La statua che non c’è.

Oggi sabato 24 ottobre abbiamo inaugurato la statua che non c’è. Il monumento alla rimozione del colonialismo, involontariamente realizzato da chi ha rimosso la statua di Sankara, ai giardini pubblici di Porta Venezia.

Non a caso Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso negli anni 80, rivendicava il diritto a non pagare il debito illegittimo, rifiutando la legittimità del sistema finanziario internazionale che soffoca l’Africa, ma non soltanto, attraverso il potere esercitato da enormi capitali.
La statua di Sankara è sostituita da un punto di domanda. Il punto di domanda è un marker che inquadrato con la app artivive consente di vedere la statua, in attesa che chi la ha sequestrata la restituisca.
Ma il punto di domanda rappresenta anche le tante domande scomode che si vogliono rimuovere insieme alla memoria e al presente dell’oppressione coloniale.
Il colonialismo il post-colonialismo e le diseguaglianze enormi che affliggono il mondo non sono un argomento da trattare seriamente nel dibattito pubblico.
Forse perchè questa riflessione potrebbe insegnarci molte cose a proposito di un mondo ingiusto fino al paradosso. Si tratta di riflessioni scomode ancora di più oggi, quando una pandemia globale tiene chiusi in casa milioni di persone, mentre i pochi grandi padroni dei mercati finanziari hanno moltiplicato il loro patrimonio.
P.s. Nel primo pomeriggio abbiamo anche partecipato al presidio #EndSarsNow, che ha coinvolto centinaia di persone con la diaspora nigeriana lombarda.
Se la gioventù nigeriana così come il movimento #blm negli Stati Uniti scende in piazza a migliaia è perché ogni giorno appare più evidente che solo una trasformazione rivoluzionaria, capace di cambiare il modello di sviluppo, potrà ridurre queste diseguaglianze.

LA STATUA CHE NON C’E’: GUARDALA IN REALTA’ AUMENTATA.

GUARDA I VIDEO DELL’INSTALLAZIONE

Domenica 18 Ottobre è stata installata ai Giardini Pubblici di Porta Venezia una statua dedicata a Thomas Sankara, rivoluzionario panafricanista, presidente del Burkina Faso, ucciso durante un colpo di stato per fermare la trasformazione egualitaria e anticoloniale del suo paese.

Il giorno successivo un qualche grigio burocrate, ha sequestrato la statua di Sankara, realizzando di fatto un’altra opera: la statua che non c’è rappresenta la rimozione coloniale.

Se è vero che “historia magistra vitae” allora una storia come quella del colonialismo non conviene raccontarla.

♦ Ci racconta le ragioni storiche della presunta “superiorità” occidentale: il saccheggio, la schiavitù, lo sterminio.

♦ Mette a nudo le cause profonde e ancora attuali della povertà di mezzo pianeta (indebitamento ingiusto, sfruttamento indiscriminato dei corpi e delle risorse).

♦ Racconta le oscurità e nefandezze sulle biografie di personaggi considerati illustri nella civilissima Europa.

♦ Sovverte la narrazione occidentale e coloniale del “Terzo Mondo da salvare” e ci ricorda la lotta dei popoli per la propria autodeterminazione.

La statua che non c’è, ai giardini di porta Venezia resterà a futura memoria della rimozione coloniale.

STATUA A THOMAS SANKARA: PRESENTAZIONE DELL’OPERA

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STIAMO SCOLPENDO UN'ALTRA STATUA

Sabato torneremo ai Giardini Pubblici, perchè rivogliamo la statua di Thomas Sankara… 

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Vogliamo aprire un portale che mostri altri mondi, altre storie, che apra un processo di costruzione di memoria collettiva a partire dalla risignificazione dei simboli necessari a giustificare o mascherare un passato razzista, sessista, assassino. Questa è una chiamata alle arti, per dare il via a una campagna di detournment artistico per decolonizzare la città.