Oggi siamo sces* in piazza per manifestare la nostra solidarietà al popolo palestinese, che da anni resiste e combatte contro l’oppressione israeliana che vede come risultato la morte di tantissime persone. Contro guerra, colonialismo, sgomberi e oppressioni, non smetteremo mai di ribadire che l’unico mondo che vogliamo è un mondo in cui vige la solidarietà e in cui ogni popolo ha diritto ad un’identità.

#freepalestine #stopwarnotpeople

Giovedi alle ore 18:00 parleremo di Palestina, colonialismo, lotte di liberazione e traffico di armi made in italy.
Allo Spazio di Mutuo Soccorso, Piazza Stuparich 18.
 Leila Belmoh, attivista e dottoressa in relazioni internazionali esperta di Africa Subsahariana e area Swana (south west Asia and North Africa)
 Alessia, un’attivista del cantiere e di Amal – bambini per la pace, associazione impegnata in Palestina
 Giovani Palestinesi d’Italia

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A pochi giorni dall’anniversario della Nakba, la catastrofe del 1948, l’esercito di occupazione israeliana sta attaccando la popolazione palestinese. Il bilancio è già di centinaia di ferit_ e diverse morti nella Striscia di Gaza. Il regime di apartheid coloniale razzista dopo 73 anni di violenza continua a perseguitare la popolazione indigena palestinese attraverso soprusi, abusi, oppressione e torture di ogni genere. Di qualche giorno fa la notizia di un’esecuzione di un ragazzo di 16 anni a Nablus da parte dell’esercito, arresti arbitrari, violenze su donne e bambini. Come se non bastasse l’esercito di occupazione ha violato la moschea Al-Aqsa sparando ad altezza uomo con lacrimogeni e proiettili di gomma, lasciando senza vista decine di fedeli palestinesi inermi.
In questo contesto di terrore si inserisce la complicità dei mezzi di informazione e media italiani che raccontano una verità distorta, serva della narrazione di propaganda israeliana per cui l’occupante viene vittimizzato. La retorica del conflitto e della guerra ad armi pari sostiene un diritto di difesa israeliano inesistente. Come nel caso di altre narrazioni, l’informazione italiana di Stato è di parte e unilaterale. Il popolo palestinese non è il solo ad essere colpito da una narrazione parziale. I media italiani sono stati fallimentari e insufficienti nel raccontare ciò che sta accadendo in questi giorni in Colombia, la crisi nel Tigray, manipolando la verità e facendo malinformazione così come nel caso di tante altre storie di popoli in lotta per l’autodeterminazione contro un sistema predatorio capitalistico, imperialista, razzista e xenofobo.