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Oggi in piazza eravamo tantissim3, come una marea transfemminista abbiamo attraversato le strade di Milano per dire che siamo piene di rabbia e piene di voglia di riprenderci tutto.

Siamo partit3, e sulla statua di L.go Cairoli abbiamo lanciato un chiaro messaggio: “Pronto Bongiorno, solo sì (entusiasta) è sì, tutto il resto è stupro”. Contro la leghista Bongiorno e il suo nuovo disegno di legge che sostituisce la parola consenso con dissenso. Questa legge non ci tutela, anzi, tutela lo stupratore, rendendo noi “colpevoli” di non aver detto no abbastanza chiaramente.

Ci siamo fermate davanti a una scuola aprendo uno striscione “Prevenzione alla violenza è educazione sessuale”, per ribadire quanto questa sia uno strumento fondamentale per prevenire la violenza di genere, quanto questa sia importante per sradicare dei valori patriarcali che ci vengono insegnati ogni giorno.
Valditara, il nostro ministro dell’istruzione, ci dice che il patriarcato non esiste, quando noi sappiamo che il patriarcato esiste e lo viviamo sulla nostra pelle ogni giorno.
Per questo, Valditara, ce la riprendiamo noi un’educazione sessuale volta al consenso e al piacere realmente transfemminista.

Abbiamo poi sanzionato la Microsoft, posseduta da Bill Gates, stupratore pedofilo presente negli Epstein Files.
EL VIOLADOR ERES TU, che stupri le nostre sorelle
EL VIOLADOR ERES TU, che guadagni sui nostri corpi e sui nostri territori.

Abbiamo proseguito come marea transfemminista tra musica e cori e tanta voglia di dire che ci vogliamo vive e libere, libere di uscire quando e come vogliamo, di bere e divertirci quanto ci pare senza il rischio di non tornare a casa e di essere molestate.

Proseguendo sulla strada, abbiamo attenzionato l’ospedale Fatebenefratelli, che ospita al suo interno degli obiettori di coscienza, dei soggetti che pensano di poter decidere sui nostri corpi.
MY BODY MY CHOICE, solo noi possiamo decidere sul nostro corpo e nessun altro.

Abbiamo imboccato la via di Turati, dove si trova il consolato statunitense. Siamo stanche del razzismo, delle deportazioni dell’ICE,delle bombe in Palestina, in Iran, di vedere le nostre sorelle uccise, stuprate, violate, che appaiono negli Epstein Files, morte sotto le bombe.
Abbiamo subito abbastanza, ora tocca a voi bruciare.
Arrivat3 in piazza Oberdan, abbiamo colorato la strada di rosa contro le zone rosse. Non accettiamo che la nostra città sia piena di zone escludenti su fondamenta razziste e classisye. Ci ribelliamo contro gli strumenti che il governo mette in atto tutti i giorni per portare uno stato di polizia.
La sicurezza la fanno le sorelle e non la vostra repressione e il vostro sistema securitario.
MILANO È ZONA FUCSIA, MILANO È TRANSFEMMINISTA.
Abbiamo terminato il corteo in Palestro, continuando a ballare e a occupare le strade, perché le strade sicure le facciamo noi.