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Il cantiere è occupato dal 2001, quando i collettivi studenteschi parteciparono al contro-G8 di Genova con quella moltitudine contraria al fatto che gli interessi di 8 “grandi” valessero più delle vite di 6 miliardi di persone.

Oggi, 25 anni dopo, nella milano dei signori del cemento, continuiamo a reistere all’idea che i profitti di 182 milionari valgano di più della dignità degli altri 3 milioni di abitanti.

Nel 2001, il Cantiere ha riscattato la sotica palazzina di via Monterosa 84: il Derby Club. Dopo un ventennio di abbandono se ne è preso cura e ha riportato in vita il suo palcoscenico.

Oggi il cantiere rappresenta uno spazio di aggregazione e organizzazione per le generazioni ribelli e solidali di questa metropoli: senza discriminazioni di genere, colore e portafoglio. Un luogo di riferimento per il quartiere popolare di San Siro, dove il sindaco crede che ci siano “troppe case popolari”, ma anche troppe persone giovani e straniere.

Nel mentre il “modello Milano” festeggia l’assoluzione per “buona fede” degli immobiliaristi che hanno spacciato la costruzione di torri di lusso come la ristrutturazione di un garage. Peccato! Perché con quegli oneri di urbanizzazione si potrebbero finalmente ristrutturare migliaia di case popolari.

Da un’anno a questa parte, il cantiere è stato comprato da una holding immobiliare e speculativa non è certo da meno. Si chiama “Monterosa 84 srl” e fa parte di un sistema di immobiliari che, sotto diversi nomi, si dedica alla speculazione edilizia in Lombardia. Sono gli stessi di “Papiniano 48”, il progetto di un condominio di lusso sequestrato nell’ambito dell’inchiesta urbanistica sul “modello Milano”.

Le indagini hanno fatto emergere evidenti tentativi di pressione sulle istituzioni pubbliche: un metodo intimidatorio che abbiamo avuto modo di conoscere.

“Monterosa 84 srl” ha comprato il “nostro” cantiere per poco più di 1.800.000 euro. un prezzo irrisorio per una palazzina perché considerato un “asset critico”.

Investire in un “asset critico” nel mondo immobiliare significa comprare a poco, fare il lavoro sporco, rivendere a tantissimo dipo essersi liberati del problema.

Eccoci qua. Siamo noi il loro “asset critico”. E non se la caveranno così a buon mercato.

TOY.

Dopo alcuni tentativi di far sgomberare il Cantiere, risalenti a Maggio 2025, falliti grazie alla mobilitazione della città i succhiasuolo sono tornati all’attacco: ora ci riprovano con illazioni tecnico-burocratiche infondate, pressioni giudiziarie e metodi subdoli e violenti.

La palazzina che vorrebbero costruire sarebbe per pochi ultraricchi. Il Cantiere al contrario è per tutt3: tutt3 per il cantiere!

QUI SIAMO.

QUI RESTIAMO.

Comunità di quartiere: la parola ai vicini del Cantiere

Piazzale Lotto, Via Monte Rosa, Via Monte Bianco, Via Silva: cosa significa vivere in queste vie?Come è cambiato il quartiere da quando ci abiti o ci lavori?
Te lo ricordi il Derby Club?
E gli anni dell’abbandono di quella bella palazzina liberty in via Monte Rosa 84?
Il Cantiere, lo conosci? Cosa ne sai di questo luogo un pò particolare, tutto colorato tra i palazzi di vetro e cemento?
Cosa significa la presenza di un centro sociale nel quartiere?
Qual’è la tua esperienza quotidiana?

Abbiamo fatto queste e altre domande ai vicini, residenti e commercianti, con cui il Cantiere condivide la zona: a loro la parola!

Lettera aperta al Corriere della Sera per una richiesta di chiarimento intorno alla narrazione sul Cantiere

Mercoledì 8 luglio 2026, un imponente e capillare accertamento tecnico disposto dalla Procura di Milano ha coinvolto la palazzina liberty di via Monte Rosa 84, già sede del famoso Derby Club e attuale Cantiere.
La perizia tecnica, condotta da Vigili del Fuoco – Nuclei N.B.C.R, Vigili del Fuoco, ATS, tecnici geometri e architetti e UNAReti, alla presenza di un imponente schieramento di agenti della Polizia Locale, della Polizia di Stato e dei Carabinieri,  si è conclusa senza la necessità di sequestrare o sigillare la palazzina, perché non sono stati riscontrati elementi di pericolo o rischio per chi attraversa lo spazio e per chi vi sta intorno. Non sono inoltre stati riscontrati allacci abusivi.
Un articolo de Il Giorno, puntuale rispetto ai tempi della cronaca, datato 9 luglio 2026, riporta per primo questa informazione.

