CANTIERE.ORG

CANTIERE

.ORG

Risultati immagini per non una di meno
Ieri nel corteo #nonunadimeno più di 150000 persone hanno invaso le strade di roma.
Contro femminicidio e violenza di genere, mostrando la pluralità di messaggi e desideri che si è in grado di mettere in campo contro il sistema del capitalismo e del patriarcato.. oggi si è andati avanti con dei tavoli di lavoro, svolti nella sede di psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, tantissimi i contributi di costruzione per poi arrivare alla plenaria .
#niunamenos non si ferma al #26n 
 
>GUARDA LA PHOTOGALLERY DEL CORTEO #NIUNAMENOS
[ngg_images source=”galleries” container_ids=”296″ display_type=”photocrati-nextgen_basic_thumbnails” override_thumbnail_settings=”0″ thumbnail_width=”120″ thumbnail_height=”90″ thumbnail_crop=”1″ images_per_page=”20″ number_of_columns=”0″ ajax_pagination=”0″ show_all_in_lightbox=”0″ use_imagebrowser_effect=”0″ show_slideshow_link=”1″ slideshow_link_text=”[Show slideshow]” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]
 
 
 
> LEGGI IL VOLANTINO BREVE:
 

Risultati immagini per NI UNA MENOSSiamo convinti che sia più importante che mai respingere al mittente ogni forma di violenza di genere, dai micropoteri quotidiani dei comportamenti offensivi e minacciosi agli stupri e alle violenze da parte di quelli che non sono pazzi isolati accecati da qualche passione, come li ritraggono spesso i media, ma replicanti di un modello che dura ormai centinaia di anni che si basa sulla subordinazione esul dominio.

Il sistema del capitalismo ha bisogno di suddividere la popolazione per ordinarla, gestirla e trarne il massimo profitto, se storicamente la bipartizione uomo-donna come fondamento del nucleo minimo di produzione e riproduzione poteva bastare, oggi il neoliberismo si fa più complesso: parità, pinkwashing, gayfriendly sono tutte parole chiavi di una ristrutturazione del potere che moltiplica le etichette per aumentare la capillarità del controllo sociale e della presa delle strategie di mercato.

Siamo donne e ci rifiutiamo di firmare contratti che ci costringono ad avvisare il datore di lavoro come prima persona dei nostri desideri di maternità per permettergli di licenziarci meglio, ma siamo anche parte di una generazione precaria per cui “parità” non vuol dire adeguare i diritti al rialzo ma al ribasso: con il job act chiunque può essere licenziato senza giusta causa,

Siamo gay e lesbiche e il modello “Dolce e Gabbana” non ci sembra affatto dimostrare una liberazione dei nostri corpi e dei nostri desideri: vogliamoe ssere soggetti di diritti, non di mercato.

Siamo transessuali e non vogliamo essere considerati “malati” di serie z, siamo bisessuali e no non siamo indecisi, siamo intersessuali e no non ne possiamo più di sentirci dire che “per natura funziona così”

Siamo maschi, ma non machi e basta pretenderlo che il dominio piace solo ai padroni e noi i potenti li combattiamo, uniti a chi come noi vuole essere libero e felice.

GIOVED’ 24 DICEMBRE, H.18,30 @ CANTIERE, INCONTRO:
“Calibano e la strega. Le donne, il corpo e l’accumulazione originaria”,
con la traduttrice Luisa Vicinelli e in collegamento l’autrice Silvia Federici 
e con il laboratorio di UniPop, l’Università Popolare dello Spazio di Mutuo Soccorso
 
> LEGGI IL CONTRIBUTO  A CURA DI CANTIERE.ORG
Calibano, la Strega e le nuove soggettività ai tempi di quote rosa e pinkwashing
 
Buongiorno, o forse non tanto, ma siamo nel 2016 se non ve ne eravate accorti.
 
A Catania è morta una donna per un aborto spontaneo. Siccome il concepimento era stato assistito il medico obiettore ha incrociato le braccia e l’ha lasciata agonizzare. Il primario dell’ospedale ha dichiarato con naturalezza “nel mio reparto i medici sono tutti obiettori” (e pensare che è anche il presidente dell’ordine di ostetricia e ginecologia italiano). Se in Sicilia il tasso di obiettori è all’80%, in tutta Italia non si scende mai sotto al 50% (a parte la Val d’Aosta): in pratica Valentina aveva più probabilità di essere lasciata morire che di ricevere le cure in un ospedale pubblico.
 
