Oggi un altro ragazzo ha deciso di togliersi la vita in un centro di accoglienza straordinario a Milano, quello di via Aldini. Moussa, 30 anni, si è buttato dalla finestra poche ore fa.

Antonio, 28 anni, si è impiccato il 6 dicembre nel centro di via Fratelli Zoia. 

Sandrine, 25 anni, è morta nel centro di Conetta il 2 gennaio.

Pateh Sabally, 22 anni, si è buttato nel Canal Grande a Venezia il 26 gennaio sotto gli occhi di centinaia di persone.

E’ questa la vera emergenza. L’emergenza è che persone che decidono di scappare dalle proprie terre per inseguire un futuro migliore scappando da guerre, devastazioni, vite insostenibili, arrivano qui dopo viaggi disumani e decidono di togliersi la vita o muoiono in grandi polveroni di mistero nei centri teoricamente predisposti “all’accoglienza”. Qui c’è qualcosa che non va. Quello che non va è la gestione emergenziale dell’immigrazione che emergenza non è. Quello che non va è un “sistema di accoglienza” inesistente, che non assicura diritti nè dignità, a partire dalle condizioni in cui vengono fatti vivere i migranti. Quante altre persone devono morire prima che si capisca che QUESTA NON E’ ACCOGLIENZA? Quello che non va è che non ci sono prospettive nè garanzie di alcun tipo per l’autogestione della propria vita; non bastano brandine e pasti per vivere in modo dignitoso: c’è bisogno della possibilità di costruirsi una vita senza doversi giustificare per essere arrivati vivi nella Fortezza Europa. 

L’emergenza non è l’immigrazione, si tratta di un’emergenza di guerre, di devastazioni dei territori messe in atto dagli stessi Paesi che poi respingono i migranti. Bisogna fermare la guerra, le esportazioni di armi in tutto il mondo, i patti con i peggiori dittatori da Al-Sisi ad Erdogan, patti con Paesi per esternalizzare ancora le frontiere, per mettere in atto rimpatri forzati. Il nuovo premier Gentiloni, ex ministro degli Esteri, è andato in Africa per stringere accordi replicando quello fatto tra Unione Europa e Turchia di 6 miliardi per “contenere l’immigrazione”, portando avanti la proposta di Renzi fatta al vertice europeo di giugno, il “Migration Compact”, che altro non è che la creazione di veri e propri lager-hub dove concentrare i migranti in transito nel Sahara, in attesa che l’UE valuti le loro domande di asilo. Così i confini della Fortezza Europa hanno varcato il mare per insediarsi nel deserto africano, continuando ad esternalizzare le frontiere. Il nuovo ministro dell’Interno Minniti propone l’estensione dei CIE in ogni regione e l’annullamento del grado di appello per chi riceve il diniego alla richiesta di asilo; lo stesso che va in Libia per gettare le basi di un accordo che replichi quello fatto da Maroni e Gheddafi nel 2008. 

L’emergenza è che a distanza di 79 anni, nella Giornata della Memoria, entrano in vigore leggi razziali in America che prevedono la chiusura dei confini ai migranti e vengono arrestate centinaia di persone in tutto il Paese. L’emergenza è che Trump, a una settimana di distanza dal suo insediamento, dichiara di voler rafforzare il muro con il Messico, chiude i confini ai migranti.

FERMARE GUERRE, DEVASTAZIONI, RAZZISMO,

COSTRUIRE COMUNITA’ RESISTENTI, METICCE, ANTIRAZZISTE.

COSTRUIRE ACCOGLIENZA DAL BASSO.

#stopwarnotpeople