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📚Il 12 dicembre del 1969 in piazza Fontana esplode una bomba uccidendo 17 persone e ferendone quasi 100. A mettere la bomba fu il gruppo fascista Ordine Nuovo, con il mandato e l’appoggio dei servizi segreti dello stato.
Perché❓
Alla fine degli anni ‘60, i movimenti facevano paura: mobilitavano migliaia di persone per un cambiamento radicale della scuola e del lavoro, si temeva una vera e propria rivoluzione.
Il governo, in mano alla DC, decide di rispondere con la strategia della tensione: lo stato comincia a mettere le bombe e orchestrare le stragi, dando la colpa a comunisti ed anarchici per indebolire i movimenti e creare un clima di paura.
Infatti, per la strage di piazza Fontana vengono ingiustamente incolpati due anarchici, Giuseppe Pinelli e Pietro Valpreda. Innocente, Pinelli viene fermato e dopo 3 giorni di interrogatorio, nella notte del 15 dicembre, viene lanciato dalla finestra del secondo piano della questura, morendo sul colpo.
La strage di piazza fontana ha segnato l’inizio della strategia della tensione, del terrorismo di stato in Italia. Su questi eventi si farà luce solo nei primi anni 2000, quando i colpevoli erano già morti o non più perseguibili.
 
Ma perché parlare ancora oggi della strage di piazza fontana❓
Non possiamo dimenticare la storia, altrimenti si lascia spazio alle destre per strumentalizzare e riscrivere i fatti nel modo che fa loro più comodo. I mandanti delle stragi sono ormai quasi tutti morti, ma i loro partiti, nel corso degli anni sono confluiti nella parte più estrema della destra parlamentare, dalla lega a fratelli d’Italia. Proprio mentre i rigurgiti fascisti cercano di ritornare allo scoperto, dalla violenza di piazza ai consiglieri della Lobby Nera a Milano, Giorgia Meloni parla di strategia della tensione, storpiando la storia in nome della propaganda elettorale.
 
🏫Se dimentichiamo la storia siamo esposti a questo revisionismo, ma nelle scuole non se ne parla. I programmi, se va bene, si fermano al ‘45, senza parlare di quella che è la storia dello stato italiano. Mantenere viva la memoria storica significa costruire anticorpi sociali, una cultura antifascista che parte dalle scuole e da studentesse e studenti.
 
Per questo ci vediamo il 10 dicembre, alle 9:30 in Largo Cairoli per un corteo antifascista per ricordare piazza Fontana e ribadire che le studentesse e gli studenti di milano sono antifasciste e antifascisti!

GIOVEDI 9 DICEMBRE – ARTE IN PIAZZA

Ore 15:00 – Piazza Fontana

Per costruire una cultura antifascista anche nell’arte, le studentesse e gli studenti dei licei artistici organizzano l’arte in piazza con il tema della RESISTENZA. Per rivendicare spazi per l’arte e la creatività all’interno delle scuole e per ribadire che I FASCISTI NON LI VOGLIAMO!

In questa giornata di arte collettiva, dalle 15:00 in piazza Fontana, le studentesse e gli studenti porteranno la loro arte nella città, e produrranno gli striscioni e le coreografie per il corteo studentesco per Piazza Fontana.

È ora di agire, non rimanere indifferenti, facciamoci sentire attraverso la nostra arte, vieni anche tu. Ti aspettiamo!