10YEARS PARTY Don Durito Libreria

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"DON DURITO DELLA LACANDONA", Special Edition!!!

Tanti auguri! oggi in Libreria trovate la "strenna di natale" di Edizioni Sfumature.

Da dieci anni, partendo dai 30 metri quadri che abbiamo riempito di libri, libri di piccoli editori e di editori indipendenti, ma anche libri usati, girovaghiamo per la grigia metropoli per contrastare il piattume culturale dei nostri tempi.
"Non a caso noi ci siamo ispirati al personaggio del subcomandante Marcos:
Don Durito. Lo scarafaggio che si è autonominato cavaliere errante, sogno di tutte le donzelle, eroe di tutti i bambini, idolo di tutti gli uomini coraggiosi, nemico della polizia federale e del neoliberismo. Ha scelto 20 anni fa di indossare un passamontagna sulle montagne del Chiapas e unirsi alla lotta zapatista. Del resto uno scarafaggio deve pur interessarsi delle cose che accadono nel mondo. E' autore della raccolta "Racconti per una notte d'asfissia" e ha scelto come suo principale interlocutore il bambino che ciascuno di noi si porta dentro, ma che crescendo scordiamo assieme alla vergogna."

sabato 20 DICEMBRE 2014
 #10YEARSDD @DONDURITOBOOKS
 
Di fantasia e ironia.
Come Don Durito vogliamo conservare la fantasia e una risata anche quando il governo lancia un'offensiva militare contro di noi e siamo costretti a un ripiego strategico nella Selva di Lacandona.
Tutti i giorni quando apriamo le finestre della nostra libreria sappiamo bene perchè siamo qui; perchè resistiamo e costruiamo librerie, spazi occupati, università popolari e perchè rimaniamo ancora qui a leggere e far leggere, a fare slam poetry, a suonare e cantare, a rompere la solitudine delle persone, a stare insieme legati in cordone tra compagni, tra fratelli.
Questa è la rivoluzione che renderà possibile la rivoluzione: se ci vediamo in libreria, siamo sicuri di rivederci anche sulle barricate.

>> NEWS! <<

H.18.30 PRESENTAZIONE DI "CURRE CURRE GUAGLIO'. STORIA DEI 99 POSSE" con Rosario dello Iacovo  

 

>> Dalle 11 alle 13 RADIO POPOLARE sarà in diretta dalla nostra festa per la CAMPAGNA ABBONAMENTI! <<

LOL LIVE SHOW! dalle 23.00 con:

Spinoza.it - Vermi di Rouge - Terzo Segreto di Satira

dalle 23.00 LIVE CONCERT EQUATORIAL JAZZ con:

UAQ - UNCIVIL AFRICAN QUEEN

seratadd

 

 

lindberghPRESENTAZIONI  di libri (dalle 11.00 alle 20.00)
 
>h.11.00 "Arcano 21" (Del Vecchio Editore)  con Luca Ragagnin
>h.12.00 Letture per bambini a cura di Orecchioacerbo e Banda dei Pirati
>h.16.00 Autoproduci i tuoi cosmetici! Laboratorio/presentazione delle guide Altreconomia con Massimo Acanfora
>h.17.00 "Giandante X" (Milieu edizioni) con Roberto Farina
>h.18.oo Presentazione di "Una birra della Madonna" . Birra artigianale con aperitivo
>h.18.00 "Non avere paura dei libri" (Hacca edizioni) con Christian Mascheroni
>h.19.00 "Ciulla il grande malfattore" con l'autore Piero Sciotto
>h.20.00 "Come macchine impazzite" (Agenzia X) con i Kina

wumingREADING 

>h.14.00  Wu Ming contingent presenta: "L'armata dei sonnambuli" reading e musica 

READING  (dalle 20.00 alle  23.00)

> "La velocità di lotta" (Agenzia X) con Andrea Scarabelli
> "A pesca nelle pozze più profonde" (Minimum Fax editore) con l'autore Paolo Cognetti
> "Estate crudele" con Alessandro Bertante

