Operazione Mediterranea, Disobey Law, Overcome Borders, Save Humans.

Domenica 11 Novembre dalle 18.00 al Centro Sociale Cantiere
Incontro con il collettivo Euronomade:
“La sovranità nazionale contro le moltitudini meticce”
Intervengono: Sandro Mezzadra, Simone Pieranni e Toni Negri attraverso un intervento registrato al seminario “Resistenze molteplici”.

A partire dalle 20.00
“Abbiamo una nave! Operazione Mediterranea”
Helena Janeczek 
* Ada Talarico (
YaBasta Bologna), attivista di Mediterranea
* Maso Notarianni, di ritorno dalla nave Mar Jonio
* Materiale selezionato dal Diario di bordo della nave Mar Jonio.Contemporaneamente sarà possibile mangiare con l’aperitivo e la cena con menù mediterraneo.

Dalle 20.00 cena Mediterranea.

Tutta la giornata è stata costruita in collaborazione con il Comitato Zona 8 SolidaleEuroNomade e la piattaforma di Operazione Mediterranea Saving Humans


«Operazione Mediterranea», il diritto di salvare vite umane

Vorremmo che la nostra nave fosse attraversata, in mare e in terra, dalle mobilitazioni che sulla migrazione – da Ventimiglia alla Puglia, da Catania a Milano, per fare solo qualche esempio – si sono determinate in questi mesi; vorremmo che la Mare Jonio diventasse una sorta di forum, che fosse appropriata da migliaia di donne e uomini, che fosse portata nelle piazze e nelle strade, che attorno a essa proliferassero le narrazioni di una migrazione radicalmente diversa da quella dei ringhi e dei decreti di Salvini: vorremmo che la nave fosse uno strumento per parlare in un altro modo dell’Italia e dell’Europa, a partire in primo luogo dalle città.

Non sottovalutiamo la difficoltà del momento. Sappiamo di agire in una condizione di minoranza, di dover fronteggiare un’egemonia a noi ostile sui temi della migrazione; sappiamo che negli ultimi mesi l’equazione tra il migrante e il nemico (a cui hanno dato negli scorsi anni un contributo essenziale anche forze politiche che non si definiscono di destra) è stata radicalizzata, autorizzando e promuovendo la diffusione capillare nel Paese di un razzismo ogni giorno più aggressivo. Ma sappiamo anche che questa egemonia può e deve essere rovesciata, assumendosi i rischi e l’azzardo che sono necessari. L’operazione che è cominciata il 3 ottobre, in una data carica di valore simbolico, è un contributo in questo senso.

Una nave, afferma C.L.R. James nel suo grande libro su Melville (scritto nel 1952 in una cella a Ellis Island, in attesa della deportazione dagli USA per “attività anti-americane”), non è in fondo altro che l’insieme variegato dei lavori e delle attività che si svolgono a bordo, che letteralmente la costituiscono. Ecco, la nostra nave non sarebbe nulla senza la passione e l’impegno di centinaia di donne e uomini, che hanno lavorato e lavorano non solo per far navigare la Mare Jonio, ma anche per costruire e moltiplicare nuovi ponti tra il mare e la terra. Una nave, aggiungeva James, “è una miniatura del mondo in cui viviamo”. Nel nostro caso, è una miniatura del mondo che ci impegniamo insieme a costruire. E siamo certi che diverremo presto migliaia a condividere questo impegno.

Leggi alcuni contributi:
Abbiamo una nave di Sandro Mezzadra.
Mediterranea, la via di terra

Guarda il video:
E’ tempo di mettere in mare una nave.

euronomade.info
cantiere.org
mediterranearescue.org

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