“Non è necessario essere algoritmisti per essere materialisti”

 

“Le tecnologie si spostano vanno in giro sono molto mobili, la forza lavoro anche. 
e questo porterà sicuramente ad una mescolanza anche di tipo conflittuale.”

 

da Nuvole Marziane di Antonio Caronia
 
 
 

Due chiarimenti

Anzitutto, proviamo a chiarire due concetti che spesso contribuiscono a gettare un’ombra di incomprensibilità quando si affronta il tema delle tecnologie digitali.

 

1) Cosa sono gli algoritmi? Questi “esseri” chiamati in causa di frequente non sono, in realtà, qualcosa di astratto. Sono delle semplici operazioni di comando. O meglio, sono delle procedure per fare qualcosa. Per esempio, una ricetta è un algoritmo. Gli algoritmi, dunque, sono dappertutto, accompagnano la nostra vita quotidiana: ci mostrano il meteo sullo smartphone, ci indicano la strada quando usiamo il navigatore, ci permettono di inviare le email, decidono i prezzi dei prodotti che compriamo… Certo, a differenza di una normale ricetta, gli algoritmi che mediano la nostra vita tecnologizzata hanno una complessità tale per cui veramente una minuscola parte della popolazione planetaria è in grado di leggerli correttamente. Un esempio su tutti è che Facebook stesso, appena un anno fa, ha dichiarato che nessuno dei suoi sviluppatori è più in grado di comprendere come agisce l’algoritmo di personalizzazione del Feed News, scritto da centinaia di mani diverse nell’arco di ormai dieci anni. Ma dobbiamo riuscire a dissipare la nebbia che li circonda, e guardare la luna: gli algoritmi sono tecnologie sociali, incarnano cioè i desideri (e le paure) della società che li produce. Nelle mani degli autori di algoritmi risiede un enorme potere materiale: anche la più piccola modifica di un algoritmo molto diffuso può avere enormi conseguenze per tutti, rafforzando di fatto alcune prospettive sulla realtà e indebolendone altre. Sarà anche vero che la libertà costa cara mentre la Silicon Valley paga decisamente bene, ma è necessario rimboccarsi le maniche e tuffarle dentro questo mondo che conosciamo troppo poco, per manipolarlo e tirarne fuori la ricchezza che può produrre per tutti, sottraendola al profitto di pochi.

 

2) Cosa sono i dati? Sgomberiamo il campo dall’idea che esistano dei dati grezzi. Siamo solitamente abituati a pensare che tutti i giganti mangia-dati, capitanati tanto da Google quanto dall’NSA, abbiano a disposizione una massa di dati “vergini”, neutrali. I dati sono un’opinione. Qualunque dato, per esistere in quanto dato, deve essere misurato: la percezione è di conseguenza sempre mediata da qualche sensore, di carne o di metallo e silicio che sia, che ci restituisce solo alcune informazioni, ritenute più di valore rispetto al contesto in cui ne abbiamo bisogno; la percezione è di conseguenza sempre il risultato di una selezione, di una scelta. I sensori, essendo dispositivi di cattura, sono sempre al servizio di uno scopo. I dati altro non sono che dei fatti, sempre situati in un qui e ora, che riguardano cose, persone, luoghi, fenomeni e che noi raccogliamo e organizziamo per poterli leggere e analizzare: sulla base della sintesi che facciamo tra le informazioni che riceviamo e la nostra precedente esperienza, configuriamo la nostra azione. Se ad esempio i dati descrivono certe condizioni climatiche che fanno concludere che pioverà, probabilmente prenderemo l’ombrello prima di uscire all’aperto. Ma i dati non sono una sostanza che esiste di per sé, sono anch’essi un prodotto del linguaggio; non esistono dei dati universali che descrivono esattamente il mondo, possono esistere dei dati più o meno precisi. Il che vuol dire che, qualsiasi infrastruttura costruiscano i signori del silicio, non potranno mai prevedere questo scarto che è proprio del linguaggio.

