Per due giorni, nella Milano della finta sicurezza e della falsa accoglienza, grazie al lavoro di un quartiere meticcio e solidale, si sono abbattute le mura di diffidenza e paura che troppo spesso sentiamo fomentare da predicatori di odio per professione o da sterili retoriche dei mass media.

Due splendide giornate che hanno visto protagonisti i migranti, determinati a rivendicare i propri diritti, felici di raccontarsi e di conoscere i cittadini del uartiere e non solo. 

“Nessuna persona è illegale” le parole che abbiamo ripetuto a gran voce a partire dall’assemblea pubblica di sabato, la quale ha visto grande partecipazione dei migranti dai diversi centri di accoglienza di questa città, che hanno voluto mettersi in gioco parlando delle nuove politiche governative, a partire dal decreto Minniti e dagli accordi bilaterali che l’Italia e l’Europa stanno stringendo con diversi Paesi da cui i migranti provengono (come Libia o Turchia), passando poi a discutere di un sistema di accoglienza fallimentare, nonostante i vanti di avanguardia, che poi nella pratica non corrispondono ad un reale miglioramento delle condizioni di vita delle donne e degli uomini che scelgono, o almeno provano, a rimanere. 

“Together we can all”: uomini e donne, italiani e migranti, dei centri e non, lavoratori e studenti, associazioni, attivisti, precari, abitanti dei quartieri popolari; questo il messaggio di lotta e di speranza che abbiamo dato tutte e tutti insieme. 

“Women don’t need men to solve their problems”, le parole di una donna forte, che dopo un viaggio lungo e tormentato è arrivata nel nostro Paese e ora si trova alla ex Caserma Montello. Sguardo determinato ed un’energia che raramente abbiamo visto prima, ha chiamato tutte le donne a lottare per i propri diritti, a non avere paura, a credere che un altro mondo sia possibile, un mondo in cui le differenze di ogni natura siano ricchezza e non motivo di conflitto. 

“Non vi racconterò perchè sono scappato dal Gambia e la mia storia personale, i problemi con mio padre o altro, voglio raccontarvi cos’è il Gambia e come è stato il mio viaggio”. Queste le parole di un richiedente asilo che ha raccontato alle persone del quartiere del suo Paese, della terra da cui è fuggito e del viaggio che lo ha portato fino alla nostra città. Una platea a bocca aperta di fronte a un ragazzo che con gioia e dignità raccontava di sè e di cosa voglia dire scappare dalla propria casa, lasciare tutto senza sapere che cosa ti aspetterà. 

Migliaia di persone hanno attraversato la ex Caserma Montello, abbattendo i muri che la circondano e le barriere mentali che dall’alto diffondono un razzismo istituzionale che sta diventano sistematico.

La solidarietà è la nostra arma, gioia e lotta i nostri modi di stare insieme.

Questo è solo un punto di partenza: vogliamo costruire un percorso di lotta meticcio per dire che “Nessuna persona è illegale”.

Guarda la fotogallery di queste due giornate!

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PROGRAMMA:
18 marzo

13:00 – Aperitivo di benvenuto.
14:30 – ASSEMBLEA PUBBLICA ” Nessuno è illegale” della Milano antirazzista e solidale fuori alla ex Caserma Montello.
Leggi l’appello per l’assemblea: https://www.facebook.com/notes/zona-8-solidale/appello-per-lassemblea-pubblica-del-18-marzo-alle-1430-fuori-dalla-ex-caserma-mo/1890987791147510
15:30 – Torneo di calcio
19:00 – Ristoro, premiazioni e musica.

19 marzo
Mattina – Partecipazione di migranti e solidali alla Stramilano
14:30 – Ristoro e incontro con associazioni e studenti delle scuole
16.30 – Story-telling con i migranti dei centri di accoglienza