ABBIAMO PORTATO UNO STRISCIONE AL NEO-OSPEDALE DELLA FIERA DI PORTELLO

LEGGI IL NOSTRO COMUNICATO STAMPA:

Oggi, 7 Aprile, è la giornata mondiale della Salute, una ricorrenza istituita a seguito della 2a guerra mondiale.

A 70 anni dalla sua istituzione, ci troviamo ad affrontare una crisi pandemica senza precedenti ed il sistema sanitario italiano e di tanti altri stati sono messi duramente alla prova. La pandemia in corso era già stata annunciata svariati anni fa, gli studi scientifici sulla questione abbondano, eppure in Italia non è mai stato redatto alcun piano pandemico di prevenzione.

E’ inutile dire che i tagli alla sanità pubblica dell’ultimo decennio, che ammontano a 37 miliardi di euro, non hanno fatto altro che alimentare il business della sanita privata.

A questi tagli, causa profonda, in regione Lombardia è stata accompagnata un’inadeguata gestione del problema: assenza di mascherine (DPI) per il personale sanitario, mancanza posti letto in terapia intensiva, mancanza di ventilatori polmonari, mancata quarantena in zone-focolaio in tempi brevi e assenza di copertura di tamponi su base estesa. Insomma se sia stato più grave per la diffusione del virus il fatto che il comune di Alzano Lombardo non sia stato chiuso in tempi brevi oppure l’adeguata separazione tra pazienti COVID e regolari RSA non sta a noi deciderlo.

Quello che però ci teniamo a dire è che nonostante la regione Lombardia, con Milano fiore all’occhiello, venga presentata come regione più “europea” d’Italia, motore economico del paese, è la regione dove si contano più morti nell’ultimo mese.

Appare sempre più evidente che i dirigenti lombardi siano tenuti a venderci un prodotto piuttosto che ad ottenere risultati efficaci:gli edifici di fiera Milano riconvertiti ad ospedale con 50milioni di euro di investimenti pubblici, per ottenere pochissimi posti letto, polizia a controllare le strade ma tamponi insufficienti per controllare la  nostra salute, obbligo di indossare le mascherine in tutta la regione, ma mascherine inesistenti anche tra chi è obbligato a continuare a lavorare.

Il timore che sta vivendo il governatore Fontana e la sua giunta, annunciato come possibile anche dal PCM, è quello che il modello misto (pubblico e privato) della sanità in mano alle singole regioni sia davvero inefficace, anzi, fallimentare.

Se vogliamo aggiungerci anche i casi di corruzione in cui si immischiano i nostri politicanti, l’assenza di prevenzione e la conseguente mala-gestione il giudizio non può che essere unanime: è un modello insostenibile. La nostra vita vale di più dei vostri profitti! 

Per cui quando sentiamo dire “NON NE ABBIAMO SBAGLIATA UNA”

Ci viene subito da elencare solo alcuni dei molteplici errori di questo modello neoliberale: “TAGLI E CORRUZIONE, ZERO PREVENZIONE: PESSIMA GESTIONE”