 

L’idea positivista che il mondo sia perfettamente conoscibile è una menzogna che funziona come un mito, che affascina perché porta con sè il sogno ancestrale di controllare tanto l’ambiente quanto il corpo e sopravvivere cosi nell’evoluzione: le tecnologie, vere e proprie espansioni del corpo, sono esplose verso l’esterno promettendo un futuro migliore per l’umanità intera. Dobbiamo però fare i conti con il fatto che non ci sarà nessun futuro migliore ad aspettarci se permettiamo ad algoritmi proprietari e segreti di regolare le nostre vite fino alle sfere più intime della nostra esistenza: macinando dati parziali, questi algoritmi ci restituiranno sempre una unica risposta universale e trascendente. Dietro alla menzogna dell’imparzialita scientifica dei dati, di un mondo conoscibile e misurabile il cui contenuto (compresi i suoi abitanti!) può essere codificato tecnicamente, si nasconde l’imposizione silenziosa una unica visione del mondo: there is no alternative, mantra della tecnocrazia neoliberista. Ma quale spazio di autonomia e di libertà esiste in un mondo in cui esiste una sola e unica risposta di fronte ai bisogni e ai desideri individuali e collettivi?

Se gli algoritmi sono intelligenti, è solo grazie a noi, all’enorme quantità di lavoro gratuito che facciamo a nostra insaputa, connettendoci ogni giorno alle app che mediano il nostro rapporto con il mondo: se pubblico una foto di una persona su Facebook e applico il tag “sono felice”, sto contribuendo a insegnare all’intelligenza artificiale quale espressione facciale associare allo stato emotivo della felicità. Questo piccolo fatto, moltiplicato per i due miliardi di utenti mensili attivi sulla piattaforma, probabilmente significa che un robot antropomorfo, da qualche parte, avrà più possibilità di scegliere l’espressione giusta da assumere quando usa determinati gruppi di parole. Se siamo parte di un processo che genera guadagno, vogliamo essere pagati per il lavoro che facciamo: vogliamo tutti i soldi di Google, di Facebook, di Amazon. Perchè gli algoritmi hanno un cuore: il nostro.

 

Quattro fallimenti

Poco più di due anni fa un algoritmo di Google Images identificò come “gorilla” le persone di colore che comparivano in una fotografia, poiché le sole immagini taggate come “persone” che aveva elaborato durante l’addestramento raffiguravano persone con la pelle bianca: questo episodio racconta che le macchine sono riflesso di chi le ha prodotte …che in questo caso era uno sviluppatore con evidenti problemi nella sua vita sociale!

 

Potrà sembrare strano, ma le cause della morte di Joshua Brown sono molto simili: schiantatosi a tutta velocità contro un tir con la sua Tesla Model S del 2015, Joshua è stata la prima vittima di un incidente in cui alla guida ci fosse AutoPilot. Tesla commentò così: “La fiancata dell’autoarticolato era bianca, né Autopilot né il conducente sono riusciti a distinguerla dallo sfondo del cielo luminoso”. Ovvero, la macchina-che-si-guida-da-sola ha ancora dei gravi problemi a svolgere la sua funzione più elementare: distinguere una figura dallo sfondo. C’è sempre uno scarto tra una tecnologia progettata in laboratorio e una tecnologia in funzione nel mondo reale.

 

Un’altra storia racconta che durante un servizio trasmesso dalla National Public Radio su Amazon Echo, diversi segnali pronunciati ad alta voce in trasmissione siano stati letti come comandi dai dispositivi Echo degli ascoltatori: uno di questi riportò che Echo, non distinguendo la voce radiofonica da quella del suo proprietario, aveva erroneamente sparato il termostato a 70 gradi Farenheit!

 

All’inizio degli anni ’80, la Air Force statunitense progettò l’ X-29: un aereo fighter con le ali al contrario, che chiedeva un computer tre volte più potente per controllare i movimenti: un errore di un quarto di secondo determinava la totale perdita del controllo. L’ X-29 però guadagnava in manovrabilità quello che perdeva in stabilità: non richiedeva tutta l’energia che serviva ai fighters ordinari per cambiare direzione, semplicemente “cadeva” nella direzione indicata. L’aereo non è mai stato prodotto, ma ha permesso di fare importanti studi sulla stabilità e sulla manovrabilità. Ci sono dei casi in cui la fallibilità è prevista sin dal principio nei sistemi uomo-macchina: non è dunque un errore ma un vantaggio di progettazione.

