#12Dicembre #PiazzaFontana

Non c’è futuro senza memoria!

 

Il 12 Dicembre 1969 una bomba uccide 17 persone, ne ferisce 16.

Pochi giorni dopo precipita dalla finestra della questura di Milano Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico ucciso per accusare i movimenti sociali dell’attentato. Gruppi di neofascisti e pezzi dello Stato hanno tentato di interrompere con questa violenza feroce l’irrompere sulla scena dei movimenti sociali del 1968/1969: operai e operaie, studenti e studentesse, giovani e non che riempivano le piazze per rivendicare giustizia e diritti… e in un certo senso per fare la rivoluzione.

Tanti anni dopo questo cosa insegna?

Ci insegna che il potere, in quel frangente ben incarnato da alcuni apparati dello Stato, non rispetta le “regole del gioco”, il famoso Stato di diritto, ma anche il principio di umanità è sospeso di fronte a quelli che vengono considerati gli “interessi prevalenti della conservazione del potere medesimo”.

Nel mare Mediterraneo il governo italiano con la complicità dei governi europei tutti i giorni compie dei crimini contro l’umanità, lasciando che ad operare sia la cosiddetta “Guardia cositera libica”, ovvero alcuni miliziani, armati e finanziati anche dallo Stato Italiano.

Ci insegna che i diritti non sono una caratteristica del paesaggio, qualcosa da dare per scontato. Quando oggi il reddito di tutte e tutti e persino la scuola sono messi in discussione dalle scelte che, nell’affrontare la pandemia, privilegiano i profitti di pochi (senza introdurre tasse patrimoniali e senza fermare la produzione innecessaria con adeguati ammortizzatori per lavoratori e lavoratrici, piuttosto che il Welfare indispensabile per la coesione del tessuto sociale e per l’eguaglianza.

Ci insegna che il fascismo assume diverse forme, nella storia, ma soprattutto i gruppi neofascisti non smettono mai di essere utilizzati dal potere. E’ per questo che nel mondo, da Bolsonaro a Trump (con i suoi scomposti fan di Q-Anon), fino a i neofascisti nostrani, l’estrema destra ha abbracciato il richiamo dei “negazionisti” del virus. E’ per questo che ancora oggi le inchieste giornalistiche (e a volte giudiziarie) ci parlano di gruppi armati fino ai denti, protetti dai partiti della destra istituzionale e con le mani in pasta in intrallazzi di ogni sorta.

La memoria del 12 Dicembre, ci insegna che l’antifascismo, la lotta per l’eguaglianza, la pratica di controinformazione e ricerca della verità, non sono concetti astratti, ma pesanti e concreti come la vita di 18 persone e come il corso della Storia che il 12 Dicembre 1969 è cambiato per sempre.

APPUNTAMENTI DELLA GIORNATA

Ore 17,30/18,00 Piazza Fontana davanti alla ex Banca Nazionale dell’Agricoltura per ricordare le 17 vittime della strage di Stato.

Ore 18,10/19,00 Via Bergamini ang. Via Larga nel luogo dove è stato assassinato Saverio Saltarelli il 12 dicembre 1970, un anno dopo la strage.

LEZIONE IN PIAZZA

Piazza Fontana “Non c’è futuro senza memoria”: lezione in piazza su una strage di Stato.

Tener viva la memoria significa costruire un futuro. Significa difendere il futuro grazie alla capacità di riconoscere i segnali di fascismo e autoritarismo, combattendo l’ignoranza.