IMG-20151019-WA0004Questa mattina il presidio solidale dalla colazione anti-sgombero di Piazza Selinunte, si è spostato in Via Mar Jonio 3 a San Siro dove Aler con il supporto di 4 camionette e 2 jeep dei Carabinieri, si è presentata per sgomberare una casa, lasciata vuota da mesi, e precedentemente occupata da una famiglia, che già non ci viveva più.
Ogni sgombero costa circa 3mila euro, soldi che dovrebbero essere spesi per ristrutturare una delle 10mila case popolari lasciate ancora vuote. Non si investono risorse per la conservazione del patrimonio esistente, ben 29 000 unità abitativa Aler sono a rischio per caduta di rivestimenti, folgorazione e intossicazione, ma addirittura le si usa per alimentare l’emergenza abitativa.
Il patrimonio pubblico è stato oggetto di speculazioni e ruberie per molti anni, e scontiamo in questo momento la gestione mafiosa e clientelare delle politiche abitative: ogni settimana escono scandali che coinvolgono Aler, Regione e Comune.
Ci chiediamo quanto rimarrà vuota questa casa: in quanto tempo sarà assegnata a una delle migliaia di famiglie che ha diritto ad una casa ed è in emergenza abitativa?
Purtroppo però non c’è un’inversione di rotta, si continua con la gestione dell’emergenza abitativa come problema di ordine pubblico, sgomberando e sfrattando con la forza, senza trovare soluzioni reali al problema.
Questa è la retorica di Aler e Metropolitane Milanesi, che dicono che la colpa dei dissesti economici è di chi fa fatica a pagare l’affitto o di chi ha occupato per necessità.
L’anno scorso questo tentativo di militarizzazione dei quartieri popolari è fallito, grazie alla solidarietà dimostrata da chi i territori li vive, che è cosciente che il problema è in alto e non in basso, che non ha accettato la guerra tra poveri che si è cercato di alimentare e che si è messo in gioco per difendere il diritto all’abitare.
Le soluzioni ci sono, manca la volontà politica di guardare ai bisogni delle persone e non solo ai profitti.
Per questo insieme ad altri comitati ci stiamo mobilitando verso il presidio di lunedi 26 ottobre sotto Palazzo Marino per chiedere che vengano attuate le soluzioni possibili:
  • blocco immediato di sfratti e sgomberi
  • regolarizzazione di tutti gli occupanti per necessità, attuando l’ art. 34 comma 8 della Legge Regionale 27 del 2009 (recepita dal Comune di Milano già nel 2012)
  • assegnazione immediata delle 10mila case popolari sfitte; utilizzo dei soldi derivanti dalla regolarizzazione degli occupanti per ristrutturare le case vuote che hanno bisogno di lavori (o in alternativa assegnare gli alloggi “in stato di fatto, detraendo gradualmente le spese di ristrutturazione dagli affitti)
  • blocco della svendita del patrimonio di edilizia residenziale pubblica
  • riutilizzo delle migliaia di metri cubi sfitti nella nostra città, attuando anche piani di autorecupero e autocostruzione
COMITATO ABITANTI SAN SIRO – ASIA MILANO