La Milano meticcia e solidale vuole aggiungere una barca alla flotta di Mediterranea.

Da oggi parte la missione di terra che raccoglierà energie, capacità e fondi necessari.

Dedicheremo questa barca ad Abba – Abdoul Guibre – ragazzo, figlio afroitaliano della nostra metropoli, ucciso dal razzismo, amato da tante e tanti con rabbia e desiderio di riscatto, come solo si ama ciò che non c’è più. ____________________________________________________________________________________

Una nave “è una miniatura del mondo in cui viviamo”. Nel nostro caso, è una miniatura del mondo che ci impegniamo insieme a costruire”
Abbiamo una nave, di Operazione Mediterranea, Porto di Augusta, 3 Ottobre 2018

“Siamo tutti Abba”
Scritto sui muri, Milano, Settembre 2008

“Chi si trova nel Mediterraneo centrale oggi forse un tempo era migrante, ma passando dalle rotte della tratta ha subito schiavitù, torture. Soccorrere nel Mediterraneo centrale oggi significa anche liberare gli schiavi.”
Cecilia Strada, Milano, Arco della pace, 15 Settembre 2019, Abba Cup per Mediterranea ___________________________________________________________________________________

Nel Mediterraneo si continua ad annegare (spesso nel silenzio e nell’assenza totale di testimoni) ma si continua anche a salvare vite rispettando l’unica legge possibile: quella del Mare che impone di salvare qualunque naufrago con qualunque mezzo e di portarlo nel porto sicuro più vicino.

Da diversi anni le Ong presenti nel Mediterraneo sono rimaste le uniche navi a pattugliare le acque internazionali davanti alla Libia e alla Tunisia salvando migliaia di naufraghi e per questo sono state prese di mira dai governi della fortezza Europa e dalla propaganda sovranista.
Le navi, gli aerei, le strutture di soccorso sono lì per testimoniare ciò che accade, affinché nessuno possa dire domani che “non sapevamo” come accaduto con i lager nazisti.

Nessuno potrà dire che non sapeva.

I gerarchi dell’ordine europeo lo chiamano “pull factor”: la presenza degli equipaggi di soccorso, in mare, in aria e persino a terra aumenta il numero delle persone che sbarcano e che arrivano nella fortezza Europa, funziona come un richiamo.

La verità è che non serve un richiamo per suggerire a chi si trova nel girone infernale dei lager libici, o a chi sceglie di mettere a rischio la propria vita per un futuro migliore.
Tuttavia, non vogliamo girarci intorno. Preferiamo prendere in piena faccia le nostre responsabilità. Siamo e saremo lì per aiutare chi scappa, a dispetto delle accuse paradossali di “Human Traffiking”.

La fuga, da sempre, è uno strumento di liberazione dalla schiavitù e dalla tratta, una sfida alle ingiustizie come raccontano le storie e le leggende di Mosè, di Spartaco dei Maroons…
Opporsi al diritto di fuga è un inaccettabile crimine contro l’umanità. Sacrificare le vite di chi scappa alla realpolitik, chiunque sia al governo, è una vergogna di cui non intendiamo essere complici e a cui intendiamo ribellarci.

Chi salva una vita salva il mondo intero.


Banca Etica
Intestatario: Associazione Zero Zero – CAUSALE: PER ABBA
IT88A0501801600000012446605

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Invia una mail con data e importo della donazione a abbavive@gmail.com

 

 


Per coinvolgere in questa missione la città che legge, durante BookCity organizzeremo diverse presentazioni del libro “Io non spengo nessun motore” di Pietro Marrone, capitano di Mediterranea (edizioni Solferino).

L’autore Pietro Marrone presenterà il libro in tutta la città:
Giovedì 14 Novembre, ore 18.00 alla Libreria Les Mots
Venerdì 15 Novembre, presentazione in Zona 8.
Sabato 16 Novembre, ore 18.00 a ChiAmaMilano, ore 19.30 firma copie e aperitivo alla libreria Colibrì con Cecilia Sarti Strada
Domenica 17 Novembre
ore 11.00 in Casa Emergency con Nello Scavo e Sandro Veronesi
ore 19.00 al Cantiere Milano

In collaborazione con l’editore Solferino Libri, e Mediterranea Saving HumansMediterranea Saving Humans – Milano