> "Il mio nome di battaglia è topolino" con Marco Rovelli
> L'ultimo giorno del '68. Performance tratta da "La banda Bellini" con Philopat e Massimo Zamboni
> Lettura da "Chicago Boys" con Renato Sarti

arton608POETRY & SLAM POETRY  (dalle  20.00 alle 23.00) con:

> Luca Pottini

> "Ellis Island" di Bob Viscusi a cura di Ombretta Diaferia

> Angelo Zabaglio "Ne prendo atto" poesie su beat e silenzi

> Eell Shous

> Tempi Diversi

> Premio Dubito

> Marco Borroni

> Lello Voce


VIDEO & CORTI  (dalle 11.00 alle 19.00)
>h.11.00 Camillo Valle
>h.12.00 Videofficine presentazione del Booktrailer di Don Durito
>h.16.00 Blackout di Nanni Balestrini a cura della Scuola Paolo Grassi
>h.18.00 selezione di corti del Milano Film Festival:

- Agenzia immobiliare
Stefano Quaglia, Italia, 2009, durata 9', 16mm
Trovare casa a Milano non è mai stato così facile, soprattutto se si segue il crudele protagonista di questa storia. Narrato in prima persona, in continua soggettiva, tre appuntamenti per visitare abitazioni diventano tre scene del delitto. Una piccola parabola spietata su come ci si sente oggi rispetto all'immobiliare e su come si può pensare al futuro della propria famiglia.

- Ieri/Yesterday
Luca Scivoletto, Italia, 2006, 11', 35mm
Milano, dicembre 1969. Dopo una notte trascorsa insieme, una ragazza e un ragazzo si trovano a dover fare i conti con il tragico avvenimento del giorno prima: l attentato alla Banca Nazionale dell Agricoltura in Piazza Fontana.

- La coop sei tu
Massimiliano Mazzotta, Italia, 2003, 10', HD Country
In un unico piano sequenza la storia di Mograbi, immigrato che lavora alla Coop e che quasi tutti i giorni ha il compito di trasportare dal seminterrato del supermercato su fino al piano terra alcune centinaia di carrelli. E lo fa con unʼautentica perizia che la macchina da presa documenta fedelmente.

MFF_logo+esterni

- La discussione
Francesco Villa, Italia, 2001, 8', Digitale
21 Luglio 2001. Dopo 4 giorni di G8 i cittadini “protagonisti o spettatori” confrontano le loro esperienze.

- Real Saharawi 
Carol Kamya, Algeria/Uganda, 2006, durata 15', MiniDv
Come molti altri bambini rifugiati nei campi dell'Algeria, Zrug ha lasciato la sua casa a soli otto anni per ricevere un istruzione a Cuba. È ritornato soltanto 16 anni dopo, ma ha scoperto che sua madre era morta da 6 anni. Ha deciso di restare comunque nel suo paese, per partecipare attivamente alla lotta per la liberazione del suo popolo.

- Stato privato
Luigi Marmo, Italia, 2009, 14', 35mm
Un uomo viene licenziato, un altro scompare, si prepara una bomba molotov e un lacerto video del presidente Calamandrei ricorda un articolo della Costituzione: lo Stato dovrebbe togliere gli impedimenti allo sviluppo di ciascuno. Il film di Luigi Marmo usa una narrativa spezzata e claustrofobica per mettere in scena un attentato simbolico all Italia e al suo divenire. Lo fa riuscendo a dare corpo ai versi che appaiono sullo schermo: Troppo comoda e composta è la mia generazione / poveri noi in solitudine non si fa la rivoluzione.

- The Day Winston Ngakambe Came To Kiel
Jasper Ahrens, Germania, 2002, 9', 35mm
"Ora devo andare perché la mia gente mi aspetta… non lasciate che nessuno vi dica che non valete niente, perché io vi ho visti, ho scrutato nei vostri occhi e vi ho intravisto… la SPERANZA!"

