Belloli capo dei dilettanti? 
Sì, dei dilettanti di cervello, rispetto e dignità!
 
Sport Popolare contro razzismo, sessismo e ogni altro fascismo!
Allenamenti misti della Squadra di Calcio Popolare Bastards tutti i giovedì, ritrovo h. 19,30 @sms, Spazio di Mutuo Soccorso / Palestra Popolare Hurricane
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"Basta non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche..."

Sarà una frase di un leghista che "ce l'ha duro?"
Sarà una dichiarazione della Binetti con indosso il cilicio?
Sarà un'infelice uscita di un catto-fascista nostalgico?
Sarà una frase di Tavecchio, dopo la sparata razzista contro i neri ("schieriamo i mangiabanane"!? aveva detto)?
 
No, ma deve essere una malattia contagiosa che si tramanda tramite la poltrona della Lega Nazionale Dilettanti, di presidente in presidente: stavolta è il turno di Felice Belloli, talmente ignorante e stupido da esternare una simile vergognosa affermazione proprio in occasione del consiglio direttivo del dipartimento del calcio femminile!!!
 
A parte chiederci cos'abbia nel cervello per riuscire a dire la cosa più sbagliata nel momento e nel luogo meno opportuno, la vera domanda che ci poniamo è come sia possibile che individui del genere possano occuparsi dello sport per giunta dilettantistico.
 
N.1 cosa c'è di male ad essere donna? Cosa c'è di mal ad essere donna e giocare a calcio o a qualsiasi altro sport? Forse Belloli ci vorrebbe tutte a casa a far la calza con le gonne rigorosamente sotto al ginocchio? Di quale frustrazione soffre? Evidentemente qui il problema è che se ti piace giocare a calcio non rientri nei canoni standard di rappresentazione della donna riconosciuti da chi evidentemente ha dei limiti di cervello o difende interessi di mercato, ma non siamo più nel '22 e noi combattiamo la loro ignoranza.
N. 2 cosa c'è di male ad essere lesbiche? Nulla, proprio nulla. Ognuno è libero di essere ciò che lo rende felice e inoltre non capiamo come quello che si fa a letto (o dove si vuole, con buona pace dei moralisti 😉 ), possa incidere sulle prestazioni in campo.
N. 3 Quattro?!? Ma Belloli almeno le regole le sa....al massimo 5, 7 o 11, lesbiche o non lesbiche che siano. In ogni caso al di là dei numeri dei giocatori in campo, definire "quattro" le decine di migliaia di persone che si mettono in gioco nello sport dilettantistico e popolare proprio perchè lontano dai meccanismi dello sport business elitario e competitivo nel senso più disgregante denota quantomeno l'incompetenza del Presidente della Lega, che più di ogni altro dovrebbe tutelare questa ricchezza.

e poi....
Lo sport deve essere uno strumento per unire persone, storie, vite, generi, provenienze ed esperienze differenti.
Il fairplay e il rispetto non sono brand da mettersi sulle maglie, ma attitudini quotidiane, da praticare e seminare, lo sanno bene tutte le squadre dilettantistiche e popolari.


Noi siamo una squadra mista
, siamo una delle tante esperienze che dimostrano non solo che anche le donne possono giocare a calcio, ma anche che farlo insieme è possibile. Ci scontriamo tutti i giorni con la difficoltà del combattere un pregiudizio che scoraggia la partecipazione di tante ragazze e alimentato da frasi becere come quella di Belloli, che non fa che rispecchiare un modello educativo pervasivo nella società che insegna ai bambini a giocare per forza a pallone e le bambine devono per forza mettere il tutù (e lo diciamo con massimo rispetto tanto per il pallone quanto per il tutù, noi).
Noi siamo una squadra mista e lo consideriamo un'enorme ricchezza, perchè siamo nati dalla quotidianità di un quartiere popolare dove motivi religiosi, sociali e culturali fanno del rispetto delle differenze di genere e della dignità delle donne una questione tutt'altro che scontata. Giocare gomito a gomito al campo di zona o nella piazza al centro del quartiere, nei tornei popolari e in quelli antifascisti e antirazzisti sta trasformando passo dopo passo anche le mentalità più chiuse. 

Non dare soldi alle società di calcio femminile in favore di quelle maschili (o delle proprie tasche o di un modello calcistico speculativo) non fa che alimentare un gap culturale e sportivo.

Tavecchio, Belloli e tutti gli altri razzisti, sessisti e fascisti si prendono soldi e poltrone, ma si perdono tutto il meglio dello sport...calciamoli a casa.

...noi intanto organizziamo l'Abba cup di settembre, 13 giugno preliminari in montagnetta!


 

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