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“La guerra è pace.
La libertà è schiavitù.
L’ignoranza è forza”
(Orwell)

Il 4 Novembre l’Italia celebra la festa delle forze armate e, come se non bastasse, la Lega di Matteo Salvini chiama a raccolta in difesa dei per difendere i “valori occidentali” annunciando una manifestazione a Milano.
Il mondo è dilaniato da guerre e colonialismi.
Oltre 170 conflitti attivi nel mondo e quel che è peggio è che non si intravede nessuna via d’uscita all’orizzonte.
Da quasi due anni l’Ucraina è sotto il fuoco della Russia, in una guerra per le risorse e per l’egemonia contesa dai potenti della guerra. Il business delle armi, della ricostruzione conta più della vita delle persone.
Da ormai due settimane la striscia di Gaza e la Palestina stanno subendo una delle peggiori atrocità che il mondo abbia mai visto dopo la Seconda guerra mondiale. Un genocidio in mondovisione, nell’indifferenza della comunità internazionale, crimini efferati agiti complicità economica e politica con un progetto di apartheid coloniale che prosegue da 75 anni. Occhio per occhio e tutto il mondo è cieco: dalla prigionia, dalla guerra, dalla vita negata e mutilata non nascono fiori, ma morte e dolore. E se è vero, perché è vero, che anche molti civili in Israele hanno sofferto morte e dolore, le radici di quella morte e di quel dolore sono in quei 75 anni di oppressione. Non sembra per nulla lungimirante, oltre che umano, proseguire su quella strada.

Vogliamo fuoriuscire dalla barbarie. Vogliamo restare umani.

Invece il clima da arruolamento culturale, oltre che militare, rende invisibile ogni forma di critica: “leviamoci tutti a difendere le istituzioni”!
Ed ecco che subito tutto è sottosopra.
Nelle “democrazie occidentali” non c’è spazio per la libertà di parola, per la critica, per la partecipazione.
Il valore della Pace viene esportato a suon di bombe: “si vis pacem, para bellum”, dicevano gli antichi rappresentanti delle nostre prime esperienze imperiali. Ecco fatto, la tradizione è salva.
Del resto, già a quei tempi qualcuno faceva notare che “Dove fanno il deserto, la chiamano pace”.
E noi, a quel deserto, ci ribelliamo. Noi disertiamo.

Parlano di “Occidente”

Ma quell’Occidente non esiste, se non nei rapporti di forza coloniali, suprematisti e sciovinisti che rifiutiamo. Il mondo è rotondo, c’è sempre qualcuno più a occidente di qualcun altro, la “civiltà europea” si è formata attraverso gli scambi (e l’oppressione) con il mondo arabo, mediterraneo, mediorientale, con la lontana Cina, con le Americhe, con i popoli dell’Africa subsahariana. Non conosceremmo la matematica, Aristotele, il pomodoro sulla pizza, la carta, metà della musica che ascoltiamo, la padana polenta e paradosso, nemmeno la polvere da sparo se davvero esistesse “l’Occidente” (ovviamente alla polvere da sparo siamo dispost* a rinunciare).
Parlano di Diritti e di Sicurezza, ma hanno tolto ogni sussidio al reddito, anche per gli occidentalissimi “italiani” e i morti sul lavoro non si contano più.
Parlano di Diritti e di Sicurezza, ma avere una casa dignitosa è sempre più difficile.
Parlano di Diritti e di Sicurezza, ma attaccano l’aborto e ogni forma di autodeterminazione delle donne e delle soggettività queer.
Parlano di Diritti e di Sicurezza, ma stanno distruggendo la scuola e il pensiero critico.
Parlano persino di Pace, ma vendono armi in tutto il pianeta.
Parlano di Pace e Libertà, ma creano morte, odio, rancore e paura ad ogni latitudine.
Parlano di Pace e Libertà, ma fanno morire in mare uomini, donne e bambini senza alcuna pietà.

Ecco, è tutto Sottosopra.

Il 4 Novembre non c’è nulla da festeggiare e Milano non accetta la violenza retorica e materiale, dei fascisti al governo e della Lega di Salvini, razzista e guerrafondaia.
La guerra tra mondi la lasciamo a loro. Noi ribaltiamo questa logica, perché la guerra è guerra, e noi sì che vogliamo la Pace.
La schiavitù è schiavitù, e noi vogliamo la libertà, per il popolo Palestinese e per tutti i popoli della terra. L’ignoranza è ignoranza, e noi vogliamo la forza di continuare a lottare per un altro mondo possibile.
Il 4 Novembre scende in piazza la Milano che ama la libertà, odia guerre e razzismo.

📢 CORTEO DEL 4 NOVEMBRE 📢

CEASE FIRE NOW

Il 4 novembre il governo ha celebrato la festa delle forze armate e la Lega si è presentata in presidio a Milano in “difesa dei valori occidentali”.
Noi non siamo restatə indifferentə. Non c’è niente da festeggiare: a chi si è riunito sotto il palco di Salvini in Cairoli rispondiamo che quello che chiamano “valore” è morte e dolore, da Gaza al mar Mediterraneo.

Oltre 10.000 persone sono scese in piazza contro guerre, razzismo e contro il genocidio in corso a Gaza. Tutta la Milano che Ama la Libertà è a fianco delle comunità Palestinesi per l’immediato cessate il fuoco.
Non sarà in nostro nome che vi macchierete le mani con il sangue delle nostre sorelle e dei nostri fratelli.

Oggi abbiamo puntato il dito contro i responsabili della guerra e del genocidio palestinese.

STOP COLONIALISM

Abbiamo lasciato un messaggio davanti ai giardini di porta Venezia.

Il colonialismo esiste ancora, e uccide, devastata e sfrutta interi territori e popoli. La statuta di Idro Montanelli – al quale sono dedicati i giardini – è un simbolo che ci dimostra quanto la colonizzazione sia normalizzata, accettata e motivo di vanto per lo Stato italiano.

Noi siamo dalla parte di tutti i popoli oppressi che si ribellano per la liberazione dei propri corpi e territori.

STOP WAR – ‘ODIO GLI INDIFFERENTI” L’ASTENSIONE È COMPLICE. GOVERNO MELONI GENOCIDA

Abbiamo sanzionato la prefettura di Milano con un messaggio chiaro e coinciso: fermare la guerra.

L’Italia è uno dei 45 paesi che si è astenuto nella votazione per il cessate il fuoco su Gaza.

Il governo Meloni è complice di questo genocidio. Chi resta indifferente è responsabile tanto quanto 1sr43l3 dello sterminio di un intero popolo.

CONFINDUSTRIA ESPORTA MORTE. STOP AL BUSINESS DELLE ARMI

Abbiamo lasciato macerie, vestiti, scarpe e coperte sporche di vernice rossa di fronte a Confindustria per mostrare chiaramente cosa succede quando si investe nel mercato delle armi – un mercato che porta ed esporta solo morte e distruzione.

L’Italia è uno dei principali produttori e venditori di armi, e in quanto tale basa le proprie alleanze geopolitiche su interessi economici, investendo nella morte delle persone.

Pretendiamo il disarmo immediato e che i soldi destinati alla spesa militare vengano reinvestiti nella scuola e nel welfare.

Confindustria è tra i responsabili delle morti del popolo palestinese e di tutti gli altri popoli oppressi dalla guerra.

SFOGLIA LA GALLERY DELLE SCORSE MOBILITAZIONI A MILANO

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