 

Una ipotesi

Questi quattro aneddoti mostrano che è possibile rendere visibile il funzionamento di complicati algoritmi di apprendimento automatico cosi come dei dispositivi smart che abitano la nostra quotidianità: come nella tradizione cinematografica, l’infrastruttura diventa visibile quando fallisce. Se il successo delle tecnologie è dato in parte dalla loro capacità di farsi invisibili (pensiamo alle protesi che “spariscono” nel corpo, per esempio, o alle interfacce, che non devono essere invadenti, ma anche ai dispositivi indossabili), forse tutto ciò che dobbiamo fare è moltiplicarne le occasioni di fallimento e rompere, pezzo dopo pezzo, il vaso di Pandora, per riprenderci tutta la ricchezza che ci appartiene.

 

Cyber*Resistance

 

Contributi:

Vai all’evento: I Robot non crescono sugli alberi! Presentazione del libro: Forza Lavoro, il lato oscuro della rivoluzione digitale con Roberto Ciccarelli e Andrea Fumagalli

Leggi: Nuvole Marziane di Antonio Caronia

 

Altri contributi di Cyb*Res:

A Genova non avevamo gli smart phones

Whatsapp + Facebook = Telegram? Noi scegliamo Signal!

Poxit: leave or remain? Cosa pensiamo di Pokemon Go

“Io sono vivo, voi siete morti!” Intervista postuma ad Antonio Caronia 

articoli

Buss a Dinner/Space Dinner – Cena e dibattito sulla canapa

BUSS A DINNERCena e dibattito sulla Canapa Questo sabato al Cantiere una serata dedicata alla canapa e ai suoi benefici in cui approfondire il referendum sulla legalizzazione della cannabis. Cena a base di canapa powered by Taverna Sociale Clandestina  Parleremo...

Ciao Vito, continueremo a disegnare altri mondi possibili

Ciao Vito, compagno instancabile con il sole e con la pioggia. La tua ruvidezza sincera e il tuo brontolare operoso ci faranno compagnia non solo nei ricordi ma rimarrai per sempre presenza costante. Non dimenticheremo mai la tua creatività artigiana, l'entusiasmo...

Natale Solidale a SanSiro! 18 dicembre dalle 15 in pza Selinunte

Sabato 18 dicembre "NATALE SOLIDALE A SAN SIRO" dalle 15.00 in piazzale Selinunte! Programma della giornata:h 15:00 laboratorio artistico, stencil e colori per tutte tutti a cura della Bottega delle Arti di SMS Spazio di Mutuo Soccorso;h 15:30 lezione di boxe per...

Milano non dimentica Piazza Fontana. Ama la libertà, rifiuta fascismo e razzismo.

Non c'è futuro senza memoria: durante il corteo per non dimenticare la strage di #PiazzaFontana siamo passati di fianco al consolato Libico, dove abbiamo voluto lanciare un messaggio di solidarietà con le proteste che da settimane ormai proseguono sotto l' #Unhcr di...

Recovery Plan-et: Tax the rich! 7 Dic @Prima della Scala

Oggi è andato in scena il #MutuoSoccorso alla #PrimadellaScala perché costruire dal basso un'alternativa a questo sistema insostenibile è urgente e necessario! Questo modello di sviluppo si basa sullo sfruttamento del pianeta e di chi lo abita. Le conseguenze del...

10 Dicembre Corteo Studentesco – NON C’È FUTURO SENZA MEMORIA – Gli studenti non dimenticano Piazza Fontana!

Il 12 dicembre del 1969 in piazza Fontana esplode una bomba uccidendo 17 persone e ferendone quasi 100. A mettere la bomba fu il gruppo fascista Ordine Nuovo, con il mandato e l’appoggio dei servizi segreti dello stato. PerchéAlla fine degli anni ‘60, i movimenti...

Fantasie di complotto e cospirazioni neofasciste

OGGI ORE 18.30 IN DIRETTA LIVENelle piazze d'Italia e del mondo una vulgata che mischia individualismo, irrazionalismo e attrae anche generiche istanze di rabbia sociale si sta mobilitando, sostanzialmente nel nome della sfiducia nella scienza.PARLIAMO CONLeonardo...

