📍22 SETTEMBRE 2025 – SCIOPERO STUDENTESCO PER UNA PALESTINA LIBERA H9:30 LARGO CAIROLI
I portuali hanno indetto uno sciopero generale il 22 di settembre per bloccare tutti i porti che alimentano il genocidio in Palestina.
Come collettivi studenteschi vogliamo aderire a questo sciopero per mandare un messaggio di solidarietà anche dalle scuole.
Questa notte, sotto le bombe, Gaza city è stata invasa da carri armati e truppe sioniste, provocando di nuovo numerose morte di civili, bambini, madri. Lo stesso esercito “israeliano” continua a bloccare gli aiuti umanitari, continua a massacrare i corpi e territori palestinesi e continua ad utilizzare la carestia come arma da guerra per opprimere la popolazione.
In Palestina anche le scuole non sono più un posto sicuro in cui rifugiarsi dalle bombe. Le scuole a Gaza crollano e bruciano, mentre in Italia, nel Lazio, nelle scuole è girata una circolare “riservata”, chiedendo di non parlare di “geopolitica”, cioè del genocidio in corso, e di fare le proprie riunioni in “completa serenità”.
Anche se le Nazioni Unite ritengono che quello che sta succedendo in Palestina è ufficialmente un genocidio, le nostre scuole, le nostre città e il nostro governo continuano a censurare e minacciare chi ne parla, per andare avanti a lucrare sulla morte inviando armi all’entità sionista, tramite i nostri porti, le nostre ferrovie, i nostri PCTO alla Leonardo.
“Israele” ha continuamente minacciato le barche che portano aiuti umanitari per la Palestina, come la Sumud Flottilla, che è stata attaccata con due droni mentre era ormeggiata in acque tunisine. Adesso, più che mai, dobbiamo mostrare la nostra solidarietà alla resistenza palestinese e a chi ha scelto di rischiare la propria vita in mare per forzare il blocco sionista.
Per questo il 22 settembre scenderemo in piazza alle 9.30 in largo Cairoli e ci uniremo alla piazza dei sindacati di base in sciopero in piazzale Cadorna per rivendicare i nostri diritti e sostenere l3 nostr3 compagn3 e l3 student3 in Palestina che in questo momento stanno morendo sotto le bombe del governo sionista “israeliano”.
