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GIORNATA DELLA MEMORIA 2024:

Memori(a)E: sostantivo plurale, verbo presente, attivo e collettivo.

Ricordare i genocidi della nostra storia, ricordare l’orrore della programmatica strage di una popolazione su base etnica. Ricordare il ruolo attivo dei carnecifi, il ruolo attivo degli indifferenti.
 
Il 27 gennaio per noi è la giornata delle memorie, antifasciste e partigiane. Ricordiamo l’orrore della Shoah, l’orrore del Porrajimos, l’orrore del massacro delle popolazioni slave. Ricordiamo l’orrore prodotto dal sistema schiavile e coloniale esportato dall’Europa e dell’Occidente ai 4 angoli del mondo
  
Ricordiamo perché mai più sia mai più.
 A cosa serve la Memoria? A cosa serve la memoria se l’antisemitismo serpeggia per l’Europa e gli Eredi di Mussolini siedono al governo?
A cosa serve la Memoria se le persone Rom e Sinte sono costrette ai margini dei diritti umani, sociali e civili?
A cosa serve la memoria se nel mar mediterraneo c’è un ecatombe che demarca la linea del colore?
A cosa serve la memoria se il popolo palestinese viene sterminato su base etnica?
A cosa serve la memoria se la guerra è globale e permanente?
     
La memoria serve a continuare a credere in un futuro di Liberazione. Liberazione da tutte le Aushwitz, le Birkenau, le Dachau del pianeta.
La memoria è presente, non c’è futuro senza memoria.

Per questo:

  • Consigliamo di fare un’immersione collettiva nel museo virtuale del Porrajimos. Per tutte le persone sterminate nei lager nazifascisti perché appartenenti al popolo Rom.
  • Ci opponiamo ad ogni nostalgia antisemita.
  • Teniamo vive le pietre di inciampo, le targhe, le lapidi e le corone e non permettiamo ai fascisti di fagocitarlo per ripulire la forma  mantenendo la sostanza: perché “solo quando nel mondo a tutti gli uomini sarà riconosciuta la dignità umana, solo allora potrete dimenticarci”.
  • Al contrario facciamo a pezzi  colonialismo, razzismo, islamofobia e suprematismo: nè monumenti celebrativi a colonialisti stupratori nè nuovi lager.
  • Ripudiamo la guerra, opponiamoci all’invio di navi militari italiane a protezione degli affari dei potenti nel canale di Suez, fermiamo la vendita di armi in tutto il mondo. 
  • Non dimentichiamo i genocidi in corso in Tigray, in Congo, in Sudan. Perchè non possono esistere vite di serie a e di serie b.

Le memorie sono presenti

Non c’è futuro senza memorie.

GIORNATA DELLA MEMORIA 2024:

Memori(a)E: sostantivo plurale, verbo presente, attivo e collettivo.

Ricordare i genocidi della nostra storia, ricordare l’orrore della programmatica strage di una popolazione su base etnica. Ricordare il ruolo attivo dei carnecifi, il ruolo attivo degli indifferenti.
 
Il 27 gennaio per noi è la giornata delle memorie, antifasciste e partigiane. Ricordiamo l’orrore della Shoah, l’orrore del Porrajimos, l’orrore del massacro delle popolazioni slave. Ricordiamo l’orrore prodotto dal sistema schiavile e coloniale esportato dall’Europa e dell’Occidente ai 4 angoli del mondo
  
Ricordiamo perché mai più sia mai più.
 A cosa serve la Memoria? A cosa serve la memoria se l’antisemitismo serpeggia per l’Europa e gli Eredi di Mussolini siedono al governo?
A cosa serve la Memoria se le persone Rom e Sinte sono costrette ai margini dei diritti umani, sociali e civili?
A cosa serve la memoria se nel mar mediterraneo c’è un ecatombe che demarca la linea del colore?
A cosa serve la memoria se il popolo palestinese viene sterminato su base etnica?
A cosa serve la memoria se la guerra è globale e permanente?
     
La memoria serve a continuare a credere in un futuro di Liberazione. Liberazione da tutte le Aushwitz, le Birkenau, le Dachau del pianeta.
La memoria è presente, non c’è futuro senza memoria.

Per questo:

  • Consigliamo di fare un’immersione collettiva nel museo virtuale del Porrajimos. Per tutte le persone sterminate nei lager nazifascisti perché appartenenti al popolo Rom.
  • Ci opponiamo ad ogni nostalgia antisemita.
  • Teniamo vive le pietre di inciampo, le targhe, le lapidi e le corone e non permettiamo ai fascisti di fagocitarlo per ripulire la forma  mantenendo la sostanza: perché “solo quando nel mondo a tutti gli uomini sarà riconosciuta la dignità umana, solo allora potrete dimenticarci”.
  • Al contrario facciamo a pezzi  colonialismo, razzismo, islamofobia e suprematismo: nè monumenti celebrativi a colonialisti stupratori nè nuovi lager.
  • Ripudiamo la guerra, opponiamoci all’invio di navi militari italiane a protezione degli affari dei potenti nel canale di Suez, fermiamo la vendita di armi in tutto il mondo. 
  • Non dimentichiamo i genocidi in corso in Tigray, in Congo, in Sudan. Perchè non possono esistere vite di serie a e di serie b.

Le memorie sono presenti

Non c’è futuro senza memorie.

27 Gennaio corteo spontaneo contro il divieto di Piantedosi #StopGenocide

Perchè il 27 gennaio impediscono di dire “mai più”?

Fin dai primi anni di scuola, in Italia si legge Primo Levi e si guarda Schinder List. Attraverso simili testimonianze ci insegnano che la memoria serve per avere un futuro, che ognun* di noi può fare molto per salvare l’umanità.

Ci avete chiesto, ogni anno, un minuto di silenzio: ora capiamo perché, volevate che perdessimo la voce, quando quel “mai più” sarebbe stato più urgente, quando il 27 Gennaio, Giornata in cui ricordiamo la liberazione di Auschwitz, sarebbe caduta nel pieno di un altro genocidio.

Bene, noi oggi abbiamo meditato che questo è stato, abbiamo ascoltato le parole che ci sono state comandate, le abbiamo scolpite nei nostri cuori: se questi sono uomini, sotto le bombe, nudi tra le macerie, che non conoscono Pace, noi non resteremo indifferenti nelle nostre tiepide case, noi andremo nelle strade.

La polizia che oggi ha impedito un corteo contro il genocidio del popolo palestinese, che in tutta Italia ha vietato manifestazioni su ordine del Governo Meloni, mentre il suo Ministero dell’istruzione inviava circolari nelle scuole perché non si parlasse di Palestina, è la stessa istituzione che anni fa prelevava tante famiglie dalle loro case e dai posti di lavoro: la vostra legalità è ed è sempre stata complice del razzismo e del suprematismo di cui siete eredi.

Oggi Milano ha mostrato la rabbia e la determinazione della memoria viva: antifascista, antirazzista, decoloniale.

Iniziativa in università per la laurea di Liliana Segre #StopAccordiUnimiIsraele

Memorie Antifasciste per un Futuro di Libertà

Incontro con Bifo Berardi e Alessia Manera

Quella celebrata dalle istituzioni il 27 gennaio è una memoria selettiva, europea, bianca e coloniale. Sono state messe a tacere e dimenticate troppe memorie, troppi mai più che continuano a ripetersi. Il mai più è diventato un ancora, basta che non qui.
L’europa si rifiuta di affrontare il suo colonialismo, che provoca genocidi ancora oggi.

28 Gennaio Corteo #FreePalestine #StopGenocide