Cantiere e Naga presentano Premio Abba al 22° Milano Film festival
3 ottobre alle 17.00 nella Sala Grande di BASE Milano.
Dopo la proiezione di Jululu e della nuova ricerca filmica sulla Iuventa di Michele Cinque, ci sarà un dibattito sul Mediterraneo e sulla vicenda delle ONG con Emergency, Naga e Comitato per non dimenticare Abba.

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Il premio Abba quest’anno va a Michele Cinque per il suo lavoro poetico Jululu sul caporalato agricolo in Puglia e sulla resistenza di personaggi come Yvan Sagnet, ingegnere, autore di Ama il tuo sogno e promotore del primo sciopero organizzato nelle campagne dei pomodori di Nardò, e per lasua nuova ricerca filmica a proposito della nave Iuventa, quella della piccola ONG Jugend Rettet sequestrata ad Agosto.

Ogni anno il Comitato per non dimenticare Abba e fermare il razzismo decide di premiare un film che si sia distinto per aver utilizzato il potere cinematografico per parlare di antirazzismo.
A 9 anni dall’omicidio per mano razzista di Abba, decidiamo di consegnare il premio Abba a Michele Cinque per due film che dipingono alla perfezione da un lato il quadro agghiacciante delle politiche europee, del razzismo diffuso nel nostro Paese e dall’altro come il processo di criminalizzazione dell’immigrazione si sia esteso dalla criminalizzazione dei cittadini stranieri a quella di chi offre assistenza.

“Jululu” è un viaggio musicale in un angolo di Africa nel Sud Italia che ci porta dentro le problematiche dello sfruttamento dei braccianti nei terreni agricoli attraverso il duplice sguardo di Yvan Sagnet e Badara Seck. Badara Seck, musicista e griot senegalese, come una guida sciamanica attraversa questi luoghi alla ricerca di Jululu, l’anima collettiva africana, fino ad arrivare in uno dei ghetti dove si riversano i lavoratori agricoli immigrati per la stagione della raccolta. Yvan Sagnet, importante esponente delle rivolte dei braccianti in Italia, è la voce del film e, attraverso i suoi pensieri, la critica sociale dal ghetto si estende fino all’intero sistema economico che determina le condizioni di una nuova schiavitù. Un cortometraggio alla scoperta dell’orrendo mondo della nuova schiavitù fra le campagne italiane che mostra il volto di un’Italia razzista, dove il business sulla pelle dei migranti si mostra in tutta la sua crudeltà, giocando sulla continua condizione di ricattabilità a cui sono sottoposti i migranti, disposti ad essere sfruttati nelle campagne del Sud Italia perchè non hanno alternative per sopravvivere. E’ anche una storia di di diritti negati, di resistenza e di lotta perchè “Non è possibile effettuare il cambiamento senza una certa dose di follia”, come ci dice Yvan Sagnet alla fine del film, voce narrante e volto chiave del film, e anima delle prime rivolte dei braccianti a Nardò.

Per maggiori info sul film: http://www.artribune.com/arti-performative/cinema/2017/09/jululu-anima-africana-un-film-sul-caporalato-e-i-nuovi-schiavi-venezia-migranti

La seconda ricerca filmica è a proposito della nave Iuventa, quella della piccola ONG Jugend Rettet sequestrata ad Agosto dopo essersi rifiutata di firmare il codice di condotta stilato da Minniti per le Organizzazioni Non Governative. Il 25 luglio Minniti convoca le ONG per firmare il codice di condotta, ma la risposta di Jugend Rettet, di Medici Senza Frontiere e di sottoscrivere un documento che limita le possibilità di salvare vite umane, primo obiettivo cui il lavoro delle organizzazioni si ispira. E se fino a pochi mesi fa il lavoro delle ONG non era in discussione, a partire dalle accuse prima da parte di Frontex e poi da parte del Procuratore di Catania Zuccaro, sulla collaborazione tra ONG e scafisti, si è arrivati a questo: non solo si specula sulla vita delle persone, ma anche su chi dedica la propria vita a salvare vite di altri. Si sa, la calunnia è un
venticello, e può diventare ben presto un ciclone, soprattutto se fa comodo ad alimentare razzismo e a raccogliere voti, e così, tra il pre-vertice a Parigi e il vertice di Tallin, il ministro dell’Interno Minniti decide di stilare un codice di condotta per le ONG che soccorrono i migranti in mare. Il regolamento prevede una serie di misure scontate come il divieto di entrare in acque territoriali libiche, il dovere di coordinare ogni operazione di salvataggio con la centrale operativa di Roma o il divieto di spegnere i trasponder, ma anche alcuni punti controversi come la presenza degli agenti armati a bordo e il divieto di trasferire i naufraghi da un’imbarcazione a un’altra durante le operazioni di soccorso. Pochi giorni dopo il rifiuto delle ONG di firmare il codice di condotta, la nave Iuventa viene seuestrata per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” e “collaborazione con i trafficanti di uomini”.

Dopo la proiezione ci sarà un momento di dibattito con Emergency, Naga e il Comitato per non dimenticare Abba sul lavoro delle Organizzazioni Non Governative, la polemica strumentale volta a limitare il loro lavoro, il rifiuto del codice di condotta di Minniti e le prospettive future rispetto alle politiche europee sulla migrazione.

Info:
www.cantiere.org
www.naga.it 
www.milanofilmfestival.it