#GLOBALSTRIKEFORCLIMATE

Oggi, 24 settembre, più di 5 mila studenti e studentesse sono scesi in piazza con Fridays For Future per ribadire che è necessaria una giustizia climatica globale, una transizione ecologica, pagata da chi si è arricchito distruggendo l’ambiente e sfruttando corpi e territori.

Un corteo che ha attraversato le vie di Milano in piena fashion week denunciando le ingiustizie sociali nei confronti del sud globale che subisce gli effetti del cambiamento climatico e ricordando che il 2021 è l’ultima occasione per cambiare rotta.

Ci siamo mobilitati in tutto il mondo, migliaia di città, miliardi di giovani, siamo la generazione che si riprende il futuro che ci stanno rubando.

Non ci fermeremo qui, settimana prossima saremo nuovamente nelle strade della città insieme a Greta Thunberg, in occasione della Youth4Climate e della preCOP26, venerdì 1 ottobre partendo alle 9,30 da largo Cairoli e sabato 2 ottobre alle 15,30 da largo Cairoli. Arriveremo al luogo che ospiterà il summit per portare le voci dei paesi MAPA (Most Affected People And Areas) che sono stati esclusi dal vertice che deciderà proprio sulle loro vite.

Durante il percorso abbiamo toccato questi punti:

LARGO CAIROLI

#apoyototalEZLN

Largo Cairoli: un messaggio dagli studenti in solidarietà alle comunità zapatiste del Chiapas.

QUADRILATERO DELLA MODA

Via Montenapoleone: il settore della moda è il secondo settore più inquinante, subito dopo quello del petrolio. Responsabile del 20% dello spreco globale di acqua e del 10% delle emissioni di anidride carbonica: produce più gas serra di tutti gli spostamenti aerei e navali di tutto il mondo. Sfrutta lavoratori e lavoratrici, devasta ecosistemi ed è parte integrante del sistema neocoloniale.

#DressTheChange!

Passando da via Monte Napoleone abbiamo portato una gigante t-shirt che riportava i dati sconvolgenti si quanto il settore della moda sia inquinante, proprio perché Milano questa settimana ospita la fashion week; basti pensare che per produrre una t-shirt vengono impiegati 2.700 litri di acqua (il fabbisogno triennale di una persona) oltre che alla quantità di CO2 e gas serra che superano quelle di tutti gli spostamenti navali aerei in un anno, con trilioni di dollari di fatturato. Per non parlare dello sfruttamento animale impiegato in pellicce, pelletterie, lana e la quantità di persone che subiscono sfruttamento per far sì che questo settore vada avanti e continui a fare profitto.

AMAZON

#taxtherich

Via Melchiorre Gioia. Abbiamo sanzionato la sede di Amazon, multinazionale che ha visto triplicare i suoi guadagni dall’inizio della pandemia, miliardi di pacchi tutti i giorni, imballaggi, aerei e tir per trilioni di profitti nelle tasche di Bezos. Tassiamo i ricchi per pagare la transizione ecologica che hanno creato. 

Ci siamo fermati davanti agli uffici di Amazon per sottolineare contraddizione nel fatto che i miliardari che parlino di colonizzazione di Marte mentre distruggono la Terra. Pensano che il profitto possa continuare a crescere in modo infinito, sfruttando interi pianeti e abbandonandoli dopo averli depredati. Mentre milioni di vite sono a rischio per la crisi climatica, i miliardari vogliono scappare da un pianeta che stanno sfruttando fino all’osso. Dobbiamo pretendere una redistribuzione di risorse immediata, per la transizione ecologica e per terminare lo sfruttamento

1 E 2 OTTOBRE IN PIAZZA CON GRETA THUNBERG

Cavalcavia Bussa/Garibaldi. Abbiamo calato due striscioni che rilanciano le date dell’1 e 2 ottobre, manifestazioni contro la PreCOP26 e Youth4Climate, che vedranno la partecipazione di Greta Thunberg e tantissimi attivisti e attiviste da tutto il mondo.

Siamo parte della rete CLIMATE OPEN PLATFORM!

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