A Roma Sara è stata ammazzata dal suo ex fidanzato che non accettava che la loro storia fosse finita. E’ stata inseguita, cosparsa di benzina e bruciata viva in mezzo ad una strada. Qualche testata giornalistica ha pensato bene di chiamare questo caso, ancora una volta, “omicidio passionale”, ma del resto la Rai ha scelto tema il tristissimo nome di “amore criminale” per un programma sul tema. Ma quale amore? Ma quale passione? Non c’è amore senza Libertà e chi imprigiona in una gabbia di pressioni psicologiche e fisiche che arrivano all’assassinio la libertà di scegliere e decidere per sè non è innamorato pazzo, ma solo un assassino che si presta ad essere garante nel proprio piccolo di un sistema di potere e di subordinazione che regge finchè è pervasivo.
 
In Calabria una ragazzina di 13 anni è stata stuprata per anni da un branco capeggiato dal figlio di un boss ‘ndranghetista, dal figlio di un poliziotto e dal figlio di un carabiniere, tanto per non dimenticarci che la violenza di genere è un fatto di sistema. La mamma aveva intuito qualcosa, ma si è preoccupata per “l’onore” della figlia e della famiglia, tanto sono introiettati i modelli dominanti in Italia.
 
Una ragazza di 17 anni è stata stuprata nel bagno di una discoteca, da un ragazzo che evidentemente ha pensato che essere ubriachi corrisponda ad un sì. Il particolare agghiacciante è che le amiche hanno ripreso l’intera scena dal bagno di fianco ridendo e condividendo il tutto su whatsapp, sintomo di una pericolosissima normalizzazione della violenza che arriva a non essere più percepita come tale anche tra le stesse donne in alcuni casi.
 
Tiziana si è suicidata perchè non sopportava più le umiliazioni moraliste e bigotte con cui doveva continuamente fare i conti dopo che un video porno con lei protagonista era diventato virale. Tiziana è morta per colpa di un’ipocrisia che vuole le donne nude sui cartelloni, sempre disposte a darla agli uomini che non devono chiedere mai, ma poi anche caste e asessuate angeli del focolare: una morsa in cui non c’è spazio per i desideri femminili. Tiziana è morta perchè chi dice “puttana” è più interessato a offendere indistintamente il genere femminile che a denunciare forme contemporanee di schiavitù spesso razzista o affrontare scelte di autodeterminazione consapevole. 
E’ più facile così.
 
Valentina, Sara, Tiziana…ma quante altre donne devono morire per colpa della violenza di genere? Quante donne possono dire di non aver mai ricevuto un apprezzamento un pò troppo pesante da un conoscente, un’occhiata di chiara minaccia in giro per strada, un ricatto più o meno implicito da un professore o da un superiore al lavoro? Ecco, questa è tutta violenza di genere
 
ROBA VECCHIA? 
 
Chi dice che il femminismo è roba vecchia forse si è accorto di essere nel 2016, ma non si è reso conto del mondo in cui vive. 
 
Nella storia del capitalismo la ripartizione ferrea della società tra uomini e donne con l’imposizione rigida dei ruoli produttivi e riproduttivi ad essa connesse è un caposaldo imprescindibile della tenuta del sistema economico e sociale. 
La formula può essere semplificata così: 
 
–       Dagli uomini estrarre profitto e valore dalla loro forza lavoro (sotto)pagata, 
 
–       Dalle donne o meglio dal loro utero estrarre nuova forza lavoro maschile da (sotto)pagare: un #fertilityday lungo centinaia di anni, insomma (ovviamente anche estrarre profitto e valore con rendita al 100% dal lavoro femminile sommerso e gratuito schifo non ha mai fatto…) 
 
Se le donne hanno conquistato diritti e libertà e se ai macro-cambiamenti sono corrisposti micro-cambiamenti nelle relazioni quotidiane è grazie ai movimenti femministi di tutto il mondo e non certo per una civilizzazione insita nel progresso occidentale (anzi abbiamo visto i disastri dell’esportazione colonialista dei “nostri” modelli in Congo, in Nicaragua o in moltissimi altri paesi o delle rivolte delle femministe indiane o africane ad accettare il modello bianco di donna predeterminata e universale).
 
Un grosso contributo nella destituzione delle due uniche identità di genere dominanti, maschio alpha e donna succube, è arrivato anche dai movimenti LGBTQI, che da Stonewall in poi hanno messo in discussione che tutti i gli uomini sono machi e tutte le donne (streghe o) angeliche.
 
Anche i progressi scientifici hanno fatto la loro parte: non può lasciarci completamente indifferenti scoprire che l’1,7% delle nascite vede bambini intersessuali.
 
