“Bonafont” è una impresa legata al gruppo francese “Danone” che si dedica all’imbottigliamento dell’acqua. Dal 1992 Bonafont si è installata nel territorio di Puebla, in Messico, senza che le popolazioni locali venissero in alcun modo consultate dallo Stato, che ha imposto la decisione al territorio.
Nell’arco di quasi 30 anni, la privatizzazione sistematica dell’acqua da parte della multinazionale sta causando moltissimi problemi agli abitanti della zona, che oggi vedono i propri pozzi artigianali con cui storicamente le famiglie e le comunità si garantiscono l’approvvigionamento quasi completamente secchi, nonché una decadenza progressiva dell’attività agricola, degli ecosistemi locali e della vita quotidiana.
Ecco perché 13 comunità* hanno dato vita al fronte dei “Pueblos Zapatistas Unidos por el Agua” che, dopo aver tentato inutilmente di essere ascoltati dal governo hanno deciso di bloccare la fabbrica e serrarne ad oltranza i cancelli. Si calcola che Bonafont rubi circa 1 milione e 54 mila litri di acqua al giorno: dall’inizio del “planton” le comunità hanno liberato 50 millones 871 mila litri di “vita liquida” che sono e stanno tornando nelle falde acquifere della regione e gli abitanti della regione raccontano con sollievo di vedere già dopo questo primo mese di presidio permanente i propri pozzi tornare a riempirsi. 
Nelle regioni contadine messicane l’acqua è un dono fondamentale della Natura, indispensabile per l’agricoltura e per la produzione della propria alimentazione sana e genuina, elementi indispensabili che fondano qualsiasi possibilità di autonomia, identità e sopravvivenza delle popolazioni e di un mondo in cui l’acqua, l’aria e la terra non sono mercanzie, ma entità sorelle – maggiori – con cui convivere. “IO non sono padrone della Natura, IO non sono parte della Natura. NOI siamo la NATURA”.
L’occupazione a oltranza dei cancelli della Bonafont è diventata “territorio liberato”, dall’estrattivismo e dal  e al planton arrivano tutti i giorni artist*, student*, ricercator*, insegnanti e innumerevoli organizzazioni sociali femministe, ecologiste, impegnate nella difesa di altri territori, fiumi, montagne contro la stessa logica di sfruttamento e estrattivismo.  
Agli attacchi di Bonafont e governo, che accusano i popoli originari di minacciare il posto di lavoro e lo stipendio degli operai dell’impresa, le comunità hanno risposto con una conferenza stampa congiunta con i sindacalisti della Bonafont, perché “cosa ce ne facciamo dello stipendio – peraltro poco – se non abbiamo acqua per vivere?”. 
La Resistenza della regione pueblana ha già ottenuto diverse vittorie contro altri tentativi di impianto di megaprogetti che avrebbero comportato devastazione del territorio e divisione delle comunità. Contro Bonafont oggi serve la solidarietà di tutt*, attraverso la diffusione delle informazioni e la visibilizzazione delle istanze indigene, ma anche chiedendoci con più attenzione cosa stiamo consumando: questo yoghurt è Danone? Questa acqua in bottiglia da dove è rubata? 
Aspettando l’arrivo della carovana Zapatista in Europa, costruiamo la solidarietà, la difesa del nostro Mondo Comune, di un “Mondo dove siano possibili molti Mondi”. 
 
#Fuerabonafont
#BoycottDanone

*San Gabriel Ometoxtla, San Lucas Nextetelco, Santa María Zacatepec, San Mateo Cuanalá, San Juan Tlautla, San Juan Cuautlancingo, la Colonia José Ángeles, San Miguel Xoxtla, San lucas Atzala, San Diego Cuachayotla, San Sebastian Tepalcatepec, San Francisco Cuapan y Santa Barbara Almoloyahanno