Salvini e Orban, Milano non ci sta!

il 28/08, in occasione dell’incontro a milano tra il Ministro degli Interni Salvini e Il Primo Ministro ungherese Orban, migliaia di persone si sono trovate in p.za San Babila per manifestare contro i due capi di stato opponendosi chiaramente alle politiche xenofobe proposte dai due. Il modello a cui Salvini vuole ispirarsi è quello di un paese dove qualsiasi aiuto a un migrante “illegale” è punito col carcere, dove vige una tassazione straordinaria del 25% per qualsiasi attività volta ad “aiutare l’immigrazione” e dove 3/4 dei confini sono trincerati. Questo non è il nostro modello Milano l’ha ribadito, la nostra Europa non ha confini! 

Prima di passare difronte alla prefettura siamo stati al consolato dove abbiamo segnalato con della vernice rossa il sangue versato da chi, come orban e salvini, innalza barriere impedendo impedendo la libertà di movimento di persone, chi riversa nel dibattito pubblico tesi razziste e xenofobe, accusando chi migra di tutti i problemi economici e sociali del paese.

 

Migliaia di persone si sono mosse dal presidio in Piazza San Babila attraversando le vie del centro al grido di:
“La nostra Europa non ha confini, siamo tutti clandestini” e “i vostri confini uccidono”, contro l’incontro di Salvini e Orban in prefettura. 

Salvini e Orban sono simbolo delle politiche razziste e xenofobe, dell’innalzamento dei confini e della Fortezza Europa, e sono pronti, ancora una volta, a stringersi la mano sulla pelle dei migranti.
Milano, la città meticcia, non ci sta, e inizia l’anno con un corteo colorato, meticcio e antirazzista, rilanciando i prossimi appuntamenti in città, come il decennale della morte di Abba, ammazzato il 14 settembre 2008 a Milano dal razzismo.
Un Festival Antirazzista dal 7 al 16 settembre in Piazza del Cannone e al Parco Sempione e la Manifestazione Antirazzista del 22 settembre. Momenti dove continuare a costruire un discorso razionale sulle migrazioni per decostruire la retorica razzista, omofoba e sessista che dilaga nel dibattito pubblico e nel linguaggio quotidiano.

  

 

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