Nel nome della sicurezza: Minniti e il peggior razzismo di Stato

In nome della sicurezza l’Italia di Minniti svela il peggior razzismo istituzionale; prima con le nuove leggi su immigrazione e sicurezza: da una parte 19 milioni investiti per le espulsioni dei migranti con nuovi CIE (CPR) e con l’accelerazione dei processi per la richiesta di asilo (l’unico modo per rimanere legalmente in Italia), che uniti agli accordi bilaterali con Paesi come Mali, Sudan, Nigeria e Libia per bloccare i migranti prima del Mediterraneo alimentano non solo lo stesso genocidio nel Mediterraneo, ma generano la morte di migliaia di persone prima ancora della fuga alla ricerca di un futuro; dall’altra una spietata guerra ai poveri, tanto più se sono migranti.

 

E’ questa la direzione verso cui si stanno muovendo il governo italiano e l’Europa, confermata anche all’ultimo vertice europeo a Tallin: lasciare morire i migranti nelle prigioni libiche o chissà dove nel deserto, aumentando i finanziamenti alla Libia ed esternalizzando le frontiere oltre il mar Mediterraneo allontanando la morte dagli occhi della Fortezza Europa, e lasciando il gioco sporco a Paesi terzi. E oltre a speculare sulla vita delle persone, i vertici europei decidono di speculare anche su chi decide di dedicare la propria vita a salvare vite, assumendosi le responsabilità delle istituzioni, stilando un codice di condotta per le Organizzazioni Non Governative, limitandone il lavoro, impedendo loro di fare ciò che di più naturale dovrebbe essere: restare umani. 

 

In questo panorama politico agghiacciante, dove additare il migrante come capro espiatorio della crisi che politiche europee e nazionali hanno generato diventa conditio sine qua non per accumulare voti e diffondere odio e paura per porsi da garanti di chissà quale sicurezza, succedono episodi vergognosi come quelli dei blitz in Stazione Centrale a Milano o dello sgombero di Piazza Indipendenza a Roma.

Il PD al governo e la giunta Raggi del M5S sono alla rincorsa della peggior destra, lasciandosi andare ad affermazioni degne solo della Lega Nord: l’ex premier Renzi che non si fa problemi ad affermare “aiutiamoli a casa loro”, lo stesso che durante il suo governo ha sestuplicato l’export di armi in tutto il mondo, la sindaca di Roma che dopo aver annunciato guerra ai rom, permette scene vergognose come quelle di Piazza Indipendenza.

A Milano vere e proprie retate della polizia a caccia di migranti senza documenti, con la conseguente espulsione di decine di persone. 

A Roma sgomberati con idranti e manganelli a Piazza Indipendenza 150 donne, uomini e bambini che si erano accampati vicino alla stazione dopo lo sgombero del palazzo di via Curtatone, occupato quasi unicamente da richiedenti asilo o rifugiati, e quindi anche per la legge ritenuti degni di rimanere in Italia.

 

Davanti alle vergognose giornate di Roma e Milano, di fronte al genocidio del Mediterraneo e oltre mare che l’Europa ha deciso di finanziare, non resteremo a guardare. 

Sappiamo bene che l’unica sicurezza sono diritti e dignità per tutte e per tutti.

Sappiamo che non esiste sicurezza che giustifichi il razzismo istituzionale messo in atto dai governi degli ultimi vent’anni, e cresciuto in Italia negli ultimi mesi.

Sappiamo che l’unico antidoto a tutto ciò è continuare a costruire territori resistenti, meticci e solidali. E i razzisti seduti in poltrona che continuano a soffiare sulla paura dovranno rassegnarsi al fatto che siamo una società meticcia e che lottare per i diritti dei migranti significa lottare per i diritti di tutte e tutti.

Nessuna persona può essere considerata illegale.

 

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