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A ben 3 giorni di distanza, sabato 11 luglio, pubblica la ormai non più tanto notizia anche il Corriere della Sera. Questa lettera pubblica che indirizziamo alla sua redazione chiede:
– perché scegliere un titolo sensazionalistico “Amianto, allacci abusivi e feste. Rivolta contro “Il Cantiere”, quando lo stesso articolo, nel testo, notoriamente molto meno letto dei titoli, recita “Mercoledì in via Monte Rosa 84 si sono presentati polizia, carabinieri e vigili del fuoco con il nucleo Nbcr (nucleare, batteriologico/biologico, chimico, radiologico). Sono stati loro – con tute, stivali, caschi e mascherine – i primi ad accedere allo stabile. Non sarebbero stare riscontrate tracce di amianto o altre situazioni rischiose per la salute pubblica, né per gli attivisti, né per i residenti. E lo stabile non è stato dichiarato inagibile”.  E ancora “Dopo il via libera del nucleo Nbcr, sono entrati i tecnici dell’Ats e Unareti per verificare eventuali allacci abusivi. Non sarebbe stato trovato nulla”?
– perché citare categorie vaghe come “i residenti che vivono intorno allo stabile”, “gli abitanti”? Non pretendiamo certo che il Corriere della Sera pubblichi nomi e cognomi, ma ci chiediamo se ha intervistato con metodo e rigore deontologico quanti e quali vicini, cosa si intende sociologicamente e urbanisticamente per “vicini” o se utilizza parole generiche e superficialio, attingendo peraltro a servizi di libero e Rete4, fonti tragicomiche più che giornalistiche. Inoltre, visto che cita, “altri residenti raccontano poi di aver parlato con la nuova proprietà che ‘vorrebbe utilizzare in altro modo lo stabile’”, ci chiediamo anche se abbia approfondito la natura di tali contatti.
– perché per inquadrare la proprietà spiegate che è “la società Monterosa 84 che ha acquistato l’edificio per 1,8 milioni di euro, ndr”, senza menzionare che si tratta della di una holding immobiliare che fa capo a Salvatore Murè, lo stesso costruttore coinvolto nello scandalo di Papiniano 48, cantiere sequestrato nell’ambito dell’inchiesta sull’edilizia milanese, per aver  spacciato come ristrutturazione di un garage la coatruizione di un condominio di ultra lusso, con tanto di tentativi evidenti di  pressioni sul Comune di Milano?
– Perché scrivere “una convivenza difficile, che sta esasperando i residenti”, quando in 25 anni non si sono mai registrati esposti di alcun tipo e che, guarda caso, iniziano ora che si muovono grandi investimenti? Il Corriere si è fatto questa domanda? Nel caso, perché non si è dato una risposta? Tocca di nuovo ammettere, però, che “c’è chi prova a mediare e a comprendere gli attivisti, soprattutto giovani” e allora chiediamo, perché in 4 colonne di articolo, queste voci scompaiono completamente?
– Abbiamo anche una curiosità per l’impaginazione: perché alla vicenda Cantiere sono dedicati ¾ abbondanti di pagina, mentre la’articolo “Alla Bovisa. Pacchi bruciati nel maxi-rogo. Si apre il tema dei risarcimenti”, è relegato in una strettissima colonna nel restante quartino? Chi decide le priorità editoriali può spiegare questa scelta a lettrici e lettori?
– da ultimo: il Cantiere ha un ufficio stampa da 25 anni che intrattiene frequenti relazioni con il Corriere della Sera, oltre che con la maggior parte delle testate di informazione di questo Paese. Spesso abbiamo ricevuto telefonate da giornalisti o dalla redazione per approfondire questa o quella manifestazione: chiediamo alla Redazione, perché questa volta avete deciso di scrivere del Cantiere senza il Cantiere?
Con i nostri migliori saluti e auguri di buon lavoro,
Cantiere Milano.

Cantiere: ASSET CRITICO e SPAZIO SICURO

Siamo un asset critico.

