Oggi a Milano c’è il vertice sul lavoro e disoccupazione giovanile.

Tutti i capi di stato dell’Unione si trovano nella nostra città per organizzare e sancire le prossime politiche neoliberiste da applicare sulla nostra pelle.
In tutta Europa la storia è la stessa: dai mini job della Merkel al JobsAct di Renzi si parla di facilitazioni per i licenziamenti, del termine come caratteristica costituente di ogni contratto fin dal suo inizio, di una flessibilità che è solo quella della mano d’opera su misura delle esigenze di chi fa profitto usando la crisi per superare ogni freno rimasto allo sfruttamento più rapace, che grazie alla logica dell’emergenza getta la sua maschera.

La funzione di questi vertici, così come dei grandi eventi e delle grandi occasioni (ovviamente non è un caso che il summit sia nella Milano di Expò, sotto il semestre di presidenza italiana UE) è quella di agire da accelleratori dei processi in atto: grazie all’eccezione per Expò2015, per i suoi ritardi e per la sua necessità di chiamata alle armi è stato possibile introdurre addirittura l’ossimoro di “lavoro volontario” o i contratti da 1 euro all’ora, che hanno a loro volta reso possibili i contenuti del Jobs Act, a partire dalla deregolamentazione totale del licenziamento che non contemplerà più in nessun caso la necessità della “giusta causa”, la proroga sfrenata dei contratti a termine, la dismissione del principio di non discriminazione tra i contratti (do you remember “guerra tra poveri”?), l’abrogazione dell’obbligo di assunzione di una percentuale dei contratti ai apprendistato in una azienda e il crollo dello stipendio minimo per quest’ultima tipologia.
Non è un caso nemmeno che proprio lo stesso giorno del vertice europeo il Governo Renzi chieda il voto di fiducia al Senato sul JobsAct!

Se lavorare per Loro, per il sistema neoliberista, intrinsecamente finalizzato alle disuguaglianze e al guadagno di pochi già di per sè è sfruttamento della vita di tanti al servizio dei profitti di pochi, adesso ogni pretesa di retorica sull’etica del lavoro decade e nella crisi (nostra) rimane spazio solo per il volto rapace e qualche maxi evento illusorio qui e là per indorarci al pillola.

Ripudiamo e rifiutiamo questa logica: per noi il mutuo soccorso e la riappropriazione sono il primo strumento per costruire territori resistenti e solidali contro crisi e speculazioni. Resistenti e solidali significa territori in cui i diritti e la dignità siano garantiti per tutte e tutti, indipendentemente da luogo di nascita e colore della pelle, perchè quelli che speculano e parlano di austerity in poltrona sono gli stessi che guadagnano dalla guerre e dalla miseria in moltissime parti del mondo, innescando migrazioni che tentano poi da un alto di arginare da un lato con le frontiere e i morti in mare e dall’altro di sfruttare con il lavoro schiavista e le retoriche di guerra tra poveri.

Le nostre metropoli e le nuove generazioni sono sempre più meticce, per questo rifiutiamo anche la vergogna di chi ruba tutto e poi cerca di dare la colpa ai migranti. Per questo saremo in piazza anche il 16 ottobre dalle 9,30 in largo cairoli e il 18 ottobre nel corteo parade cittadino contro razzismo e Lega Nord.
Prossimi appuntamenti:

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-11 ottobre: ore 15 piazza Duca D’Aosta, corteo #expofamale, spezzone #takethecity per il diritto alla città meticcia e antirazzista!
-12 ottobre: ore 15 @Rimaflow, incontro #noexpo con Via Campesina “sovranità alimentare e sovranità sui territori”
-16 ottobre: sciopero sociale metropolitano / corteo studentesco vs Lega nord h.9,30 piazza Cairoli…100%ribelli e meticci
-18 ottobre: corteo-parade cittadina contro la sfilata della Lega Nord: “Ama la libertà, odia il razzismo, Stop Lega Nord!”
Collettivo Universitario the Take, tutti i mercoledì h.17,30 @ Statale, Festa del Perdono @Cut_Milano