Oggi una giornata di lotta per il diritto all’abitare dove ancora una volta l’incapacità delle istituzioni di trovare delle soluzioni reali per chi è in difficoltà si è mostrata.

Una giornata iniziata nel quartiere di San Siro dove come tutte le mattine ci siamo ritrovati per difendere e occuparci insieme del nostro quartiere.

Al termine della colazione, siamo andati a Baranzate a difendere Murad e sua moglie, lui con una piccola attività al mercato ortofrutticolo, lei senza lavoro, morosi dal 2013 a causa di un impoverimento crescente e della crisi che colpisce sempre di più.

Una giornata particolare, dove tra le lacrime il proprietario e la famiglia hanno deciso insieme di far eseguire lo sfratto. Il proprietario, un signore italiano, rischia il pignoramento dell’immobile per i debiti accumulati, e gli inquilini, una coppia egiziana in crisi da anni, non hanno voluto più far ricadere le proprie difficoltà sulle sue spalle, addirittura decidendo di uscire di casa.

La crisi colpisce tutti e la guerra tra poveri non può essere la soluzione: questo è quello che raccontano gli abbracci e le lacrime di questa mattina.

E allora abbiamo rispedito al mittente le responsabilità e siamo andati al Comune di Baranzate a chiedere a chi si dovrebbe occupare dei bisogni e dei problemi dei cittadini di trovare delle soluzioni: ovviamente la risposta da parte della giunta del PD e del neosindaco Luca Elia ancora una volta è stata un rimpallo di responsabilità, sostenendo che non avendo figli, Murad e sua moglie potevano trovarsi da soli una soluzione, che i piccoli comuni non possono fare niente di fronte a quest’emergenza abitativa.

Questa scelta non fa che alimentare l’emergenza abitativa di una regione come la Lombardia che conta migliaia di sfratti in crescita e affitti inaccessibili. Le istituzioni dicono che non ci sono soluzioni, ma non si sforzano di trovarle. Da anni, diciamo che le soluzioni ci sono, a partire dal riutilizzo dello s