- Ya ummi
Quebec Collective (Patricio Henriquez, Luc Côté, Andrea Henriquez), Canada, 2008, 16', 16mm
Un ragazzino in tuta arancione è ripreso da telecamere a circuito chiuso, durante un interrogatorio. Siamo a Guantanamo, e lui è Omar Khadr, catturato e imprigionato appena quindicenne in Afghanistan. Un documento scioccante che testimonia non solo cosa succede a Guantanamo ma anche la totale paralisi delle istituzioni e della burocrazia. E mentre Omar intona il suo straziante lamento, ancora una volta ci rendiamo conto che la bestialità umana non si ferma di fronte a nulla.

Insomma non stiamo proponendo una rivoluzione ortodossa, ma qualcosa di molto più difficile: una rivoluzione che renda possibile la rivoluzione.
 
Queste parole del subcomandante Marcos sono dipinte sui muri della nostra libreria dentro il Cantiere, a Milano, in via Monte Rosa 84. Le nostre finestre affacciano su un vicino che è tra i portavoce di quei giganti del neoliberismo nostrano. Quel neoliberismo che vuole schiacciare proprio noi, piccoli don duriti, nella selva della metropoli.
 
30mq di libreria, una selezione di libri indipendenti, di editori ed autori che resistono all'omologazione della letteratura delle varie holden di turno, consapevoli che il sapere non è neutrale, che anche i romanzi non sono una terra d'esilio, una fuga, un'isola su cui sognare di aprire un chiringuito scappando dalla precarietà, dallo sfruttamento, dalla solitudine in cui il sistema neoliberista e la politica della finanza vogliono costringerci.
 
Da anni assistiamo alla crisi del mercato editoriale e culturale, e quando ci chiedono "voi come ve la passate?" con la crisi e le librerie che chiudono eccetera, rispondiamo che infondo noi ce la passiamo bene. Insomma forse è una questione di obiettivi: Don Durito "resiste", riesce a stare in piedi, a vivere tra libri, polvere e militanza. Non per questo vogliamo esaltare la retorica della cultura e della gratuità del lavoro culturale: del resto non siamo la Caritas, non facciamo volontariato. Però noi questo "mercato culturale" di cui si parla non l'abbiamo mai visto, nemmeno prima della crisi.
 
O la borsa o la vita. I giganti dell'editoria si quotano in borsa, noi siamo andati più di una volta alla Borsa di Milano, ma solo per occuparla. Preferiamo i posti dove ci sono persone a cui lasciare un volantino, scambiare due parole sul libro che hanno preso tra le mani, persone che ci chiedono se Don Durito è un prete e a cui allora raccontiamo una storia, quella del Chiapas e dell'Ezln: una storia fantastica eppure dannatamente reale.
Di piazze e presidii. Per fare i librai andiamo nelle piazze, ai festival, nelle fiere, nei mercati da una parte all'altra della città. In una di queste occasioni un tizio passò a chiederci "avete un libro su Mussolini?", risposta di un altro avventore del nostro banco: "su Mussolini a Milano abbiamo piazzale Loreto".
Forse senza neanche saperlo siamo un presidio antifascista permanente in città. Tutti quelli che fanno i librai forse lo sono, presidii permanenti contro la barbarie.
 
Di crisi culturale. Ecco questo è semmai l'argomento; la crisi del mercato non è una novità. Lo dicevamo già nel 2001 a Genova. Lo diceva Don Durito nel 1994 con queste parole: "In realtà il neoliberismo non è una teoria per affrontare o spiegare la crisi, è la crisi stessa fatta teoria e dottrina economica! sarebbe a dire che il neoliberismo non ha la minima coerenza, non ha nè progettualità nè prospettiva storica. Ovverosia, pura merda teorica".
 
