Filosofi, storici e pensatori del nostro tempo che interpretano la crisi del Coronavirus:

>>Byung-Chul-Han ”L’emergenza virale e il mondo del domani” (21.03.2020) ATTENZIONE articolo in lingua (spagnolo), puoi trovare la traduzione in italiana su un profilo fb privato: [QUI]

Il filosofo sudcoreano analizza le differenze tra la gestione della pandemia in Asia ed in Europa e lancia una scoccata alla tesi di Žižek sulla possibilità di uscire da questa crisi con un ”nuovo comunismo”.

”I paesi asiatici stanno gestendo questa crisi meglio dell’Occidente. Mentre lì si lavora con dati e mascherine, qui si è in ritardo e si chiudono le frontiere. […]

La digitalizzazione rimuove la realtà. La realtà è vissuta grazie alla resistenza che offre e può anche essere dolorosa. La digitalizzazione, l’intera cultura dei “mi piace”, sopprime la negatività della resistenza. E nell’era post-fattuale delle ‘fake news’ e delle ‘deepfakes”, sorge un’apatia per la realtà. Quindi, qui sta il vero virus, e non un virus informatico, che provoca una commozione cerebrale. La realtà, la resistenza, è di nuovo evidente sotto forma di un virus nemico. La reazione di panico violenta ed esagerata al virus è spiegata in base a questo shock per la realtà. […]

Il virus non sconfiggerà il capitalismo. La rivoluzione virale non accadrà. Nessun virus è in grado di fare la rivoluzione. Il virus ci isola e ci individua. Non genera alcun forte sentimento collettivo. In qualche modo, ognuno si prende cura solo della propria sopravvivenza. La solidarietà che consiste nel mantenere le reciproche distanze non è una solidarietà che ci permette di sognare una società diversa, più pacifica e giusta. Non possiamo lasciare la rivoluzione nelle mani del virus. Speriamo che dopo il virus arrivi una rivoluzione umana. Siamo NOI, PERSONE dotate di RAGIONE, che dobbiamo ripensare radicalmente e limitare il capitalismo distruttivo, e anche la nostra mobilità illimitata e distruttiva, per salvarci, per salvare il clima e il nostro bellissimo pianeta.

 

 

>>Slavoj Žižek per Internazionale (21.03.2020) 

Per S. Žižek questa è l’occasione di dimostrare che ”un nuovo comunismo può salvarci.”

L’epidemia di Covid-19 non dimostra solo i limiti della globalizzazione dei mercati, ma anche quelli ancora più letali del populismo nazionalista che insiste sulla piena sovranità dello stato: è la fine di “Prima l’America (o qualunque altro paese)!”, perché gli Stati Uniti si possono salvare solo con il coordinamento e la collaborazione globale. Non sono un utopista, non invoco una solidarietà idealizzata tra esseri umani. Ma la crisi attuale dimostra chiaramente che la solidarietà e la collaborazione globale sono nell’interesse di tutti e di ciascuno di noi, e sono l’unica cosa razionale ed egoista da fare. […]      Ci stiamo preparando a mettere in pratica la più brutale logica della sopravvivenza dei più adatti? [ No, si spera] e allora, ancora una volta, la scelta finale è: o tutto questo o un qualche tipo di comunismo reinventato.

>>Naomi Klein intervistata da VICE: ”Il Coronavirus è il disastro perfetto per un capitalismo del disastro” (13.03.2020) ATTENZIONE articolo in lingua originale (inglese)

N. Klein ci spiega come i governi e le élite globali sfrutteranno la pandemia:

”Lo shock è davvero il virus stesso. Ed è stato gestito in modo da massimizzare la confusione e minimizzare la protezione.La dottrina dello shock è stata sviluppata appositamente affinché le crisi non possano cedere il passo a momenti [di riflessione] organici in cui emergono nuove politiche progressiste. […]

Quando si è messi alla prova da una crisi, o si regredisce e si cade a pezzi, oppure si cresce e si trovano riserve di forze e compassione di cui non ci credevamo capaci. Questa sarà una di quelle prove. Il motivo per cui ho qualche speranza nella possibilità di evolverci è che, a differenza del 2008, abbiamo un’alternativa politica così reale [si riferisce al Medicare-For-All di Bernie Sanders N.d.T.] che sta proponendo una risposta alla crisi che riporta alla radice le cause della nostra vulnerabilità ed un più ampio movimento politico che lo sostiene.”

