Il coronavirus è tra noi ormai da tempo, nelle nostre città, strade, case.

Lo abbiamo scoperto da poco più di un mese e da subito la nostra vita è cambiata: i primi sintomi diffusi e sociali sono stati polmonite, panico e solitudine. 

La trasformazione in atto è compiutamente bio-politica. 

Riguarda:

  • la quotidianità di ciascuno, di chiunque urli dalle finestre di una delle tante metropoli mondiali che non sono un modello sostenibile di esistenza, di chi si trova costretto a lavorare seppur spaventato dal contagio, dei medici che si trovano in prima a linea a salvare vite e dei malati che lottano quotidianamente contro la morte.
  • La vita delle città, delle metropoli, delle province costrette al silenzio, attraversate da una proliferazione di confini fisici e virtuali in cui le ingiustizie si moltiplicano.
  • L’assetto dell’economia globale, la divisione internazionale del lavoro e le falle nel sistema economico di mercato. 
  • I rapporti tra le grandi multinazionali, le superpotenze mondiali e il maledetto 1% che tentano di controllare big data, merci e vite delle persone per “contenere i danni”.
  • Il rapporto tra l’umanità e l’antropocene, il pianeta terra e le molteplici forme di vita che lo attraversano: mette in luce la fragilità e il carattere relativo della presenza e del dominio di Homo Sapiens, in un processo che era già in atto di fronte al cambiamento climatico può suscitare una responsabilità collettiva nei confronti della nostra comune casa oppure una ulteriore fanatica corsa autoritaria all’esercizio del dominio dell’homo sapiens sui suoi simili e sulle molteplici forme di vita.

 Sappiamo che il virus in sé non è il problema, bensì solo un sintomo di un sistema economico che sta mandando in cancrena l’intero ecosistema e la sua biodiversità, che sta rovinando la salute e la felicità di tutti gli essere viventi che abitano il nostro pianeta.

 Di fronte ad una sfida così grande l’urgenza della prassi si accompagna all’urgenza della teoria. Mentre ci prendiamo cura delle comunità  con pratiche riproducibili, cerchiamo di analizzare l’immensità del fenomeno che attraversiamo. 

Lo facciamo dal nostro punto di vista:

1. parziale -perché viviamo qui ed ora-, 

2.critico -perché siamo convinti che altri mondi siano possibili-,

3.partigiano -perché sempre frutto di una scelta di lotta e liberazione-.

 Ma soprattutto cerchiamo di farlo attraverso lo sguardo di altre ed altri, per avvantaggiarci in questo sforzo immane di tramite la potenza del comune.

 Il nostro obiettivo è utilizzare questi articoli come bussole, come fari per confrontare analisi e strumenti differenti e riuscire, speriamo, ad ORIENTARSI NELLA NEBBIA.

 

                 Leggi il nostro primo articolo sul CoronaVirus

                >> ORIENTARSI NELLA NEBBIA: il coronavirus nella città della colonna infame

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Segnaliamo anche due talk interessanti con N. Klein e tanti altri
– Talks For Future 
– How to Beat Coronavirus Capitalism

 

 

 

 

 

 

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