Piantum/Azione: lunedi 29 novembre in piazza Stuparich

Un piccolo gesto per costruire città più vivibili contro la cementificazione selvaggia.  Continuano le nostre Piantum/Azioni, perchè prendersi cura del verde di piazza Stuparich significa prendersi cura del nostro pianeta! Lunedi 29 l'appuntamento è alle 8, per...

San Siro: basta sgomberi, la casa è un diritto!

Stamattina San Siro si è svegliata con le camionette, un quartiere militarizzato e una mattina di sgomberi.In via Abbiati una donna occupante per necessità, sola con tre figli, di cui una minorenne che era a scuola è stata buttata per strada. Tanti soldi pubblici per...

Quali libertà? Quali conflitti?

Come parlare di Libertà senza cadere in una logica individualista priva di solidarietà, senza pensare a un ribaltamento del sistema? Per comprendere quello che sta succedendo, ci facciamo aiutare da alcune tracce di riflessione, e nel farlo, vi proponiamo le nostre....

eventi

Buss a Dinner/Space Dinner – Cena e dibattito sulla canapa

BUSS A DINNERCena e dibattito sulla Canapa Questo sabato al Cantiere una serata dedicata alla canapa e ai suoi benefici in cui approfondire il referendum sulla legalizzazione della cannabis. Cena a base di canapa powered by Taverna Sociale Clandestina  Parleremo...

Dischi Volanti 21 Gennaio 2022

👽DischiVolanti👽🍺APERITIVO BEER&CHEESE🧀🔥MERCATINO DEL VINILE🔥🔸Venerdì 21 Gennaio, dalle 19:00, ci vediamo al Cantiere per un aperitivo genuino con le birre e i formaggi del Gruppo di Acquisto Solidale Popolare.🔸In contemporanea, un bellissimo mercatino di vinili...

Tributo a De Andrè e Cena ligure

“Non essendo padrone che di una piccola arte spesso dovetti cambiarla con il cibo” Sabato 15 Gennaio, a 24 anni dalla morte del cantautore, omaggiamo Fabrizio De Andrè con una CENA LIGURE. PER PRENOTARE https://www.eventbrite.com/.../cena-ligure-in-tributo-a......

AfroVibration: sabato 11 dicembre cena e musica

AfroVibrations w/ DJ Halo & DJ MadMattSABATO 11AFRO VIBRATIONSMUSIC AGAINST RACISM Al Cantiere, una serata antirazzista a base di ritmi afro Unire musica e antirazzismo, raccontando altri mondi possibili, senza confini e senza muri AI CONTROLLIDJ HALO outta...

19 dicembre – Cenone di Natale al Cantiere!

Cenone di Natale al Cantiere! Per prenotare clicca qui: https://www.eventbrite.it/e/gran-cenone-di-natale-tickets-222905756117 Domenica 19 dicembre dalle 20.00 un’ultima cena per chiudere in buona compagnia questo 2021 di lotta e solidarietà. Un menù ricco e gustoso...

Fantasie di complotto e cospirazioni neofasciste

OGGI ORE 18.30 IN DIRETTA LIVENelle piazze d'Italia e del mondo una vulgata che mischia individualismo, irrazionalismo e attrae anche generiche istanze di rabbia sociale si sta mobilitando, sostanzialmente nel nome della sfiducia nella scienza.PARLIAMO CONLeonardo...

Cena d’autunno per le spese legali del Cantiere.

Domenica 21 novembre 2021 dalle 20.00 al Cantiere CENA D’AUTUNNO PER LE SPESE LEGALI Una cena a km0 e solidale con prodotti del G.A.S.P. – Spazio Mutuo Soccorso Una cena come sempre all’insegna della socialità, del buon cibo e della buona musica, a sostegno delle...

ZeroCalcare: Proiezione della serie “Strappare lungo i bordi”

  Venerdi 19 novembre 2021 dalle 21.30 al Cantiere Dopo l'incontro "Quali libertà? Quali conflitti?" Strappare lungo i bordi / maratona della serie di Zerocalcare   Da Rebibbia arriva ''Strappare lungo i bordi'' la serie animata di ZeroCalcare (6 episodi da...