 

>>Srećko Horvat per Internazionale (06.03.2020):

Una riflessione del filosofo e attivista del movimento DiEM2025  in cui considera il Coronavirus un rischio a livello non solo economico ma anche politico:

”Ma è in questi momenti di diffusione del panico e della paranoia, alimentati dalle immagini distopiche di città deserte e navi da crociera in quarantena, che è importante capire qual è la ricaduta emotiva ma anche quali sono le conseguenze sull’economia politica. […]

Il coronavirus non è una minaccia per l’economia neoliberista, ma anzi crea l’ambiente perfetto per quell’ideologia. Ma dal punto di vista politico il virus è un pericolo, perché una crisi sanitaria potrebbe favorire l’obiettivo etnonazionalista delle frontiere rafforzate e dell’esclusività razziale e quello di interrompere la libera circolazione delle persone (soprattutto se arrivano da paesi in via di sviluppo) assicurando però una circolazione incontrollata di merci e capitali.”

 

>> Collettivo Malgré Tout (“Malgrado tutto”, Francia: Miguel Benasayag, Bastien Cany, Angélique Del Rey, Teodoro Cohen; Italia: Roberta Padovano, Mary Nicotra) Aprile 2020

Piccolo Manifesto in tempi di pandemia – Collettivo Malgré Tout

Come Collettivo Malgré Tout (“Malgrado tutto”) proponiamo questo breve Manifesto composto da quattro punti, quattro spunti di riflessione e ipotesi pratiche da far girare, per chi volesse e si sentisse interessata/o. Speriamo sia un contributo utile a pensare e agire all’interno dell’oscurità della complessità. […]

Non sappiamo cosa ci riservi il domani e non abbiamo alcuna pretesa di prevederlo. Sappiamo però che le forze reazionarie di tutto il mondo saranno pronte ad approfittarne, come abbiamo appena spiegato. Da una parte, alimentando i dispositivi di controllo e di esercizio del biopotere e implementando le politiche neoliberiste; dall’altra, spingendo per un ritorno alla normalità, facendo leva sul desiderio di dimenticare più che su quello di cambiamento. Sta a noi quindi, fin da subito, continuare a pensare a nuovi modi di agire e di vivere nel nostro pianeta, ad altre modalità di sviluppo e crescita possibili e ragionevoli. Lo ripetiamo: non si tratta in alcun modo di aspettare la fine della minaccia per iniziare ad agire né pensare adesso a cosa potremmo fare “dopo la crisi”.

Leggi il nostro approfondimento sulla CINA cliccando l’immagine qua sotto!

 

Notizie e aggiornamenti dal mondo:

>>Il Sole24Ore (06.04.2020)

Smentite le voci di Golpe nei confronti di Bolsonaro, cancellati i suoi tweet hanno provocato un “danno reale alle persone”

Da varie settimane Bolsonaro ha replicato uscite che sminuivano la pericolosità del CoVid-19, in barba alle linee dettate dall’OMS e rispettate da (quasi) tutte le governance mondiali. Ora il Presidente del Brasile va incontro ad una censura sui social e ad una denuncia al tribunale dell’Aja per “crimini di lesa umanità derivati da un atteggiamento irresponsabile in merito alla pandemia”.

>> Dal Messico Zapatista (16.03.2020) ATTENZIONE articolo in lingua originale (spagnolo):

Comunicado del comité clandestino revolucionario indìgena-comandancia general del ejercito zapatista de liberaciòn nacional

POR CORONAVIRUS EL EZLN CIERRA CARACOLES Y LLAMA A NO ABANDONAR LAS LUCHAS ACTUALES

 

 

>> Le monde (10.03.2020) ATTENZIONE articolo in lingua originale (francese):

Les pays européens multiplient les mesures de protection, nombre record de nouveaux décès en Italie

Mardi soir, Rome a annoncé 168 nouveaux décès, un record en vingt-quatre heures. L’Italie compte désormais plus de 10 000 cas, dont 631 morts. Les 27 pays de l’UE sont désormais touchés.
Depuis l’apparition du nouveau coronavirus en décembre, 117 339 cas d’infection ont été recensés dans 107 pays et territoires, causant la mort de 4 251 personnes, selon un bilan établi par l’Agence France-Presse (AFP) à partir de sources officielles, mardi 10 mars à 18 heures. Depuis le comptage effectué la veille à la même heure, 4 084 nouvelles contaminations et 287 nouveaux décès ont été recensés. Toute l’Union européenne (UE) est désormais touchée, avec l’annonce lundi de deux premiers cas à Chypre.