SUPERARE I CONFINI, ABBATTERE LE FRONTIERE! STOP WAR NOT PEOPLE!

MARTEDÌ 21 APRILE h.17 in Corso Monforte
PRESIDIO – SOTTO LA PREFETTURA. PEOPLE BEFORE BORDERS!
SABATO 25 APRILE H.14 in Palestro
SPEZZONE METICCIO E ANTIRAZZISTA
all’interno del corteo cittadino per il 70° anniversario della Liberazione

Almeno 700 morti per ora stimati, un numero destinato a crescere secondo le testimonianze dei 28 sopravvissuti a quella che è la più grande strage di quel cimitero a cielo aperto chiamato Mediterraneo. Centinaia di morti che, come ogni volta, riaprono il balletto politico, mentre tornano a scorrere lacrime di coccodrillo sui volti truccati per le telecamere o si aprono le danze per nuove dichiarazioni xenofobe che arrivano perfino a parlare di blocchi navali o di abbattere le navi cariche di migranti prima che partano, come hanno fatto Salvini e Santanché. Dichiarazioni allineate alla peggiore retorica dell’invasione, che fingono di dimenticarsi come le migrazioni siano il risultato più naturale delle guerre e della devastazione dei territori necessarie al mantenimento di un sistema globale neoliberista, dove tutto è ridotto a merce, a vantaggio economico e finanziario, dove i diritti sono cancellati, dove non c’è spazio per le persone di scegliere e costruire il proprio futuro.
Quelle centinaia di nuovi morti erano e restano una tragedia annunciata, una strage consapevole di uomini, donne e bambini. Una strage resa possibile da chi, in Italia e in tutta Europa, continua a trattare i migranti come un problema di ordine pubblico: dall’UE che in questi giorni ha riattivato controlli militari lungo tutte le frontiere interne ed esterne, lanciando la caccia al clandestino, imprigionando persone colpevoli solo di non avere con sé un pezzo di carta, ma anche da chi, come i sindaci veneti di Pd e Lega, si rifiuta di accogliere rifugiati e vorrebbe semplicemente “rimandarli al mittente”, facendo di uomini, donne e bambini un mero fatto di contabilità. Una strage resa possibile da chi costruisce i peggiori arzigogoli legislativi per negare alle persone il diritto di muoversi, di spostarsi, di abitare nuovi territori alla ricerca di un futuro e di una vita dignitosi. Da chi rende praticamente impossibile avere un permesso di soggiorno che non sia vincolato a un contratto di lavoro già esistente, condannando migliaia di persone ogni anno a una clandestinità forzata, ad accettare condizioni di vita disumane, a non avere diritti, garantendo però così i guadagni di scafisti, ma anche di palazzinari o caporali che speculano sullo sfruttamento della “manodopera clandestina” o delle grandi cooperative che gestiscono il business dell’accoglienza e della detenzione.
Davanti all’ennesima strage annunciata, quindi, davanti a oltre 700 persone che hanno perso la vita in nome della “difesa delle frontiere”, l’unica risposta possibile è quella di abbattere quelle stesse frontiere, di costruire territori attraversabili e partecipabili da tutte e tutti, dove tutte/i abbiano accesso ai diritti e dove gli unici clandestini siano i razzisti e chi specula sulle vite, sui corpi, sulla dignità degli altri.

Links:

* Leggi il commento sul Fatto Quotidiano di un operatore di Lampedusa

Da Cronache di Ordinario Razzismo: leggi il comunicato di Watch the Med

Leggi il comunicato di Amnesty International dopo il rapporto ONU sul numero delle morti in mare

Leggi il comunicato del Naga sulla strage del 18 aprile 2015

Leggi l’articolo del corriere sulle dichiarazioni di Salvini contro l’accoglienza ai rifugiati

Leggi l’approfondimento di Osservatorio Iraq sulla situazione dei rifugiati siriani ed egiziani in Egitto e Libia

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