Come spesso accade nel mondo del capitalismo, ad ogni crisi tende a corrispondere una ristrutturazione, un adeguamento del potere che tende a sussumere per quanto possibile le eccedenze e le soggettività ribelli e alternative, ad aggiornarsi e ristrutturarsi per uscire vincitore dalla sfida che gli è stata lanciata. 
 
CHE TUTTO CAMBI PERCHE’ TUTTO RESTI COME PRIMA:
 
Al cambiamento dei processi produttivi determinato dalla fase del neoliberismo, corrisponde un’evoluzione dei dispositivi di disciplinamento, biopotere ed estrazione di profitto dalle identità di genere.  
 
“Pari opportunità” o “quote rosa” è diventata la condizione imprescindibile di un pinkwashing che non ha niente da perdere nell’unificazione dei livelli di precarietà di genere adeguati al ribasso: dire parità è gratis, cancellare ogni garanzia nel mondo del lavoro con il job act fa guadagnare eccome. E’ importante però non dimenticarsi di puntare il dito contro quei modelli di contratto che obbligano le donne a comunicare al proprio capo prima ancora che alla propria famiglia il semplice desiderio di maternità, in modo da permettergli di licenziarle per tempo. Non dobbiamo sottovalutare nemmeno la differenza retributiva per uguale incarico o che ci sono lavori che una donna può fare facilmente e altri di difficile accesso. Questo del resto vale pure se sei evidentemente omosessuale, per non dire transessuale! 
 
Due sole etichette di genere e la famiglia tradizionale non bastano più nel 2016 per catalogare l’intera popolazione, nè in termini di controllo nè in termini di mercato. Il sistema non ha smesso di essere sessista, omofobo o di reggersi sui nuclei domestici come unità minime di ri-produzione, ma serve che “tutto cambi perché tutto resti come prima”:
 
– le donne (qualche donna non esageriamo) possono diventare manager, soldatesse o addirittura presidenti degli Stati Uniti, ma solo a patto di incarnare ugualmente o addirittura più degli uomini i caratteri associati a potere e dominio e di restare incasellati nei ruoli utili al mantenimento dello status quo (licenziare i dipendenti, ammazzare i civili in Afghanistan…), 
 
– il parlamento approva le Unioni Civili, sicuramente in seguito alle pressioni delle coppie di fatto, ma anche per normare al meglio le famiglie che non era più in grado di afferrare,
 
– Expo 2015 e tantissimi eventi ed enti privati si dichiarano gay friendly, per non rinunciare a nessun lavoratore-volontario o cliente sborsa-soldi.
 
Ah, chiaramente rimangono nell’ombra tutte le persone che si ostinano a non rientrare nei rigidi binari della comoda eteronormatività.
 
INDIETRO NON SI TORNA, UNA RIVOLUZIONE CI SALVERA’:
 
Certo che l’autodeterminazione sui corpi e le scelte di vita resta questione imprescindibile, certo che ogni violenza di genere è sui generis e il protagonismo specifico nella costruzione di pratiche di resistenza è fondamentale, ma è altrettanto certo che oggi è indispensabile cogliere la complessità delle soggettività non allineate di genere per poter combattere non solo il sessismo, ma anche il sistema di biopotere neoliberista. 
 
La questione dei processi di soggettivazione si fa di difficile risoluzione, tra le proposte di decostruzione del genere e l’esigenza di trovare minimi comuni denominatori per la costruzione di lotte collettive e rapporti di forza in grado di affermare che siamo nel 2016, che indietro non si torna e che non si sta neanche fermi, perchè una rivoluzione ci salverà. 
 
Non pensiamo che la risposta sia da cercare OGGI nella rigidità delle categorie, donne come donne, eterosessuali come eterosessuali, omosessuali come omeosessuali. Pensiamo che sia importante scommettere sulle SOGGETTIVITA’: gli americani votano Trump? Vero, ma il più alto numero di “foreign fighter”  in Rojava è di origine americana. Essere donna e basta non è più un dato significativo di per sè (Clinton docet), così come dire omosessuale non implica nulla a priori delle scelte partigiane (vogliamo parlare dei “Gay per Forza Italia” o di quelli con indosso la divisa SS?). Eterosessuale del resto non è solo chi va tutte le domeniche in chiesa, ma anche chi, nei percorsi di lotta, ha praticato e pratica insieme alle altre e agli altri sperimentazione,  autonomia, libertà, rispetto dell’altr*.
La libertà viene prima di qualsiasi modo di amare. Libertà significa esprimersi per come si è. E’ amarsi per come si è e di conseguenza amare gli altri per come sono.  La Libertà è stata nel corso dei secoli Liberazione dagli schemi del capitale e pure dalle logiche della chiesa: Liberazione dalle menzogne inculcate, scoperta di se e degli altri, non come omologhi, ma come eguali nella diversità delle esperienze  e soprattutto nella decisione comune di essere liberi e felici.
 
