CARLO VIVE, la memoria non si cancella!
muri puliti coscienze sporche, ‪#‎puliamomilano‬ sì, ma da mafia, expo, razzisti e speculatori!

Dopo il 1 maggio, la casta che governa Milano e gli interessi forti sul suo territorio si sono apprestati a lavare muri e vetrine.

Lavare le vetrine per ripulirsi le mani tante volte trovate in pasta con le peggiori mafie di Expo per tanti anni? Per nascondere di essersi sporcati tante volte con la negazione di ogni minimo diritto alla città? Ripulire i muri dalle scritte di dissenso per non dover essere costretti a ripulire Milano da mafia e speculazioni.

Nessuna immagine della giornata all’insegna dell'”uniamoci tutti a difendere le istituzioni” però ci turba e ci fa riflettere più di quella ormai celebre dei ragazzini intenti a cancellare “Carlo vive”.

Le istituzioni hanno buon gioco non solo a cancellare le notizie del presente, ma anche e soprattutto la memoria partigiana. Chi non ha memoria non può avere futuro, l’abbiamo detto molte volte, e chi non ha memoria e cultura è più facile da controllare. Lo stato che cerca di ripulirsi la faccia dopo le condanne internazionali per la barbarie della Diaz, l’amministrazione cittadina che solo lo scorso anno stringeva la mano ai peggiori nazifascisti il 29 aprile in nome della pacificazione di una memoria condivisa, hanno buon gioco a cancellare Carlo dai cuori e dalle menti di intere generazioni.

Carlo era un ragazzo, come tantissimi di noi, come tantissimi dei 50mila scesi in piazza contro il modello Expo, il modello neoliberista che negli anni muta le forme ma sicuramente non la sostanza dello sfruttamento di moltissimi per il profitto di pochissimi. Nel 2001 si diceva “un mondo diverso è possibile”. Noi ci crediamo ancora. Vogliamo ricostruire le nostre astronavi, vogliamo vivere degnamente in altri mondi liberi da liberismo e miseria.

Siamo partigiani, siamo convinti che la memoria sia un ingranaggio collettivo. Carlo vive, ce lo abbiamo scolpito nei nostri cuori, incarnato in ogni nostro giorno. Continueremo a scriverlo sui muri, a ricordarlo dovunque.

 

>> “PRIMA DI CANCELLARE LEGGI QUELLO CHE C’È SCRITTO“, il contributo di Qcodemag