DIRETTA E REPORT DALLE MOBILITAZIONI #FridayForFuture #PreCop

24 SETTEMBRE: #GlobalStrike4Climate #SystemChange

Oltre 5 mila studenti e studentesse sono scesi in piazza con Fridays For Future per ribadire che è necessaria una giustizia climatica globale, una transizione ecologica, pagata da chi si è arricchito distruggendo l’ambiente e sfruttando corpi e territori…

1 OTTOBRE: #StudentStrike4Future #disarmo

50k studenti in piazza per la Giustizia Climatica = Giustizia Sociale! Abbiamo puntanto il dito conto finanza e banche armate, per denunciare i loro affari sporchi tra guerre e combustibili fossili, e per ribadire che il nostro futuro vale più dei profitti della finanza fossile.

2 OTTOBRE: #GlobalMarch4Climate #TaxTheRich

Si conclude con ancora migliaia di persone in piazza questa tornata di mobilitazioni a lato dei summit sul clima. Abbiamo voluto in quest’occasione sanzionare con un blitz uno degli sponsor della #Cop26 che fa profitti sul greenwashing…

VENERDI 1 OTTOBRE #STUDENTSTRIKE!

Dal 28 settembre al 2 ottobre Milano ospiterà la Pre-COP26 e la Youth4Climate, i summit delle Nazioni Unite preparativi verso la COP26 di Glasgow, tutto capeggiato, peró, dai grandi inquinatori del mondo.
400 giovani e giovanissim* utilizzati come vetrina per pulire la faccia di chi é responsabile della situazione quasi irreversibile del nostro pianeta.
Un appuntamento che ha l’obiettivo di andare a delineare le scelte che verranno prese alla COP26 di Glasgow, negoziati sul clima a cui parteciperanno, oltre ai governi, anche le grandi multinazionali del fossile che devastano ecosistemi e rubano territori e risorse in nome del profitto.
Consapevoli che l’unica soluzione possibile contro i cambiamenti climatici é un cambio di rotta, un altro mondo che non solo é possibile, ma ora più che mai é necessario. Il capitalismo ha fallito, é la causa delle diseguaglianze e della produzione frenetica e eccessiva che ci ha portato alla situazione attuale.
I climate clock sparsi per le grandi piazze del mondo ci ricordano che abbiamo ancora poco più di 6 anni per ridurre drasticamente le emissioni prima del punto di non ritorno. Non saranno dei negoziati tra parti dello stesso sistema malato a cambiare le cose, basandosi su accordi economici che, come sempre, fanno il favore di pochi sulla pelle di tanti.
Siamo la generazione che lotta per il futuro, contro chi cerca di togliercelo. Siamo la generazione ribelle che vuole cambiare il mondo.

Dalle piazze, dalle scuole, dagli spazi, dai collettivi ci organizziamo per scendere in piazza per un controvertice popolare, costruito dal 99% che si ribella

UpRoot the System!

PARTECIPA ORGANIZZATI LOTTA!!!

APPUNTAMENTO ORE 9.30 in L.GO CAIROLI

SABATO 2 OTTOBRE #GLOBALMARCH!

Il 2 ottobre scendi in piazza per la giustizia climatica!

Alluvioni, incendi, inondazioni, siccità: il disastro climatico non riguarda il nostro futuro, è già qui. Le promesse vuote dei governi e gli accordi di comodo non ci interessano: serve invertire davvero la rotta, cambiare il modo in cui si produce, mettere al centro la tutela dell’ambiente e delle popolazioni.

Tra settembre e ottobre Milano ospiterà gli incontri preparatori alla COP 26 di Glasgow, la Conferenza delle Parti per il clima, che dovrà definire le strategie per combattere la crisi climatica. Lo faranno davvero? E come?
Mentre al Mico si svolgeranno gli incontri istituzionali, chiusi alle voci della cittadinanza, in tutta la città, con tante e tanti, proporremo la nostra alternativa per una transizione giusta e radicale.

