11 novembre incontro: “Esportiamo la democrazia?” Medio oriente, resistenze e confederalismo democratico

Continuano gli incontri all’interno della campagna “STOP WAR NOT PEOPLE“.

11 novembre h.19.00 @Cantiere

ESPORTIAMO LA DEMOCRAZIA?

Una panoramica sul Medio Oriente e le esperienze di resistenza in Kurdistan e in Palestina

 

Con Jolanda Guardi, arabista

Murat Cinar, giornalista

e collegamenti dalla Palestina 

Negli ultimi 20 le potenze “occidentali” hanno sperimentato una politica della destabilizzazione in Medio Oriente che parrebbe aver funzionato egregiamente: l’Afghanistan rimasto un’area governata da mercenari e integralisti ma dove Europa e USA possono portare avanti i propri interessi su oppio e risorse naturali; l’Iraq frammentato e incapace di gestire i propri territori, figurarsi le proprio risorse; l’Egitto riportato al pieno controllo da parte dell’esercito dopo le cosiddette “primavere arabe” durante le quali il neoliberismo aveva puntato su entrambi i cavalli… E poi la Libia ridotta a una polveriera e la Siria, smembrata eppure dove sembra essersi creato un corto circuito in cui non tutto è andato secondo i piani…

Ed è in questo corto circuito che si è costruita l’esperienza del Confederalismo Democratico in Rojava, che è stato capace di superare i concetti di confine, religione, etnia, ma anche le stesse divisioni di genere, rappresentando una sfida capace di resistere allo smantellamento sistematico dell’area, sia militarmente che culturalmente in una pratica non solo di resistenza ma di organizzazione dal basso quotidiana.

Così come sempre in questo panorama di destabilizzazione e resistenze si pone la nuova “intifada” palestinese, per cui poco ci interessa la diatriba linguistica sul chiamarla o meno così quanto, anche in questo caso, la capacità di riappropriarsi e sperimentare di forme di organizzazione dal basso, di resistenza diffusa, che rivede un protagonismo di tutta la società all’interno della lotta all’occupazione, che vede rifiutare le direzioni politiche di Hamas o Fatah, per ripartire invece dai desideri e dai bisogni da una popolazione che ha sempre vissuto sotto apartheid…

Di tutto questo parleremo quindi in questo incontro… Vi aspettiamo!

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