Domenica 23 Maggio, alle ore 13.00 al Cantiere “IL MEDITERRANEO IN TAVOLA”, pranzo sociale a sostegno delle spese legali del Cantiere! Per prenotare vai su: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-mediterraneo…

Attraverso alcune pietanze, immagini e racconti vi faremo conoscere Mediterranea Saving Humans e l’importanza del Mediterraneo.

Il menù prevede:
Un antipasto misto con Babaganoush, salsa a base di Melanzane, Falafel e Tiropitakia.

Poi offriremo un Cous Cous accompagnato da verdure e per chi volesse carne stufata. A cucinarlo ci penseranno mani esperte, seguendo ricette tradizionali.

Infine serviremo cannoli siciliani con ricotta e gocce di cioccolato.

Da quando abbiamo smesso di essere Mediterranei?
Da quando abbiamo spostato il nostro baricentro a nord?
Vogliamo portarvi la cucina del Mediterraneo e riflettere insieme su come l’Italia da sempre abbia un rapporto unico con gli altri paesi che si affacciano su questo mare.

Dagli anni ’50 l’Italia con Eni s.p.a. continua a coltivare interessi coloniali, per continuare a estrarre valore dal sottosuolo di altri territori.

In questi ultimi anni l’ Italia ha contribuito a trasformare il Mediterraneo centrale in una delle frontiere più mortifere del mondo.

Le politiche migratorie fatte passare per emergenziali continuano a negare dignità a chi migra da zone di conflitto o condizioni economico-sociali instabili, negando visti e vie legali per raggiungere l’Europa, finanziando milizie libiche nel controllo della rotta migratoria del Mediterraneo centrale.

Durante la cena mostreremo il lavoro che svolge Mediterranea Saving Humans e tutta la Flotta Civile, composta da ong impegnate nel monitoraggio del Mar Mediterraneo. Ad oggi sono migliaia le persone che provano ad attraversare il Mediterraneo in fuga dai campi di prigionia in Libia, che non vengono accolte e salvate ma, al contrario, respinte, espulse e lasciate morire in mare.

Addirittura i vascelli di supporto a piattaforme petrolifere di cui Eni detiene il monopolio, riportano persone, nel porto di Tripoli, invece che nel più vicino porto sicuro.
L’Italia è protagonista, ogni giorno, di deportazioni illegali che costringono i migranti a subire violenze e torture inaudite, svolte nei numerosi centri di detenzione libici.

Le operazioni civili di salvataggio svolte dalle ONG vengono criminalizzate e il primato di chiusura delle frontiere viene posto al primo piano, a scapito della solidarietà e della effettiva necessità di salvare tutt* coloro che giungono nei nostri mari.