Per gli speculatori immobiliari della città questo significa un edificio da cui estrarre grandi margini di profitto perché acquisito a prezzo basso e con ‘criticità’ da risolvere.

La nostra criticità? Il nostro valore politico e sociale è più alto di quello economico.

Siamo un asset critico. Critico perché ci muove il desiderio. Critico perché dal 2001 siamo sempre in movimento.Critico perché da 25 anni ci prendiamo cura della palazzina liberty che ha ospitato prima il Derby Club e che ora ospita il Cantiere.

Siamo un asset critico perché quando “qualcuno” ci ha chiesto quanto volessimo per andarcene, abbiamo risposto una casa per ogni nucleo in stato di emergenza abitativa.

 

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Ieri (8 luglio 2026) il Cantiere è stato sottoposto a un accertamento tecnico che, evidentemente, non ha comportato la necessità di provvedimenti urgenti e immediati.

Dopo 25 anni di autorecupero e autogestione, non abbiamo dubbi che il cantiere sia uno spazio sicuro, sia per chi lo attraversa sia per chi gli sta vicino.

Il cantiere non è solo uno spazio safer, dove chiunque può tessere lotte, legami e comunità liber* dalla violenza sessista, razzista e classista, ma anche, molto materialmente, un luogo sicuro.

Continuiamo e continueremo a preservare la storia del Derby Club e il presente del Cantiere.

QUI SIAMO E QUI RESTIAMO

Scateniamo tempeste ma preferiamo il sole

In queste settimane l’energia è tornata al centro del dibattito pubblico, per i rincari causati dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Al governo si continua a blaterare di soluzioni per evitare la crisi energetica, ignorando però l’unica vera soluzione.

Il fossile porta alla guerra. Non è complicato: finché l’infrastruttura energetica sarà dipendente da gas e petrolio, gli eserciti continueranno a combattere per pozzi e giacimenti, massacrando i popoli e devastando i territori.

Il solare, a differenza del fossile, non ci porta alla guerra, non inquina cosi tanto il pianeta e non è soggetto agli sbalzi di umore dei tiranni, americani, israeliani o iraniani che siano, o all’incompetenza del governo italiano.

Siamo molto felici di aver installato un primo impianto fotovoltaico al Cantiere: un primo passo verso la completa autonomia energetica. Ci sono voluti anni, e sarà ancora lunga, ma abbiamo compiuto un primo passo verso la transizione ecologica dal basso: la libreria Don Durito, le assemblee del Cooordinamento dei Collettivi Studenteschi, l’aula studio autogestita ed i pranzi sociali da oggi sono alimentati a energia solare.

Ringraziamo di cuore i compagni di EcoRiSoluzioni che ci hanno aiutato, hanno creduto nelle nostre idee e hanno dato sostanza e competenza alle nostre speranze.

Il cantiere è la nostra nave pirata verso altri mondi possibili. La rotta è lunga e si sa, i pirati non fanno tanta strada a gas o a diesel.

Continuiamo a resistere a chiunque vogli affondarci. Momenti come questi riempiono il cuore anche perché ci ricordano che non navighiamo mai da sol3.

Giù le mani dagli spazi sociali: occupato il pirellino

Per rispondere allo sgombero del Leoncavallo, con gli spazi sociali della città di milano abbiamo occupato il Pirellino del signore del cemento Manfredi Catella.

Nessuno sgombero senza risposta

Qui siamo e qui restiamo

Cantiere libero!

Cantiere per tutt3

Tutt3 per il Cantiere

Una giornata di cura e di lotta
Di auto recupero e solidarietà.

Come da 24 anni a questa parte, ci occupiamo del Cantiere.

Abbiamo accertato le condizioni di sicurezza della palazzina di via Monterosa 84: non hanno scuse.

Abbiamo rimosso le reti e le griglie in cui una nuova proprietà di speculatori vorrebbe rinchiudere il nostro volo.

Lo abbiamo fatto grazie alla partecipazione e alla solidarietà di tant3 amich3 e compagn3, continueremo a lottare con chi vorrà battersi per un mondo più giusto.

Di fronte al nulla che avanza, all’abbandono, alla speculazione, alla svendita della nostra città delle nostre vite; di fronte alla guerra, al fascismo, alla paura;

Il Cantiere è e rimane uno spazio di autonomia, ribellione e dignità.

Lunga vita al Cantiere.
Lunga vita agli spazi sociali e di alternativa culturale.
Qui siamo e qui restiamo