13 settembre: #StopWarNotPeople PRESIDIO&HAPPENING @Stazione Centrale

7 anni dall’omicidio di Abba, in uno dei punti simbolo del passaggio di migranti attraverso i confini sempre più militarizzati della Fortezza Europa, a un giorno dal vertice dell’UE sui rifugiati e mentre nelle strade di tutta Europa crescono movimenti e manifestazioni contro le stragi che le politiche di repressione delle migrazioni continuano a generare, nel weekend in cui movimenti neofascisti provano ad ottenere spazi nella Milano Medaglia d’Oro alla Resistenza…

#StopWarNotPeople
APRIRE LE FRONTIERE, FERMARE LE GUERRE, RESPINGERE I RAZZISTI
#refugeeswelcome #milanolibera
13 settembre 2015 dalle h.15
PRESIDIO @PIAZZA DUCA d’AOSTA – STAZIONE CENTRALE
dalle 14.00 JAM HIPHOP, cucine solidali, mercatini dell’usato e dello scambio, lezioni di italiano in piazza e tanto altro!
dalle 19.00 presentazione del nuovo film di ASCANIO CELESTINI, proiezione di ASMARINA

 

Leggi l’appello alla mobilitazione:

Ondate umane si infrangono sui muri della fortezza europa, su quelli fatti d’acqua e guardie costiere, su quelli di eserciti e filo spinato, di gas urticante e polizie, di prigioni per l’identificazione e l’espulsione e respingimenti forzati.

Dopo la propaganda a seguito della nascita dell’U.E., che faceva un vanto dell’abolizione delle frontiere interne e della possibilità di libero movimento, tornano improvvisamente in azione anche i check point tra un paese e l’altro, come risposta alla situazione di migliaia di uomini, donne e bambini costretti ad accamparsi su una scogliera al confine tra Italia e Francia, al bordo di un’autostrada tra Francia e Inghilterra o a morire nel cassone di un tir tra Ungheria e Austria.

Di fronte all’emergenza umanitaria causata dalle guerre che circondano ormai completamente l’Europa, dalle speculazioni, da una crisi globale che lascia i poveri a litigarsi le briciole mentre l’1% si spartisce la torta, aprire le frontiere non è un’istanza buonista o un gesto caritatatevole, ma un primo e minimo atto dovuto: migranti, profughi e rifugiati scappano dalle guerre scatenate dagli interessi delle lobby di armi e petrolio, dai regimi e dai gruppi fondamentalisti finanziati e spalleggiati dalle “democrazie occidentali”, dalla miseria seminata da vecchi e nuovi colonialismi.

Aprire le frontiere perchè non si tratta di un’invasione, ma di una crisi sistemica, dove emigrare rimane l’unica scelta possibile nella ricerca di un futuro e una vita degni. E soprattutto fermare le guerre, fermare le stragi, fermare i crimini contro vita e dignità.

Gli stessi assassini che dalle poltrone votano e soffiano sul fuoco delle guerre sono spesso gli stessi che prima stipulano affari con i peggiori dittatori, poi speculano sulla pelle di chi scappa disperato dai propri paesi (con i business del mercato in nero e della gestione mafiosa dei flussi migratori, intascando fondi e appalti e lasciando i rifugiati a vivere in condizioni indegne come succede a Bresso) e sono gli stessi che per difendere questo sistema e racimolare quattro voti diffondono razzismo e guerra tra poveri, servendosi pure degli utili idioti disposti a dar fuoco a un campo rom, assaltare un c.i.e. o pestare un migrante. La Lega, d’altronde, ce lo ha ben mostrato con i decennali rapporti con Afewrki, dittatore dell’Eritrea, cui ha passato armi, con cui fa affari, salvo poi lamentarsi davanti alle migliaia di persone che scappano dalla guerra civile.

Gente del genere, che si definisce “fascista del terzo millennio”, ma ignorante e braccio armato degli interessi forti come nel secondo e come sempre, vorrebbe radunarsi da tutta Italia nella Milano Medaglia d’oro alla resistenza, peraltro proprio nei giorni dell’anniversario dell’omicidio di Abba Abdoul Guibre, un ragazzo diciottene italiano originario del Burkina Faso ammazzato al grido di “sporco negro” da tre fascisti nell’onda di queste vergognose retoriche della paura.

L’appello è a tutta la Milano solidale, meticcia, antirazzista; la milano che in stazione centrale mostra il suo volto migliore sostenendo i profughi ben prima che le istituzioni si sveglino; che è disgustata dalle immagini di Ventimiglia, di Calais, di Kos, di Budapest; che non è più disposta a tollerare le stragi in Siria, in Libia, in Eritrea, nel Kurdistan turco e siriano e purtroppo in molti altri paesi.

L’appello è alla Milano che apre sportelli legali, organizza raccolte di cibo, vestiti e generi di prima necessità, che organizza scuole di lingua e si batte per i diritti e la dignità di tutte e tutti, che accoglie migranti e rifugiati, che respinge i razzisti di ogni natura.

RESTIAMO UMANI.

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