Diretta della manifestazione antifascista del 29 aprile. Milano ama la libertà!

Contro ogni rigurgito razzista, fascista, sessista e omofobo, di ieri e di oggi. Partigiani contro razzismo e austerity! #maiconsalvini , #maiconrenzi Liberiamoci dalla casta!

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ore 21.30: il corteo si è concluso: in migliaia è stato ribadito che Milano non accetta parate fasciste e saluti romani nella sua città, ricordando che l’antifascismo non è una ricorrenza, ma una pratica da attuare tutti i giorni nei proprio territori, costruendo anticorpi nelle scuole e nei quartieri. I territori sono di chi li vive e i nostri sono meticci, ribelli, antifascisti e antirazzisti.

 

ore 21.15: il corteo ha raggiunto piazzale Dateo e dopo vari interventi dal camion è stata commemorata la lapide di Gaetano Amoroso, antifascista ammazzato nel 1976 da gruppi fascisti. Chi non ha memoria non ha futuro. #antifa

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ore 21.00: ascolta l’intervento dalla piazza verso le prossime giornate di mobilitazione #noexpo

ore 20.45: il corteo raggiunge piazza Indipendenza e prosegue al grido di “Casa, diritti, dignità fuori i fascisti dalle città.”

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ore 20.30: il corteo sfila per le strade della città Medaglia d’oro alla Resistenza intonando a gran voce #BellaCiao ed esprimendo solidarietà per emilio vittima di un agguato fascista! #‎emilioresisti‬ fuori i fascisti dalle città

 


ore 20.15: Il corteo antifascista sta per partire dal concentramento in piazza Tricolore al grido ORA E SEMPRE REISTENZA! #nonazi in my town, costruiamo territori resistenti.

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ore 20.00: il presidio antifascista continua ad aumentare sempre più!

ore 19.30: P.zza Tricolore inizia a riempirsi di antifascisti e antifasciste.

In tante e tanti in arrivo al concentramento della mobilitazione in P.za Tricolore!

29A

 