Le piazze dei movimenti di genere degli ultimi mesi sono state tra le più partecipate nelle città italiane e la ridicolizzazione sistematica delle varie sentinelle in piedi di turno ha espresso in maniera potente, efficace e contagiosa il tema dell’antifascismo.
 
RIFIUTARE IL DOMINIO, COSTRUIRE IL COMUNE:
 
Come dicono Pepe Mujica e altri noti precursori, se non cambia la testa non cambia nulla. 
 
C’è bisogno di una rivoluzione culturale, che ripudi il dominio e la volontà di potere: che chi subisce una forma di dominio dica “non voglio essere dominat*” è oggi come ieri fondamentale, ma di fronte ad un attacco trasversale alle identità di genere (compreso il maschio eterosessuale che DEVE essere dominatore) è altrettanto importante che chi viene investito dello scettro di potere rifiuti il suo ruolo e sia in grado di dire “il dominio se lo tengano Lorsignori, io i padroni li combatto”. 
 
Come diceva Chandra Talpade Mohanty, nella dinamica del neoliberismo globale e contemporaneo non si può prescindere da “pratiche di solidarietà e dalle possibilità di una lotta comune che accomuni attraverso le differenze”. 
 
Se pensiamo alla varietà di modi con cui le donne venivano costruite come “altro” nell’immaginario maschile ne “Il secondo sesso” da Simone de Beauvoir, ci rendiamo conto della complessità di percezione dell’alterità oggi. Se le donne delle analisi del 1949 avevano già risposto realizzando se stesse in maniera autonoma mettendo in pratica progetti di vita alternativi, oggi tutti questi progetti di vita alternativi devono conquistare spazio tra le grinfie di un neoliberismo molto più subdolo e capillare dal punto di vista del controllo sessista e molto più capace di mettere in crisi prima di tutto l’immaginazione: sì certo, c’è ancora il volto di RadioMaria che da la colpa del terremoto alle unioni civili, ma c’è anche quello di chi ha visto nella guerrafondaia e portavoce di Wall Street Hilary Clinton una possibilità unica di emancipazione femminile e ci sono poi i vari Dolce e Gabbana che passano per manifestazioni della libertà omosessuale (eteronormata ovviamente).
 
Esperienze di microcredito in Bangladesh, cooperative di donne in West Bank o imprese sociali in Europa e Stati Uniti possono essere esempi di progetti di vita alternativi, quando pensiamo alle enormi diseguaglianze esistenti ovunque nel mondo del lavoro, sul piano dell’accessibilità, su quello dell’autonomia e su quello del reddito. Difficile non pensare facendo un passo oltre che un reddito sociale garantito per tutte e tutti disinfesterebbe ogni humus fertile per la guerra tra poveri e libererebbe tempo prezioso per la produzione di progetti di vita realmente liberi.
 
PRATICHE DI LIBERAZIONE QUOTIDIANA:
 
Non c’è autodeterminazione senza consapevolezza e se nelle scuole l’educazione sessuale è scomparsa e se alla Statale di Milano l’unico dipartimento che affronta temi di genere è un osservatorio sulle pari opportunità istituzionali delle donne non ci siamo proprio. L’impegno nella costruzione di autoformazione è cruciale.
 
La costruzione di anticorpi e solidarietà nei quartieri lasciati dai processi di gentrification e speculazione in pasto ad ogni genere di radicalizzazione xenofoba, religiosa e neofascista è qualcosa di imprescindibile, se teniamo a mente che tanti voti al Front National di Marine Le Pen arrivano proprio dalle Banlieu ad alto tasso di immigrazione grazie alla convergenza sui temi dell’aborto e dell’autodeterminazione dei corpi. Il modello opposto a quello della segregazione è quello del meticciato e da qui probabilmente potremmo prendere spunto. 
 
