Il poker delle destre e il nostro asso di fiori.
Far saltare il tavolo per dare vita a tutt’altra partita.
Le destre fasciste italiane, dentro e fuori dalle istituzioni (ammesso che tale distinzione abbia ancora un senso), stanno tentando un bel poker d’assi.
1. Asso di picche: sgombero del Leoncavallo: l’attacco diretto al simbolo di un altro mondo possibile, della possibilità di lottare per esso.
2. Asso di ori: assedio alla governance di Milano: il Re Sala era già stato spogliato dalle inchieste giudiziarie legate alla “riqualificazione di Milano”, ma con lo sgombero del Leo a sua insaputa, ora lo vedono tutti che è nudo. Il feudo della sinistra istituzionale è più facile da conquistare, con tutto il forziere del modello Manfredi Catella annesso.
3. Asso di cuori: rafforzamento dei propri fortini: tutto sto vociare su Caccapound rischia di avere due possibili esiti: la legalizzazione e lo sdoganamento (anche) formale di un’organizzazione neofascista o con un finto sgombero a soffiata, con la costruzione di falso mito di “vera resistenza”(se benpensanti di “sinistra evitassero di abboccare al bluff sarebbe già qualcosa…)
L’asso di fiori, per lo meno, ce lo abbiamo “noi”(Noi dal basso eh)?
Si sa, è dal letame che nascono i fiori, e la situazione, possiamo ammetterlo, non è delle più rosee.
Non è però un colpo di fortuna, quello di cui abbiamo bisogno.
I fiori vanno coltivati, senza paura di mettere le mani nella merda o nella terra.
Mettiamo mano nella merda e spazziamo via i retaggi machisti, coloniali, classisti; la tentazione di partecipare al banchetto della hipsterizzazione di milano, fosse anche leccandone da terra le briciole.
Mettiamo le mani nella terra e costruiamo, o continuiamo a costruire, territori resistenti, ribelli, insubmisxs. Spazi occupati, liberati, di alternativa culturale, scuole di italiano, zone autonome dove nessuno deve preoccuparsi del permesso di soggiorno o del portafoglio, sportelli legali, ambulatori medici popolari, luoghi di incontro, confronto, cospirazione e organizzazione del nostro mondo.
Perché non abbiamo bisogno di giocare questa partita a poker, dove le regole sono tutte truccate per giunta: abbiamo bisogno di mandare all’ aria il tavolo.
Dal letame nascono i fiori, e allora, vinceremo solo se dallo sgombero del Leoncavallo si moltiplicheranno esperienze, energie e soggettività ribelli.
CI incontriamo 5-6-7 settembre al festival antirazzista di Milano, per continuare ad alimentare il nostro mondo. Ci vediamo il 6 settembre al corteo “giù le mani dalla città”: avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza, avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo, avremo bisogno di tutta la nostra forza.