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un crescente incremento delle iniziative e della propaganda razzista, sessista, omofoba e xenofoba da parte di numerose sigle e organizzazioni neo fasciste, in particolare Milano è diventato un pericoloso crocevia dell’estrema destra europea.
Forti di nuove alleanze, tattiche o strategiche come ad esempio il nuovo soggetto nero-verde di Salvini, questi gruppi possono operare più o meno indisturbati; così abbiamo visto fiorire banchetti nei mercati e nei quartieri popolari, spazi mediatici televisivi, iniziative all’interno di scuole e università, momenti di piazza nei quali ce la si può prendere con il più debole di turno. Grazie a queste coperture e alleanze il neo fascismo nostrano ha alzato il tiro, con aggressioni nei confronti di migranti, rifugiati, studenti, militanti o simpatizzanti antifascisti, delle quali una delle ultime ha mandato in coma Emilio, compagno del CSA DORDONI, che solo pochi giorni fa è riuscito a tornare a casa dalla sua famiglia dopo aver lottato per settimane contro il coma e la morte. Solo le mobilitazioni che abbiamo saputo costruire complessivamente e collettivamente, a partire dai quartieri, dalle scuole e dalle università dove il lavoro politico e sociale è quotidiano, sono riuscite a porre un freno a questo proliferare e a dare delle risposte concrete a chi vorrebbe sfruttare un grave momento di crisi economica per sdoganare la propria impresentabile e nostalgica ideologia, alimentando una guerra tra poveri che ha come unico obiettivo quello di farci scannare tra di noi mentre i potenti e i governanti continuano indisturbati ad arricchirsi. Utili e pericolosi idioti quindi, da un lato al servizio del potere in un momento e un contesto tanto delicati, dall’altro veri e propri portatori di odio, razzismo e prevaricazione dei più deboli, tanto nelle sale delle loro conferenze, quanto nelle strade delle nostre città, esattamente come quelle ideologie a cui direttamente si ispirano. Poco o nulla è stato messo in campo a livello istituzionale per fermarli e contrastarli, e d’altra parte non molto ci aspettavamo. Anche all’interno di alcuni Partiti e Associazioni che si riconoscono nei valori dell’antifascismo, il silenzio diventa assordante, spesso si cede a un formalismo “democratico” figlio del pensiero che tutti hanno diritto a manifestare. Ma a chi sostiene l’ideologia della sopraffazione, della violenza e della supremazia razziale non deve essere garantito alcun diritto di parola. Affermare questo concetto è anche un contributo a tenere vivo tutto l’anno l’impegno che ognuno di noi prende nella Giornata della Memoria appena celebrata. In questo contesto siamo riusciti insieme a costruire momenti importanti, a partire dallo scorso 29 aprile, data nella quale dopo molti anni siamo riusciti a costruire una mobilitazione antifascista contro la parata nazi fascista che da troppo anni Milano è costretta a tollerare, proseguendo il 18 ottobre, dove un corteo ha saputo portare in piazza migliaia di persone, giovani e meno giovani, realmente meticci, antifascisti e antirazzisti, il vero cuore pulsante e sangue di questa città; e poco conta se non eravamo più del corteo dei fascisti (organizzato a livello nazionale con i pullman pagati dal partito, mentre noi ci siamo mobilitati a livello locale e costruendolo dal basso) di Salvini e Casa Pound, quello che conta è che siamo riusciti a mostrare che c’è un pezzo di città, ampio, condiviso e diffuso, superiore a quei numeri portati in piazza, che non è disposto ad accettare sfilate fasciste e che non ha nessuna intenzione di stare dietro a tentennamenti e immobilismo di questure, governanti e sindaco. In questa ottica leggiamo positivamente tutte le iniziative che si sono svolte proprio a partire dal 18 ottobre in giro per l’Italia, quelle mobilitazioni che da Palermo a Roma il 28 febbraio scorso con la giornata ‪#‎maiconsalvini‬, hanno puntualmente e sistematicamente prodotto una risposta ampia e determinata all’agibilità di questi nuovi fasci nero-verdi. Lo abbiamo fatto dimostrando di avere quell’intelligenza collettiva che ci ha portato di volta in volta a scegliere con serenità che tipo di iniziativa fosse giusto costruire e che livello di conflittualità tenere, sempre in base all’efficacia, al risultato e al dato reale da ottenere, mai sulla base di vezzi presuntamente democratici o di pura estetica del conflitto che fossero. Il prossimo 29 Aprile, con la solita scusa del ricordo dei caduti, i neo fascisti e neo nazisti milanesi insieme ai loro simili europei vorrebbero, a 4 giorni di distanza dall’anniversario della Liberazione, sfilare in quella che si è ormai dimostrato essere una vera e propria parata nazista per le vie della nostra città. Quest’anno lo faranno anche con lo scopo di utilizzare l’inaugurazione di Expo e la grande attenzione mediatica concentrata su Milano, per realizzare un grande spot per la loro triste ideologia. Facciamo appello a tutti i nostri compagni di strada in questo anno, a tutti coloro che hanno contribuito a costruire le iniziative che ci hanno visto camminare insieme in tante e tanti, affinché la Milano antifascista e antirazzista sia all’altezza della sfida, riesca a costruire una partecipazione grande e determinata nella giornata del 29 Aprile che riesca a impedire che la nostra città sia offesa e violentata in questa maniera ancora una volta. Milano è città medaglia d’oro alla resistenza e la memoria dell’insurrezione del 25 Aprile non è materia da mettere in naftalina: associazioni antirazziste, circoli Anpi, organizzazioni politiche e sociali, comunità migranti, centri sociali, comitati di base, tutti i giorni si battono affinché la società non sia distrutta da una guerra tra poveri che favorisce soltanto i peggiori poteri forti attraverso l’odio alimentato dell’estrema destra. Facciamo vedere a questi nostalgici, ai loro padri, padroni e padrini politici, alle istituzioni cittadine che Milano ama la libertà e ripudia il fascismo, oggi come settanta anni fa! Milano Meticcia e Antirazzista Milano: nazisti e razzisti, no grazie!

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