Disobbedire alle leggi ingiuste in terra e in mare

Ribellarsi è giusto, disobbedire è necessario. 16 febbraio e 2 marzo tutti in piazza!!

 

Non è forse la legalità l’insieme di regole che ha dettato, in ciascun momento storico, il potere costituito?

La schiavitù, l’Olocausto e il Porajmos e la altre persecuzioni naziste, l’apartheid in Sud Africa (e quello che oggi vige in altri posti del mondo tra cui la Palestina) erano realizzati secondo la volontà del potere vigente, tanto che i più importanti gerarchi nazisti dissero alla fine della guerra che “eseguivano degli ordini”, in questo senso non facevano altro che rispettare la legge.

Al contrario lo sciopero fu illegale ed ancora oggi lo è in date condizioni ed in molte parti del mondo; lo stesso si può dire del divorzio e del matrimonio eguale, dei libri messi all’indice e dell’obiezione al servizio militare.

Da anni la quasi totalità dei governi europei e il Consiglio d’Europa da essi nominato lavorano per fare dell’Europa una fortezza inespugnabile. Peccato che ad espugnarla sarebbero soltanto persone che vengono in pace 
Il razzismo e la paura che in questa fase dilagano servono come arma di distrazione di massa da parte di chi continua a promuovere la precarizzazione dei diritti e la distribuzione ineguale della ricchezza, secondo il dogma della politica economica neoliberista.

 

MEDITERRANEA SAVING HUMANS

MEDITERRANEA SAVING HUMANS

Mediterranea Saving Humans aderisce con convinzione all’appello di “People” per una grande manifestazione nazionale a Milano, il prossimo 2 marzo, per i diritti sociali e contro la politica della paura.

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16 febbraio 2019

16 febbraio 2019

Corteo Mai più lager - No ai CPR!

Saremo in piazza, di nuovo a Milano, per continuare a costruire insieme l’opposizione dal basso all’apertura dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), a partire da quello di via Corelli a Milano, e alle politiche razziste e repressive che hanno trovato la loro massima espressione, oggi, nel DL Salvini. Non c’è più spazio per le ambiguità, è tempo di scegliere da che parte stare, e noi abbiamo scelto: stiamo dalla parte dei diritti, delle persone migranti, e non solo.

#MaiPiuLager #NoCPR

2 Marzo 2019

2 Marzo 2019

No Borders - Saving Humans

Non siamo parte di quell’Europa, assassina e bugiarda, che tiene in scacco le vite dei migranti per raccontare la favola dell’invasione e del migrante che deruba: noi crediamo nella solidarietà attiva e pratichiamo forme di resistenza, costruendo territori solidali e città aperte, ben consapevoli che per trovare il nostro nemico dobbiamo guardare ai piani alti, dove si trovano le poltrone dei signori della morte e della finanza. Disobbedire alle leggi ingiuste e razziste non solo è urgente ma necessario.

#Savinghumans #United4med

PERCHE' DICIAMO CHE E' GIUSTO DISOBBEDIRE?

Migranti morti nel Mediterraneo nel 2018, circa 8 ogni giorno

Migranti internati nei lager in Libia (dati di luglio 2018)

Le persone riportate dalla Guardia Costiera libica nei lager in Libia

I morti sulla rotta del Mediterraneo centrale negli ultimi due anni

É inaccettabile non solo che l’Italia finanzi crimini contro l’umanità, ma che addirittura lo rivendichi come strategia politica vincente: la tesi è che grazie agli accordi con la Libia, abbiamo fermato l’invasione dei migranti in italia. Peccato che:

 I migranti che arrivano in Italia sono diminuiti perché SONO AUMENTATI I MORTI IN MARE. A differenza delle menzogne che sparge il ministro dell’Interno (che ha sfacciatamente sostenuto che sono morte solo 23 persone nel mediterraneo nel corso del 2018), i numeri ufficiali parlano di 8 PERSONE AL GIORNO MORTE NEL MEDITERRANEO NEL 2018.

 I migranti che arrivano in Italia sono diminuiti perché SONO AUMENTATI I MIGRANTI INTERNATI NEI LAGER LIBICI: secondo un rapporto di Amnesty International di agosto scorso, se a marzo 2018 si parlava di 4.400 detenuti, pochi mesi dopo, a luglio sono più che raddoppiati arrivando a oltre 10mila di cui circa un quinto sono donne e bambini.

Diciamo che l’Italia FINANZIA CRIMINI CONTRO L’UMANITA’ perché:

– dichiarare disumane le condizioni dei migranti nei centri libici è un eufemismo: come dimostrano numerose inchieste giornalistiche e confermano vari tribunali (inclusi la Corte d’Assise di Milano), dentro a questi centri uomini e donne vengono torturati e stuprati quotidianamente, tenuti senza acqua, senza cibo, senza cure mediche.

– i lager libici non sono gestiti solo da trafficanti di armi e droga, ma anche dalle milizie vicine al governo libico, e la Guardia Costiera Libica è collusa con questo sistema, come dimostrano numerose inchieste (incluso un report del consiglio sicurezza Onu).

 noi finanziamo, addestriamo ed equipaggiamo la Guardia Costiera libica, che in cambio garantisce il pattugliamento della costa per impedire la partenza dei migranti: quello di Minniti è solo l’ultimo patto che ricalca il trattato d’amicizia tra Italia e Libia con cui Maroni stanziò i primi 5 miliardi di dollari per “finanziare infrastrutture per il contrasto dell’immigrazione irregolare”, formando il personale e fornendo assistenza tecnica alla Guardia Costiera e alla Guardia di Frontiera libica. Dopo gli accordi del 2017, Al Sarraj ha mandato a Minniti una richiesta di ulteriori 800 milioni in equipaggiamento, a questo si aggiungono 2,5 milioni “dirottati” dal Fondo Africa sempre nel 2017. Non sappiamo di preciso a quanto ammontino i soldi inviati dall’Italia (e dall’Europa) in Libia, ma siamo certi che chiunque FINANZI E FORNISCA ADDESTRAMENTO ai criminali che gestiscono la tratta degli esseri umani ne condivide le RESPONSABILITA’.

Chi non si oppone a questo “patto di sangue” con la Libia, ha sulle proprie spalle la responsabilità di tutto questo. Il governo italiano, non solo invece di vergognarsi rivendica gli accordi con la Libia (e le sue intollerabili conseguenze) come strategia politica vincente, ma ha deciso di riaprire la versione nostrana dei centri di detenzione per migranti, i CPR, senza alcun rispetto dei diritti dell’essere umano.

CONTRIBUTI

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Articolo di Cantiere.org

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Articolo di Giuseppe Genna

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Press di Cantiere.org