Avremo qualcosa da dire al ministro Cingolani, che definisce noi attivisti climatici “radical chic”, avremo qualcosa da dire a chi continua a negare la catastrofe in corso e a chi pensa ancora che bastino soluzioni tampone. E adesso è il momento di farci sentire.

Il 2 ottobre scenderemo in piazza come movimenti, associazioni, società civile, cittadine e cittadini, porteremo nelle strade di Milano la voce delle studentesse e degli studenti, delle lavoratrici e dei lavoratori, di chi ogni giorno paga sulla propria pelle la devastazione ambientale, di chi si oppone alle grandi opere inutili, di chi nella sua scuola, nella sua università, nella sua fabbrica o nella sua città lotta per cambiare il sistema.

La Marcia per la Giustizia Climatica della Climate Open Platform è la marcia di chi crede fermamente che non debbano essere gli ultimi a pagare le conseguenze del disastro climatico, ma chi se n’è reso responsabile, di chi sa che senza giustizia sociale non ci può essere transizione ecologica: è anche la tua marcia, è l’occasione per tutte e tutti noi di alzare davvero la voce.

Partecipa alle mobilitazioni!

SYSTEM CHANGE NOT CLIMATE CHANGE!

PARTECIPA ORGANIZZATI LOTTA!!!

APPUNTAMENTO ORE 15 in L.GO CAIROLI

VENERDI 24 SETTEMBRE #GLOBALSTRIKE!

Global Strike di Fridays For Future

I movimenti ecologisti tornano ancora in piazza!
Ancora una volta la generazione ribelle scende in piazza per ribadire che il sistema in cui viviamo è insostenibile.
La continua ricerca del profitto, il capitalismo sfrenato a discapito della salute delle persone e degli ecosistemi ha infiammato il nostro pianeta.
Un altro mondo non solo è possibile, ma oggi più che mai è necessario.
Il 2021 sarà un anno fondamentale per il clima e il 24 Settembre in tutto il mondo i movimenti riempiranno le piazze per dare un segnale ai leader mondiali che si riuniranno la settimana dopo proprio a Milano per la Pre Cop e la Youth Cop

take action!

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Most Affected People and Areas

Non siamo “tutti sulla stessa barca”. I mari si stanno alzando allo stesso modo per chiunque, ma mentre i miliardari continuano a navigare sui loro yacht, interi paesi rischiano di scomparire dalle mappe geografiche, distruggendo le vite di milioni di persone.

I MAPA, Most Affected People and Areas, sono proprio coloro che stanno soffrendo di più le conseguenze del cambiamento climatico, mentre non hanno in minima parte la responsabilità di questa crisi. Queste popolazioni sono accomunate da una lunga storia di sfruttamento coloniale e subordinazione economica. I paesi MAPA storicamente hanno contribuito in minima parte alla crisi climatica, ma per una combinazione di fattori geografici e politici subiranno per primi le conseguenze, e saranno i meno attrezzati a reagire. Questi paesi sono per la maggior parte ancora legati alle potenze coloniali che li hanno depredati in passato, tramite legami debitori ed economici. È imperativo pretendere, nel contesto della transizione ecologica, la cancellazione dei debiti di questi paesi e il pagamento di retribuzioni immediate, oltre ad una più generale redistribuzione di ricchezze su scala globale.

Il Pianeta dei Miliardari

Jeff bezos ed Elon Musk, tra gli uomini più ricchi del mondo, propongono i viaggi spaziali come nuova frontiera del consumo di super-lusso e la colonizzazione di Marte come soluzione al cambiamento climatico. Mentre la Terra va a fuoco, pensa già allo sfruttamento delle risorse degli altri pianeti, come se uno non bastasse, in nome della crescita infinita del profitto. I miliardari, piuttosto che rinunciare al profitto, preferiscono distruggere il nostro pianeta e spendere milioni per andare nello spazio. Pensano di guardare dall’alto dei loro razzi mentre le persone sotto di loro soffrono gli effetti della crisi climatica.