Incontro pubblico: quale libertà, quali conflitti?

Venerdì 19 Novembre, al Cantiere, alle 19.00 A nostro parere la contrapposizione tra libertà individuale e la libertà coniugata con la solidarietà e la responsabilità sociale è il discrimine attraverso cui leggere quelle piazze. [...]Invece di avere la Libertà di fare...

Storiemigranti con Nicola Bernardi e il fumettista Sio

Venerdì 12 Novembre 2021 alle h. 19 al Cantiere Presentazione del libro Storiemigranti con Nicola Bernardi e il fumettista Sio. Prenota qui per te e amici per aiutarci a organizzare al meglio lo spazio e garantire la salute di tutt* Serata benefit per Mediterranea con...

approfondimenti

Quale libertà?

Già da quest’estate manifestazioni e proteste contro il Green pass si sono verificate in molte città d’Italia.A nostro parere la contrapposizione tra libertà individuale e la libertà coniugata con la solidarietà e la responsabilità sociale è il discrimine attraverso...

Da Milano al Messico, “EL AGUA ES DEL PUEBLO”, #FueraBonafont! – azione solidale per l’acqua

#boycottdanone FUERA BONAFONT [ITALIANO] Oggi, 11 giugno, a 10 anni dal referendum contro la privatizzazione dell'acqua, siamo stati davanti alla sede del gruppo Danone, di cui fa parte Bonafont, e abbiamo lasciato davanti all’ingresso della loro sede vernice rossa a...

Pueblos Zapatistas Unidos contro il furto dell’acqua: #FueraBonafont

“Bonafont” è una impresa legata al gruppo francese “Danone” che si dedica all’imbottigliamento dell’acqua. Dal 1992 Bonafont si è installata nel territorio di Puebla, in Messico, senza che le popolazioni locali venissero in alcun modo consultate dallo Stato, che ha...

No Profit On Pandemic!

Nessun profitto sulla pandemia. Cure e vaccini per ciascun* ovunque e gratuiti.Durante entrambi gli incontri affronteremo, da vari punti di vista, la battaglia che vede contrapposti grandi attori globali di fronte alla sfida delle vaccinazioni contro il Covid 19 e le...

Restituiteci Sankara.

Restituiteci Sankara.L’Africa non è una macchia nella cartina del mondo, non può essere rimossa. Esiste non molto lontano, a due passi dal mare, che si chiama Africa. L'opinione pubblica europea sa che da lì partono le imbarcazioni dei migranti, in fuga dalla...

Vive la Commune!

150 anni fa, una delle più straordinarie esperienze rivoluzionarie della storia contemporanea: la Comune di parigi. Sconfitta dalle armi dell'esercito del Kaiser ha lasciato un'eredità raccolta per tutto il secolo successivo da chi ha alzato la Bandiera Rossa per la...

Un altro mondo è possibile: a 19 anni da Genova.

STOP GLOBAL WAR: AVEVAMO RAGIONE NOI. Non dimenticare genova per continuare a costruire altri mondi possibili. Nel 2001 a Genova migliaia e migliaia di persone da tutto il mondo invasero le strade contro il g8, il vertice dei "grandi potenti" del mondo. Era il...

Contro le passioni tristi, le sardine urtano il populismo

Di MARCO BASCETTA Nel cercare di comprendere la natura dei movimenti, la loro direzione di marcia, il posto che occupano nella sfera politica si rischia sempre di essere prematuri o inattuali. Del resto ogni movimento sociale è attraversato da flussi emotivi e bisogni...

In Cile il neoliberismo è in crisi

In Cile si sintetizza una combinazione esplosiva di un libero mercato senza anestesia e una democrazia completamente delegittimata, che conserva solo il suo nome. È degenerato in una plutocrazia che, fino a pochi giorni fa - ma non più - è stata misurata dalle...

Il Sud America si solleva contro il neoliberismo

Il neoliberismo è in crisi. In molti paesi dell'America latina le piazze sono piene: milioni di persone si oppongono, dal Cile all'Ecuador, alle politiche neoliberali applicate ai governi di destra. Nel frattempo le elezioni amministrative colombiane e quelle...