E’ in corso il G7 a Taormina e, a partire dalla sospensione di Schengen, vediamo come questo grande evento spalanchi le porte della repressione e del suo sviluppo dopo l’approvazione delle neo-leggi su sicurezza e repressione dei diritti.

Una situazione al limite è quella raccontata dalle immagini di Medici Senza Frontiere postate su Twitter nella giornata di venerdì. La Nave Prudence è costretta a navigare con un carico di persone che è il doppio della capienza massima, senza poter attraccare in Sicilia poiché per motivi di sicurezza, tutti i porti sono stati chiusi per il G7.

Dopo tutte le polemiche strumentali sulle ONG, la verità è che queste sono solo l’occhio scomodo delle violazioni nel Mar Mediterraneo, come conferma il fatto che la Guarda Costiera libica spara contro una motovedetta italiana giustificandosi perchè “pensava fosse un barcone con migranti a bordo”: ecco allora dove vanno i 150 milioni che l’Italia sta dando a Finmeccanica per i sistemi di controllo in Libia. Non sono le ONG il problema, ma il continuo investimento sulla pelle dei migranti, la militarizzazione dei confini per cui non è possibile per le navi attraccare con migliaia di vite a bordo.

Oggi la faccia del decreto Minniti sulla sicurezza svela, ancora una volta, il suo volto repressivo, con 150 fermi di compagne e compagni dall’Italia e diversi fogli di via. Misure preventive e limitazioni della libertà di movimento fanno parte della macchina repressiva messa in atto dal governo Gentiloni per colpire chi in uesto Paese continua a voler dire la propria, chi ha deciso di non abbassare la testa, ma continuare a lottare. Questa legge è un altro passo verso la repressione del dissenso, oltre che una guerra spietata ai poveri. 

I 7 potenti vertici del mondo devono poter agire indisturbati chiusi nel loro palazzo prendendo decisioni sulla nostre vite, responsabili di scelte sui territori ben lontane dai desideri e dai bisogni di chi i territori li vive ogni giorno.

 

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