Nel frattempo Tesla cerca di venderci un trasporto sostenibile di lusso, come se il taglio delle emissioni fosse un vezzo da “ambientalisti radical-chic”, mentre incassa milioni in sussidi statali attraverso il mercato del carbonio, permettendo a industrie più inquinanti di fare i loro comodi e continuare a emettere indisturbate. Non dobbiamo però pensare che invece Tesla sia un campione di sostenibilità: i deliri di onnipotenza elettrica di Musk sono alimentati dal ColTan che costruisce le batterie delle sue macchine, e che viene estratto da bambini tenuti in semi-schiavitù in miniere che avvelenano i territori e chi li abita con fiumi di scorie tossiche.

Dobbiamo pretendere ora una ridistribuzione delle ricchezze per contrastare la crisi climatica prima che sia troppo tardi.

Milano: Città di Cemento

A Milano, città tra le più inquinate d’europa, si continua a costruire e cementificare. Una città che vive di speculazione edilizia e consumo di suolo, al contrario di ciò che sostiene il sindaco. I palazzi e le gru continuano a sorgere e i progetti vengono approvati senza stop.

È di pochi mesi fa la notizia che gli ex scali ferroviari milanesi, aree di migliaia di metri quadrati abbandonate a loro stesse da decenni, sono al centro dei progetti di edilizia della nostra città. Lo Scalo Romano diventerà il nuovo villaggio olimpico, lo scalo Porta Genova diventerà l’ennesimo plesso residenziale dall’odore “green”. Insomma, ancora una volta il greenwashing dell’amministrazione continua e regala ancora profitti ai palazzinari milanesi, permettendo a pochi di guadagnare, mentre tutta la popolazione perde in salute e spazi vivibili. Fridays For Future e i movimenti ecologisti della città si mobilitano da anni per trasformare le aree degli ex scali ferroviari in aree verdi. Tra le aziende che investono maggiormente su questo sistema che sfrutta e devasta c’è XXXXXXX che aumenta il suo profitto chiudendo progetti, affiancata da un’amministrazione che non è compatibile con l’idea green che propina in campagna elettorale.

Vogliamo salute e aria pulita, non cemento e profitti per pochi. Basta cementificazione, basta consumo di suolo.

Fast Fashion

Con Fast Fashion si intende un settore dell’abbigliamento che realizza abiti di bassa qualità a prezzi super ridotti e che lancia nuove collezioni continuamente e in tempi brevissimi, Oggi vengono prodotti 52 collezioni all’anno

Queste aziende hanno come prima priorità, quella di fare profitto. Si parla (per il gruppo Inditex) di un fatturato di 26,15 miliardi di euro. 

H&M, Zara, Topshop, Primark, Benetton, Mango, Pull&Bear non dimentichiamo cos è accaduto il 24 aprile 2013, in Bangladesh: in questa data è crollato il Rana Plaza, un grandissimo edificio di otto piani che ospitava appartamenti, numerosi negozi e  laboratori tessili che lavoravano per la fast fashion 

Questo crollo ha comportato 1129 vittime e 2515 feriti.

Oltre a non avere rispetto per le persone che producono gli abiti, queste aziende non si preoccupano di certo di quello che può essere l’impatto delle loro produzioni sull’ambiente e sulla vita delle persone. Non c’è attenzione per i tessuti scelti, per le tecniche di produzione e, l’utilizzo di pesticidi o sostanze chimiche che distruggono il territorio. La poca attenzione rende l’industria della moda la seconda in industria più inquinante, subito dopo il petrolio i danni che provoca all’ambiente sono impressionanti, la fast fashion è  responsabile del 20% dello spreco globale dell’acqua e del 10% delle emissioni di anidride carbonica, oltre a produrre più gas serra di tutti gli spostamenti aerei e navali di  tutto il mondo.
Oltre a questo, a causa dei pesticidi utilizzati, vengono inquinati i fiumi e i terreni vicini alle fabbriche che ogni giorno scaricano nell’acqua pesticidi, coloranti tossici. Non è solo la natura a rimetterci in questo caso, ma anche le popolazioni che abitano vicino a quei fiumi e a quegli scarichi, che utilizzando quell’acqua per agricoltura ed esigenze quotidiane, mettono in serio pericolo la loro salute.
La moda è forse la più grande tra le industrie che si basano sul consumismo: milioni di capi buttati perché fuori stagione. Miliardi di euro di incassi tutti i giorni. Milioni di lavoratori sfruttati e sottopagati.