Di contenuti. Le ultime battaglie del mondo dell editoria sono state la legge contro lo sconto sui libri (in funzione anti-amazon) e ultimamente la campagna per abbassare l'iva sugli ebook dal 22% al 4%. Il dibattito culturale nel nostro paese di provincia si arena al denaro (di solito per essere precisi al profitto, nemmeno si parla dei soldi dei tanti lettori giovani e precari che vorrebbero pure leggere di più ma non possono perchè i libri costano troppo). Si, a mettersi nei panni di uno studente-lavoratore i libri costano troppo (e non è un'accusa agli editori, sappiamo bene come la filiera del libro strozzi le libreria come gli editori indipendenti) e non sarà alzandone il prezzo che se ne accrescerà il loro valore o la percezione del loro valore. Ma adesso anche noi stiamo parlando solo di soldi, valore, plusvalore, profitto... e i contenuti?
 
Di Poesia. Speriamo nel nostro piccolo di aver coltivato la poesia. Proviamo a dare spazio e voce ai giovani e giovanissimi che hanno questa impellente necessità: scrivere versi. Sui fogli, sui muri, alle fermate dell'autobus. Dalla Slam Poetry alla Translation Slam in più lingue, ringraziamo i poeti (e tutti gli artisti e gli scrittori) che ci hanno insegnato una cosa: non si porta la cultura alle persone somministrando da un palco pillole di saggezze al volgo. Non si vola basso. Non ci si appiattisce sul nulla quotidiano di cui siamo bombardati. Bisogna alzare il livello, esagerare. Puntare in alto, volare altissimo e farlo assieme al lettore, all'ascoltatore, al pubblico. Avere fiducia nelle persone e nelle loro capacità di capire, comprendere, imparare, sognare. Sennò siamo tutti già fottuti.
 
Di cavalieri erranti. Pensiamo che i libri non siano solo uno strumento per uscire dall'ignoranza. La lezione di Don Durito e di tutti i cavalieri erranti prima e dopo di lui è che i libri non sono nulla se non si è disposti a tradurre in pratica e in azioni le belle parole. Come Don Chisciotte che ha lottato contro fantasmi tremendamente reali, nella derisione di tutti quelli che riuscivano a vedere solo mulini a vento (perchè anche il più irriducibile dei sognatori deve diventare un ostinato combattente). Come Don Durito, uno scarafaggio che fuma la pipa e che si unisce all'EZLN come consigliere e teorico politico di Marcos. Come tutti gli zapatisti che nel 1994, nell'angolo più sperduto del pianeta, erano oppressi e hanno indossato il passamontagna. E loro che prima erano invisibili, si sono mostrati al mondo senza farsi vedere.
 
Di fantasia e ironia. Come Don Durito vogliamo conservare la fantasia e una risata anche quando il governo lancia un'offensiva militare contro di noi e siamo costretti a un ripiego strategico nella Selva di Lacandona.
Tutti i giorni quando apriamo le finestre della nostra libreria sappiamo bene perchè siamo qui; perchè resistiamo e costruiamo librerie, spazi occupati, università popolari e perchè rimaniamo ancora qui a leggere e far leggere, a fare slam poetry, a suonare e cantare, a rompere la solitudine delle persone, a stare insieme legati in cordone tra compagni, tra fratelli.
Questa è la rivoluzione che renderà possibile la rivoluzione: se ci vediamo in libreria, siamo sicuri di rivederci anche sulle barricate.
un grazie speciale a: abrigliasciolta, agenziax, hacca, minimumfax. le milieu,  altreconomia, del vecchio, orecchioacerbo.
grazie a tutti gli editori che ci hanno accompagnato in questi dieci anni: nda, con cui abbiamo incominciato (grazie max e in bocca al lupo), marcos y marcos, 66thand2nd, else, babalibri, eleuthera, ed. ambiente, nottetempo, mimesis, ilsaggiatore, baopublishing, deriveapprodi...
 

Author: Patti

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