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#PrimaScala? Prima Solidale: il mutuo soccorso va in scena! @ Piazza Scala
Dic 7@15:00–18:00
#PrimaScala? Prima Solidale: il mutuo soccorso va in scena! @ Piazza Scala | Milano | Lombardia | Italia

#PrimaScala? #PrimaSolidale!
Partecipa anche tu il 7 dicembre, il mutuo soccorso va in scena!

Mancano pochi giorni all’evento mondano più atteso dell’anno, il 7 Dicembre si accendono i riflettori, si stendono le passerelle e si nasconde quello che non si può dire e vedere.

L’immagine deve essere quella di una città all’avanguardia non importa se si parla di un’elite, l’importante è non raccontare delle migliaia di persone che soffrono la crisi, oppure di quegli invisibili che senza residenza e senza diritti si organizzano per poter vivere.

Non importa se la divisione di classe è arrivata a creare fin dalle elementari scuole di serie A e di serie B, l’importante è nascondere l’indicibile di una città che attrae capitali finanziari ma stenta a garantire a tutti i suoi abitanti diritti fondamentali.

Siamo precarie e precari, giovani, abitanti dei quartieri popolari, siamo quelli dai mille contratti co.co.co e delle graduatorie infinite delle case popolari, delle scuole che cadono a pezzi e di una didattica che non funziona, siamo i tanti volti e storie di ordinaria precarietà.

Ci dicono che bisogna essere flessibili, pronti ad accettare la supremazia del capitale sulle vite umane, ci dicono di essere pronti ai sacrifici mentre pochi siedono in poltrone scintillanti, ci mettono in guerra con il nostro vicino a scannarci per poche briciole, ci condannano a tramandare la povertà di padre in figlio distruggendo ogni possibilità di riscatto sociale delle nuove generazioni.

Alla loro tristezza, al loro lusso e al loro “uno su 1000 c’è la fa’” rispondiamo con tutta la forza del mutuo soccorso, di una cooperazione costante e ribelle, rispondiamo con la forza di alternative possibili nei quartieri popolari come nelle scuole, come nelle lotte dei e delle migranti per i documenti o nelle battaglie contro la violenza di genere per una reale uguaglianza dei diritti.

Il 7 Dicembre porteremo in scena il mutuo soccorso, trasformando piazza della Scala in un luogo cooperante, non lasceremo la passarella ai vari politici di turno che ci affamano ogni giorno e ci tolgono il futuro, le luci saranno puntate sulle forme di resistenza alla crisi.

Siamo pronti a una Prima irriverente e cooperante, siamo pronti all’ imprevedibile con la gioia e la determinazione di chi non è più solo, di chi trova nel suo vicino un fratello con cui riprendersi diritti e sogni, non disposti a cedere la possibilità di una vita degna.

Dalle 15 00 “Dipingiamo insieme: nessun bambino è illegale!”
La bottega d’arte di sms e i suoi instancabili pittori realizzeranno con bambini e bambine una tela sul diritto di cittadinanza.

h 16 00 Sfilata popolare di C rise, scambio e riuso ♻Reuse-Recicle-Reduse♻

il 7 Dicembre vogliamo cambiare programma e raccontare tramite volti, vestiti e immagini una reale alternativa che si può costruire dal basso: una sfilata per narrare le mille storie di precarietà ma anche di resistenza.

Dic
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La paura come arma: dalla strategia della tensione ai nuovi fascismi @ Università Statale Milano
Dic 11@16:30–18:00
La paura come arma: dalla strategia della tensione ai nuovi fascismi @ Università Statale Milano | Milano | Lombardia | Italia

“L’iniziativa “La paura come arma. Dalla strategia della tensione ai nuovi fascismi” si inserisce nel percorso della rete Milano antifascista verso il 58° anniversario della strage di Piazza Fontana. A partire da una panoramica sulla strategia della tensione, attraverso la quale, negli anni Settanta ed Ottanta del Novecento, i fascismi hanno tentato di sovvertire le istituzioni democratiche e di arginare i movimenti sociali per conto di poteri forti come la Democrazia Cristiana, proveremo a tracciare un quadro dei fascismi di oggi. Ci soffermeremo non solo sui nuovi metodi e sui nuovi obiettivi dell’estrema destra italiana ed europea, ma anche su un’analisi dell’ideologia dell’ISIS, che sotto molti aspetti è assimilabile a quella dei fascismi occidentali. Il filo conduttore del nostro discorso sarà la paura ed il suo uso per scopi politici che accomuna, seppur in modi diversi, il fascismo stragista degli anni Settanta, il cosiddetto neofascismo, e l’islamofascismo dello Stato Islamico.

 

Ne parliamo con:

 

Laboratorio Lapsus “dalla strategia della tensione alla strategia della confusione”

 

Barbara De Poli, ricercatrice presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia, dove insegna Storia dei Paesi islamici e Storia del pensiero politico dei Paesi Islamici “jihadismo e totalitarismi: ideologie a confronto”

Conclusioni con Claudia Pinelli”

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Alisa Del Re: la riproduzione indispensabile a qualsiasi produzione @ SMS- Spazio di Mutuo Soccorso
Giu 11@3:30
Alisa Del Re: la riproduzione indispensabile a qualsiasi produzione @ SMS- Spazio di Mutuo Soccorso | Milano | Lombardia | Italia

Domenica 10 Giugno alle h.15.30 allo Spazio di Mutuo Soccorso incontreremo Alisa Del Re,scrittrice e Professoressa associata in Scienza Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova , femminista e attivista.
Inizieremo dal racconto del femminismo degli anni’70: e elaborazioni teoriche, le rivendicazioni e il clima politico di quegli anni, per arrivare ad analizzare, attraverso le ultime riflessioni dell’autrice,la produzione, il lavoro di produzione, di cura, aspetto storicamente creduto tipico del femminile. Ma non è affatto così..

“….Evidentemente, se tutta la struttura sociale, se tutte le relazioni, se tutte le possibilità di socializzazione sono basate sul lavoro di riproduzione delle persone con le sue qualità intrinseche, è necessario che ce ne facciamo una ragione e che ne imponiamo la rilevanza. Le donne sono l’elemento centrale a cui viene richiesto questo tipo di lavoro di riproduzione, in tutte le sue forme, gratuito o salariato.

Evento Fb: https://www.facebook.com/events/243392679728607/?active_tab=about

La domanda è: per le loro qualità connaturate? Non credo proprio. (…)

L’obiettivo politico ed etico dovrebbe essere la responsabilità verso la buona vita per ciascuno, con tempi di vita che abbiano un riconoscimento sociale. Io direi che cercare di risolvere questo problema ci pone di fronte a una scelta obbligata, che rivoluziona l’orizzonte del rapporto produzione-riproduzione capovolgendone le priorità: riproduzione delle persone come senso prioritario da dare all’attività umana. La ricerca della buona vita (mi piace evocare la “buona vita”, citata in alcune costituzioni dell’America del Sud, molto di più della felicità, perché la buona vita ha dentro di sé la riproduzione) richiede non solo un reddito di cittadinanza (una ridistribuzione della ricchezza prodotta che soddisfi i bisogni della vita), ma anche cooperazione sociale per la riproduzione, per il lavoro elementare, una progettualità per inventare forme di convivenza accettabili al di fuori e contro i tempi e gli spazi del lavoro salariato, costruendo nuove forme di relazione e di socializzazione.(…)”