Abba cup! tornei e giornata sportiva @ Sempione! #Abbavive #StopWarNotPeople

SABATO 5 SETTEMBRE, DALLE H.11

ABBA CUP 7° EDIZIONE @ARCO DELLA PACE / PRATONI DEL PARCO SEMPIONE.

A seguire concertone free all'arco della pace!

PER NON DIMENTICARE ABBA, PER FERMARE IL RAZZISMO

Una giornata di sport popolare antirazzista e antifascista, con torneo di calcio a 5, uno di pallavolo a 3 e tante dimostrazioni sportive di boxe, thai boxe, thai chi, thai chi combat, capoeira, teatro, danza del ventre, aerobica, yoga e scherma medievale.

per iscrivere la tua squadra di calcio o di pallavolo e per informazioni scrivi

- un messaggio privato alla pagina facebook Palestra Popolare Hurricane

- una mail a palestrapopolare@cantiere.org

abbacupLa Palestra Popolare Hurricane, il Centro Sociale Cantiere, il comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo, sono felici d'invitarvi alla 7° edizione dell'ABBACUP. 
Una giornata di sport non competitivo ma cooperativo e solidale, che non si giochi solo in campo ma che sia innanzitutto socialità diffusa, contaminazione, scambio ed ibridazione, dove i mille volti, i colori, le lingue e le culture si contaminino. Un torneo di calcio a 5, un torneo di pallavolo a 3, tante dimostrazioni interattive dei corsi che tutto l'anno si svolgono alla palestra popolare dello Spazio di Mutuo Soccorso riempiranno tutta la giornata ai pratoni del parco Sempione, sulle note dei sound reggae della città. Dopo la premiazione si potrà godersi il terzo tempo con il concertone free ai piedi dell'arco della pace!


Una giornata per non dimenticare Abba, per non dimenticare che il razzismo uccide poichè oggi, in tempi di crisi, più che mai, è necessario creare anticorpi sociali e culturali.

COS'E' L'ABBACUP


abbacup3L' Abba cup è un torneo sportivo contro il razzismo per non dimenticare Abba. Sono passati quasi quattro anni da quel maledetto 14 settembre 2008, quando un ragazzo di 19 anni originario del Burkina Faso, "Abba" Abdoul Guibre, è stato ucciso a sprangate. Abba era uno dei moltissimi giovani che compongono quella soggettività nuova e meticcia  che scorre nelle vene della nostra metropoli e ne costituisce la ricchezza più grande. La verità fu subito chiara agli occhi di tutti: Abba è stato ammazzato per il colore della sua pelle.  Non dimenticare Abba, a quasi quattro anni di distanza, rimane necessario perchè non accada ancora, ma soprattutto per costruire un futuro migliore dal basso e l'abba cup è uno dei modi che abbiamo scelto per tenere vivo il ricordo di quello che è successo quella notte ma anche quell'indignazione verso le politiche razziste e securitarie, che ha spinto migliaia di persone in piazza in quei giorni.

Questa iniziativa è nata da un'idea del "Comitato per non dimenticare Abba e fermare il razzismo" realizzata in collaborazione con l'associazione sportiva Rubin Carter e l'associazione sportiva Stella Rossa Rugby, come momento di coinvolgimento, rilancio e costruzione di giornate sportive all'insegna dell'antirazzismo, contro la xenofobia e per rivendicare diritti per tutti, anche quello di fare sport.
La scelta del nome che abbiamo dato al torneo non è assolutamente casuale: Abba è stato ucciso vigliaccamente per il colore della sua pelle. Noi riteniamo inaccettabile che a Milano, metropoli meticcia dell'Europa del nuovo millennio si muoia di razzismo e intolleranza e perciò vogliamo che la memoria di quell'episodio sia sempre viva e serva a diffondere anticorpi antirazzisti affinchè non accada mai più un omicidio razziale.
Crediamo che lo sport possa essere un forte strumento d'interazione tra le persone, attraverso cui costruire momenti di socialità, conoscenza reciproca e rispetto, che siano liberi e aperti a tutti. Tuttavia affinchè ciò accada non basta proclamarlo: è necessario costruire occasioni  di sport accessibile a tutti economicamente ma soprattutto veicolo di un messaggio di solidarietà e cooperazione che veda ogni differenza come una forza e una ricchezza e siano perciò importanti lezioni di antirazzismo.

Costruire l'Abba Cup ha per noi molteplici obiettivi generali:
- Promuovere una cultura antirazzista e raggiungere tante e tanti, soprattutto giovanissimi, tramite lo sport.
- Tenere viva la memoria di Abba in particolare, ma non esclusivamente, fra i giovani e sul territorio metropolitano
- Mettere in relazione tutte le soggettività che lavorano nel mondo dello sport e dell'antirazzismo e che possano, come facciamo noi, collaborare.

