Lega ladrona, Milano non perdona. Que Se Vayan Todos!

7 dicembre dalle 16 in piazza Scala contro la casta degli imprenditori della paura.

In tutto il mondo la crisi del 2008 non è mai finita. Dall’Argentina che si ribella al G20, fino alla Francia dei gillets jaune la frustrazione e la rabbia contro i potenti del mondo cresce. Per questo le elites, la casta globale di chi detiene le redini dei governi, dei mass media e soprattutto il potere finanziario stanno aumentando la durezza delle politiche neoliberali, mentre costruiscono la falsa alternativa da dare in pasto alle folle: il nazionalismo. Se le folle sapranno essere moltitudine, immaginare nuovi mondi possibili e contrastare assieme questa casta di potenti l’inganno sarà scoperto. Anche quello che ci propongono Salvini e i suoi scagnozzi.

La Lega si propone come nuova, ma è il partito più antico d’Italia. Da quasi trent’anni promuove una retorica razzista, se un tempo era nel nome del regionalismo oggi ha abbracciato il mito della patria.
Nel frattempo la protesta si è trasformata in gestione capillare del potere e contemporaneamente in infinite ruberie, dimostrate anche dalle decine di inchieste che hanno colpito il partito e le sue giunte.

Pubblichiamo un piccolo e parziale elenco:

La Lega ha rubato 49 milioni di euro di rimborsi elettorali, soldi dei cittadini italiani nascondendoli presso diversi conti bancari, alcuni nella banca Alto-Atesina Sparkasse.
La Lega con questi soldi ha gestito traffici clandestini di diamanti attraverso i trafficanti della Tanzania paese di una regione dell’Africa in cui migliaia di bambini soldato vengono arruolati per combattere dalle milizie finanziate da multinazionali europee.
La Lega controlla l’Aler da più di venti anni. Quindi è colpa della Lega se le case popolari cadono a pezzi, vengono lasciate vuote o vengono messe in vendita.
Domenico Zambetti ex assessore alla casa della giunta guidata dalla Lega è stato condannato nel 2017 per aver favorito la mafia e la ndrangheta in cambio di soldi.
In Italia ci sono stati diversi attacchi terroristici ad opera di nazi-fascisti: a Firenze nel 2014 due ragazzi sono stati uccisi da Casseri un iscritto a Casa Pound, partito che all’epoca era alleato della Lega, pochi giorni fa invece è stato Traini un candidato della Lega a sparare per le strade di Macerata.
La Lega a Milano è alleata del gruppo neonazista Lealtà e Azione: sono dei naziskin che si ispirano al Ku Klux Klan (che vuole uccidere o rendere schiave tutte le persone di colore) e alle SS (che hanno sterminato Ebrei e Rom e occupato l’Italia durante la seconda guerra mondiale).
La Lega pisciava sulla bandiera italiana, oggi la sventola. Quello che non è mai cambiato è l’odio: prima odiava i meridionali, oggi odia i migranti. L’unica cosa che propone è la guerra tra poveri, mentre i politici (anche quelli della Lega) si riempiono le tasche.
La Lega negli anni dei governi Berlusconi ha preso il controllo di Finmeccanica, la principale azienda che vende armi, forse serviva ad “aiutare a casa loro” chi scappa dalla fame. Sicuramente è servito a riempire la pancia dei leghisti che hanno preso le tangenti denunciate dall’ex dirigente finmeccanica Lorenzo Borgogni.

Il Movimento 5 stelle è salito al governo sull’onda del vaffanculo alla casta, ma sembra che si sia abituato in fretta alle abitudini di chi gestisce il potere: clientelismo, promesse tradite e doppia morale sulle ruberie degli alleati di governo.

Il partito democratico invece è puro e limpido, antirazzista e dalla parte dei più poveri… ma solo quando è all’opposizione, perché al governo ha promosso una riforma costituzionale autoritaria (fortunatamente bocciata), la chiusura del Mar Mediterraneo e delle politiche di austerità per le classi popolari, che però non hanno coinvolto gli amici degli amici, che non hanno smesso di arricchirsi.

Cambiano i nomi, ma il modello di sviluppo neoliberista non viene messo in discussione, se non a parole.

Ribellarsi e disobbedire alla casta e alle leggi ingiuste è sempre più necessario, per continuare ad immaginare mondi diversi e costruire alternative basate su solidarietà e mutuo soccorso e riprenderci sogni e bisogni!

QUE SE VAYAN TODOS! il 7 tutti in piazza della Scala.

Author:

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *