Giovedì 18 gennaio al Cantiere presentazione del libro “In nome del decoro. Dispositivi estetici e politiche securitarie” 

H.20: buffet 

H.20.30: presentazione del libro “In nome del decoro. Dispositivi estetici e politiche securitarie” con l’autrice Carmen Pisanello e il laboratorio Lilith dell’Università Popolare di SMS 

Carmen Pisanello analizza l’immaginario del decoro muovendo dalla sua rappresentazione mediatica e dalla grande mutazione del dibattito pubblico operata dai media digitali. Parla di linguaggi, ma affonda la sua analisi in questioni materialissime e molto concrete. Mentre queste pagine venivano scritte il ministro Minniti varava un decreto grazie al quale, in nome del decoro, si giustificava un giro di vite sulle libertà pubbliche e i diritti civili.

Come scriveva Mike Davis e come metteva in scena David Cronenberg, ormai anche in Europa, “lo spazio urbano viene sottoposto a rigidi controlli e a sorveglianza, diviso in zone più o meno accessibili, così come viene diviso in campi opposti: da una parte l’ordine, la pulizia, l’uniforme, l’autorizzato, dall’altra il disordine, lo sporco, l’informe, l’abusivo”. Le campagne xenofobe della tv del pomeriggio e l’uso disinvolto del Web 2.0 consentono di portare l’attacco agli spazi pubblici, e a chi questi spazi cerca di viverli, non senza conflitti e contraddizioni. I solerti tutori del decoro animano le nostre illusioni borghesi promettendo di depurare strade, piazze e città dai conflitti che da sempre le animano e le fanno crescere.


Eng.

Carmen Pisanello analyses the imaginary of decency moving from its representation in the media and focusing on the change in public discourse in light of digital media. The author talks about languages, but her study is rooted in real and concrete issues.

While these pages were being written, Minister Minniti was promulgating a new decree that, in the name of decency, would justify a further attack on public liberties and civil rights.

As Mike Davis wrote and as David Cronenberg showed us, Europe is finally seeing “the urban space exposed to strict supervision and surveillance, divided in more or less accessible areas and separated in two opposing fields: on one side order, cleanliness, sameness, entitlement, on the other side chaos, filth, the unformed, the illicit.

Xenophobic propaganda permeates broadcasting and social media, enabling an attack against public spaces and the people inhabiting them, amid conflicts and contradictions.

The diligent guardians of decency bring the hidden bourgeois inside all of us to life, promising to cleanse street, squared and towns, from the very conflicts that have always enlivened and changed them.