Ormai da quest’anno scolastico il 96% delle scuole italiane ha introdotto l’alternanza scuola-lavoro, con il pretesto di favorire l’avvicinamento dei giovani al mondo del lavoro e come offerta formativa.                

Il risultato è l’accordo tra il MIUR, il ministero dell’istruzione, e la McDonald’s, che fornirà 10.000 posti di lavoro per gli studenti.                                                    

Famosa nell’essere una delle più grandi multinazionali a livello mondiale consuma annualmente 600.000.000 kg di carne, provenienti dagli allevamenti intensivi, che  ad ogni 1kg di carne prodotto vengono emessi 16kg di CO2 la cui conseguenza è un disastroso impatto ambientale.                                                            

E in più è conosciuta anche nella schiavizzazione dei loro lavoratori creando un ambiente oppressivo e alienante, dove l’80% dei lavoratori ha un contratto di lavoro solo di poche ore settimanali. Eppure,ad esempio in svizzera, viene considerata una delle migliori aziende dove lavorare .                                                    

La McDonald’s attualmente ha 20.000 lavoratori , la cui metà saranno studenti, risparmiando annualmente 34.000.000 di euro .                                 

Ora noi ci chiediamo: dov’è l’offerta formativa? Come lavorare per la McDonald possa introdurre al meglio lo studente nel mondo del lavoro? E come lavorare in un FAST food possa aiutare lo studente ad apprendere e  a sviluppare delle “competenze di carattere relazionale e comunicazione interpersonale”, quando in 3 minuti deve servire il cliente?                                                                                                

Questo conferma solamente che l’alternanza aiuterà le aziende a trovare un escamotage per risparmiare,utilizzando lo studente come nuova forza-lavoro e la formazione verrà quindi sostituita dallo sfruttamento.                                         

Quello che vi vogliamo dire in poche parole è che lo studente non verrà più trattato come individuo che deve imparare ma come oggetto che deve saper fare, e questo viene palesato da questo accordo.                                     

Ed è anche per questo che noi diciamo NO a questa alternanza scuola-lavoro e a qualsiasi tipo di sfruttamento degli studenti. Perché la scuola è un luogo del sapere e deve aiutare lo studente a formare uno spirito critico non ad introdurlo in modo passivo e normalizzando  un mondo del lavoro sempre più opprimente e precario.

ALT! fermi tutti: così non si può andare avanti insomma. Ecco perché abbiamo deciso di scrivere una carta etica dell’alternanza scuola lavoro: i primi punti che abbiamo definito:

  1. L’ALTERNANZA NON DEVE ESSERE INDIIZZATA TANTO A “CHE LAVORO FARAI DA GRANDE”, MA PIU’ A “COSA TI INTERESSA OGGI”
  2. L’ENTE CHE OSPITA LO STAGE DEVE RISPETTARE L’AMBIENTE
  3. NON DEVE ESSERE PRODUTTORE DI ARMI O AVERE INTERESSI DI GUERRA
  4. NON DEVE SFRUTTARE I MINORI
  5. DEVE RISPETTARE I LAVORATORI E I LORO DIRITTI E TRATTARE SECONDO UGUALI PRINCIPI GLI STAGISTI
  6. NON DEVE MAI ESSERE STATO COINVOLTO IN DISCRIMINAZIONI RAZZIALI E DI GENERE
  7. LO STAGE DEVE ESSERE FORMATIVO
  8. L’ENTE NON DEVE PAGARE I PROPRI DIPENDENTI IN VOUCHER NE’ ESSERSI MACCHIARO DI LICENZIAMENI DI MASSA O INGIUSTI
  9. LA SCUOLA DEVE SEGUIRE IL PERCORSO FORMATIVO DEGLI STUDENTI PER TUTTA LA DURATA DELLO STAGE
  10. IL LAVORO SVOLTO DALLO STUDENTE SOTTO FORMA DI STAGE NON DEVE ANDARE A TOGLIERE POSTI DI LAVORO A PERSONE CHE SAREBBERO ASSUNTE SE NON CI FOSSE LA COPERTURA GRATUITA DEGLI STUDENTI