Salute Globale e Giustizia Climatica

La salute è a senso unico ed è il senso del profitto. Mentre noi parliamo di terza dose, nel resto del mondo non si parla neanche di prima. Questo perché i vaccini si basano su un sistema capitalista e neoliberista che punta ad aumentare i profitti, comprando e vendendo brevetti, senza mettere al primo posto la salute. 

Bill Gates, proprietario del più grande colosso della tecnologia mondiale, è anche tra i maggiori finanziatori del mondo delle big pharma. Utilizzando la fondazione benefica da lui fondata si ripulisce la faccia parlando di vaccini per tutti, per poi, in realtà, foraggiare il sistema farmaceutico che porta alla situazione attuale. 332 milioni di dollari divisi tra le maggiori aziende produttrici di vaccini, 55 milioni investiti in azioni di BioNTech, partner di Pfizer, per vedere aumentare il valore fino a 320 milioni di dollari.

Ancora una volta i ricchi e potenti guadagnano sulla pelle delle persone e del pianeta, lasciando una scia di morte in favore del profitto.
A causa della pandemia, le ingiustizie globali sono di colpo aumentate. Per esempio la possibilità di raggiungere Milano o Glasgow, durante gli incontri della Cop 26 per i vertici e per le mobilitazioni da parte delle persone che provengono dal Sud globale sarà ostacolato fortemente a causa della iniqua distribuzione globale dei vaccini.

La Borsa o la Vita

Da decenni ormai siamo a  conoscenza della crisi climatica, e da decenni le multinazionali ed i governi hanno provato a farci sentire in colpa per gli orsi polari e i panda e a far ricadere la colpa della crisi su i singoli cittadini. La responsabilità però è innegabile: la crisi climatica è causata dall’industria del fossile e dalle banche e dalle assicurazione che la finanziano. Solo nel 2019 le banche hanno investito 2750 miliardi di dollari nell’energia fossile, e le previsioni sono in aumento. Le banche sono consapevoli della distruzione che stanno causando, ma in nome del profitto non c’è catastrofe ambientale che tenga. Le istituzioni finanziarie pensano che siamo così stupidi da cadere nel loro greenwashing, ma la verità è che sono i responsabili della crisi climatica.
Tra le nuove forme di accumulazione del valore estremamente distruttive per il pianeta, i  bitcoin, e le altre criptovalute, che possono esistere solo grazie a un enorme ed insensato spreco di energia. L’enorme potenza di calcolo necessaria per il mining richiede che una grandissima quantità di server siano operativi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che ormai consumano più dell’Argentina o 7 volte quanto Google: lo 0,5% dell’energia elettrica prodotta viene sprecata nel mining. I bitcoin sono l’esempio lampante del sistema di capitalismo estrattivista: enormi quantità di energia vengono sprecate per generare un profitto virtuale. Le criptovalute sono una forma di finanza completamente de-regolamentata, senza nessuno che impedisca ai super ricchi di fare i loro comodi a spese delle persone e dell’ambiente.

Le assicurazioni giocano un ruolo fondamentale nel sistema malato del capitalismo. Garantiscono che i profitti delle multinazionali che devastano e affamano il pianeta rimangano invariati. Tutte aziende che negli ultimi anni hanno puntato tantissimo sul greenwashing: la tecnica di marketing giusta per ripulirsi la faccia dopo aver permesso ai leader dei devastatori ambientali di continuare a uccidere il pianeta.

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