Questa mattina Aler e polizia hanno sgomberato una famiglia a San Siro. Senza rispettare alcun tipo di procedura, hanno sfondato la porta, presentandosi senza aver allertato la famiglia o dato loro tempo di trovare un’alternativa.

S. e suo figlio, vivevano in quella casa da 7 anni.
I primi 4 anni hanno pagato i bollettini dell’affitto ad Aler, convinti di aver fatto un regolare passaggio di alloggio con la persona che viveva lì prima di loro. Hanno poi scoperto di essere stati truffati, non c’era mai stato nessun passaggio di alloggio, eppure Aler non aveva mai comunicato loro che stavano pagando da 4 anni un affitto inutilmente, perché non erano assegnatari.

Forti con i deboli e deboli con i forti, mentre si continua a svendere un quartiere, a lasciare sfitte e riscaldate migliaia di case e a non fare le manutenzioni. Ci chiediamo come possa essere possibile che nell’anno della pandemia e dell’emergenza sanitaria le priorità di Aler e Prefettura siano lasciare per strada famiglie, aggiungendo emergenza ulteriore alla già difficile situazione abitativa della nostra città.

Una buona politica sarebbe fermare gli sgomberi e con una SANATORIA degli occupanti per necessità, si darebbe un contratto a chi ne ha veramente bisogno, a chi ha dovuto occupare per necessità, a chi avrebbe diritto ad una casa ma non ha potuto aspettare anni e ha deciso di riprendersi quel diritto. Con il BLOCCO della VENDITA delle CASE POPOLARI si smetterebbe di togliere patrimonio pubblico a chi ne ha bisogno. Con l’ASSEGNAZIONE delle CASE POPOLARI VUOTE si darebbe respiro alle 24mila famiglie in lista d’attesa per una casa popolare.

In questo mondo di sotto ci sono storie di resistenza quotidiana per poter affermare che il diritto a vivere dignitosamente è irrinunciabile, senza discriminazioni, perchè non esistono cittadini di serie a e di serie b.

Il diritto all’abitare e alla salute sono diritti inalienabili come il diritto alla residenza che deve essere garantito a tutti e tutte.

Continueremo a sapere da che parte stare, dalla parte di chi soffre la crisi e non da quella di chi la crea, dalla parte chi lotta per un mondo migliore e non dalla parte di chi se ne approfitta per propri tornaconti personali, lottando giorno dopo giorno per una città migliore e per riprenderci diritti per tutti.