli anni delle grandi conquiste dei lavoratori.

ATTUALITÀ Le strutture dello Stato hanno accompagnato questo processo attraverso l’emanazione di leggi che hanno contribuito in maniera determinante allo smantellamento dei diritti dei lavoratori, all’allargamento delle ingiustizie, alla marginalizzazione delle povertà e alla discriminazione delle diversità; fino agli ultimi famigerati “decreti sicurezza”. Se non intervenendo direttamente in maniera pesantemente
repressiva e antidemocratica come successo a Genova ben 32 anni dopo Piazza Fontana.

Allora si seminarono bombe per diffondere paura e disorientamento, per imporre un rigido controllo sociale a garanzia del potere; oggi la paura e l’incertezza per un futuro degno sono parte stessa della condizione sociale dei più, segnata dalla totale precarietà, dalla povertà diffusa e dalla palese ingiustizia subita.
L’emergenza climatica e l’esodo forzato di milioni di persone, insieme alle guerre sempre più diffuse e alla perdita quotidiana dei diritti fondamentali sono oggi l’eco sordo di quella deflagrazione.

Come negli anni ’60/’70 studenti, operai, femministe e movimenti sociali lottavano per la giustizia sociale, oggi un tutto il mondo, dalla Rojava all’America Latina, il rifiuto del sistema neoliberista e della chiusura degli spazi di partecipazione acquista sempre più forza. Giustizia ambientale, giustizia di genere, giustizia economica sono le rivendicazioni di un’unica voce che chiede un mondo libero e degno.

In questo contesto di grave disgregazione sociale, la reiterata protervia nella negazione della verità a 50 anni dalla strage di Stato e dall’assassinio di Giuseppe Pinelli, ci allarma molto perché dimostra che la profonda faglia antidemocratica ereditata dal fascismo non si è ancora completamente chiusa e il pericolo di nuove derive reazionarie non è scongiurato.

Author: Leon

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