IL REGOLAMENTO DEL TORNEO di Calcio (Gioco e di Comportamento in campo):


abbacup2• Il torneo prevede gironi da 4 squadre ciascuno.
• Si gioca in 5 compreso il portiere.
• I componenti delle squadre devono essere di età superiore ai 14 anni
• Partite da 2×10 = 20 minuti.
• Le punizioni sono tutte dirette.
• Le sostituzioni sono libere.
• La rimessa laterale viene effettuata da terra (no goal).
• Il portiere può raccogliere con le mani i retropassaggi.
• Le squadre indossano quantomeno una maglietta dello stesso colore.
• Sono ammesse solo scarpe da ginnastica (no tacchetti).
• Sarà presente l'arbitro, ma cercherà di intervenire il meno possibile, per favorire l'autogestione della partita tra le due squadre in gioco.
• Si giocheranno 3 tempi:  due in campo e il TERZO TEMPO fuori, al termine del torneo, all'insegna della socialità e dello stare insieme.

Ricordati sempre che "ABBA CUP" è un torneo di calcetto non competitivo e antirazzista, quindi è doveroso mantenere dentro e fuori dal campo un comportamento corretto, rispettoso verso tutti/e, all'insegna del divertimento e della socialità:
• A discrezione dell'arbitro, al primo fallo cattivo ed intenzionale di una squadra, verrà espulso il giocatore responsabile.
• Al secondo fallo cattivo ed intenzionale di una squadra, verrà decretata la vittoria a tavolino della squadra avversaria.
• Se una partita viene interpretata in modo eccessivamente competitivo dalle due squadre in gioco, entrambe le squadre perderanno l'incontro.
• Se una squadra perde due partite a tavolino per comportamento antisportivo, verrà sospesa dal torneo.
• Non esitono ammonizioni, ma solo espulsioni, che hanno effetto per l'intera durata della partita.
• Non esisteranno vincitori ufficiali: tutte le squadre saranno premiate per la presenza e saranno caldamente invitate a partecipare al terzo tempo al termine del torneo.

STOP WAR NOT PEOPLE!

FERMARE LE GUERRE, APRIRE LE FRONTIERE!

appello alla mobilitazione contro guerra e razzismo, con Abba nel cuore.

stopwarIl 14 settembre 2008 Abba Abdoul Guibre veniva ammazzato a sprangate per il colore della sua pelle, a pochi passi dalla Stazione Centrale e dalle vie dello shopping di Milano.
Tante storie si sono sentite in quei giorni per legittimare quell’omicidio, provando perfino a trovare come giustificazione un mai accertato furto di un pacco di biscotti, come se quella o qualsiasi altra ragione potesse giustificare a rincorrere, spranghe in mano, un gruppo di ragazzi neanche ventenni e picchiarli a sangue.
Ma noi sappiamo che cosa ha ucciso Abba: Abba è morto di razzismo. L’ha ucciso quella guerra tra poveri, quell’odio per il diverso che ancora oggi uccide migliaia di persone ogni anno nel Mediterraneo, o sui muri di Ceuta, Melilla, della Grecia, della Slovenia e adesso anche dell’Ungheria, muri che circondano un’Europa Fortezza sempre più militarizzata.
L’hanno ucciso le retoriche di chi, Lega in testa, fanno del migrante il capro espiatorio, il nemico esterno contro cui puntare il dito, nascondendo così come i migranti siano invece corpi e vite sulle quali fare affari, speculando sugli appalti per la cosiddetta “accoglienza”, o sul lavoro in nero di “clandestini” ricattabili e sfruttabili fino all’ultimo: Mafia Capitale, d’altro canto, ha mostrato chiaramente come tanti, dalle cooperative rosse, ai palazzinari, alle ‘ndrine abbiano grandissimi interessi nella gestione dei rifugiati, mangiandosi milioni l’anno, mentre ai migranti non restano neanche le briciole.
A sette anni di distanza da quell’assassinio, morire di razzismo è ancora di una normalità disarmante nell’Italia della legge Bossi-Fini e dei pacchetti sicurezza, nell’Europa dei respingimenti che proprio in queste settimane sta dando il via alla nuova grande operazione a guida italiana che prevede il bombardamento dei barconi e, di fatto, il controllo navale e militare di tutto il Mediterraneo. Perché ciò che non ci dicono è che i migranti sono un business da miliardi di euro ogni anno non solo per gli appalti dell’accoglienza, ma anche per le industrie belliche, che possono così sperimentare le loro armi e intelligence in contesti applicativi “civili”.
A sette anni di distanza, quindi, non possiamo smettere di prendere parola contro il razzismo, contro la guerra tra poveri dilagante e fomentata da una casta di corrotti che speculano sulla paura per aumentare i propri profitti.
Non possiamo smettere di prendere parola contro un sistema che prima devasta interi territori a suon di guerre e speculazioni ambientali e poi fa affari sui corpi delle tante e tanti che da quei territori scappano, alla ricerca di un futuro e una vita degna.
Per noi ricordare Abba significa prendere parola contro il razzismo, ancora una volta. Significa dire che le uniche cose che pretendiamo vengano fermate, respinte fuori dalle nostre città, dalle strade e dai quartieri che viviamo ogni giorno, sono l’odio, le guerre, le speculazioni. Di sicuro non le persone. Con le persone, uomini, donne, bambini, siamo invece abituati a tessere reti solidali, a partecipare insieme ai territori, a costruire nuove alternative possibili.


ABBA VIVE! STOP WAR NOT PEOPLE!

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