Aggiungiamo che il meticciato offre risorse preziose dal punto di vista dei saperi e se in Europa ci troviamo spesso arroccati su trincee difensive senza brillantissime idee teoriche e pratiche, ascoltare le voci di chi arriva da lontano può essere una risorsa preziosa: il movimento NIUNAMENOS e il femminismo andino sono oggi in grado di scuotere un intero continente, pensare globale e agire locale è un imperativo ancora del tutto attuale.

articoli

Per un 25 Aprile di Liberazione: Resistenza, Diserzione, Decolonialità

Per un 25 Aprile di Liberazione, disertiamo la guerra. Siamo partigian3, dalla parte della resistenza palestinese! Palestina Libera

SMS in Festa! 11 Anni di Mutuo Soccorso

Dal 2 al 5 Maggio, SMS in festa! 11 anni di mutuo soccorso, 4 giorni di festival: concerti, dibattiti, sport, cibo e socialità, in Piazza Stuparich 18.

19A Global Strike di Fridays For Future

19 Aprile – 9:30 Largo Cairoli – Global Strike di Fridays For Future! – #FreePalestine – #ClimateJusticeNow – #BoycottGenocide – #BoycottFossilCapitalsim

8M #lungavitasms, difendiamo gli spazi transfemministi

  MUTUO SOCCORSO È SORELLANZA Lo Spazio di Mutuo Soccorso si prepara alla giornata del #LottoMarzo. Giovedì 7 marzo dalle 16:00 - Laboratorio scenografie: prepariamo insieme cartelli, striscioni, cori, panuelos per i cortei dello sciopero. - Vieni a conoscere i...

24 Febbraio Corteo Nazionale #FreePalestine

Sabato 24 Febbraio – Ore 14:30 – Piazzale Loreto
Corteo nazionale contro il genocidio del popolo Palestinese
Segui lo spezzone Decolonize!

Otto Marzo 2024 – Corteo Studentesco

Lotto Marzo! – Venerdì otto Marzo corteo studentesco e dello sciopero – ore 9:30 largo Cairoli – #NonUnaDiMeno #Student3Disobbedient3

Memori(a)E: sostantivo plurale, verbo attivo. 2024.

A cosa serve la memoria? La memoria, o meglio, le memorie degli orrori del passato devono servire a fermare immediatamente i genocidi del present

Iniziativa in Unimi per la laurea di Liliana Segre #GiornataDelleMemorie

Giornata della memoria - Iniziativa in Unimi "L'indifferenza è peggiore della violenza." -Liliana segre Queste le parole di Liliana Segre con cui abbiamo voluto accoglierla all'università statale di Milano, come studenti non indifferenti. Ricordare i genocidi della...

Incontro: memorie Antifasciste per un futuro di libertà

Domenica 28 Gennaio Memorie Antifasciste per un futuro di Libertà Incontro con Franco "Bifo" Berardi e Alessia Manera A seguire Polentata: cena per le spese legali del Cantiere! Il 27 gennaio venne istituita la Giornata della Memoria, per fare i conti su un passato...

Lunga Vita SMS: giornata resistente allo Spazio di Mutuo Soccorso

#LUNGAVITASMS Lo Spazio di Mutuo Soccorso è una casa per chi, tra le speculazioni milanesi e la svendita dell’edilizia pubblica, una casa non la può avere. Lo Spazio di Mutuo Soccorso è riqualificazione dal basso, auto recupero e trasformazione dello spazio urbano, su...

eventi

iN/Stabile: NarrAzione di Comunità.

iN/Stabile: NarrAzione di Comunità Giovedì 2 maggio, h.19, grande inaugurazione e vernissage della mostra immersiva e comunitaria! Lo Spazio di Mutuo Soccorso compie 11 anni.Per l'occasione, abbiamo deciso di narrarci, e trasformare il mondo attraverso la parola,...

SMS in Festa! 11 Anni di Mutuo Soccorso

Dal 2 al 5 Maggio, SMS in festa! 11 anni di mutuo soccorso, 4 giorni di festival: concerti, dibattiti, sport, cibo e socialità, in Piazza Stuparich 18.

20 Aprile, Serata Groove w/Paprika

20 Aprile 2024 – Serata solo Groove w/Paprika @Cantiere, Via Monterosa 84

Cena di primavera per le spese legali del Cantiere.

Cena di primavera per le spese legali del Cantiere! Domenica 14 aprile 2024 dalle 20:00

Sabato 13/4: Stay Punk Stay Antifa!

Stay Punk Stay Antifa!
sabato 13 aprile 24
Dirty Noise, Punk-o-Mat, Fondamenta Nuove
dalle 22 @Cantiere, via Monterosa 84

12 Aprile: Spettacolo “Una lepre con la faccia di Bambina”

H. 18:30 presentazione dello Strike del 19A con FridaysForFuture Milano;
H. 20:00 Cena veg;
H. 22:00 Spettacolo “Una Lepre con la faccia di Bambina

6/4 DecolonizeTheCity presenta: Krash!

Krash! Ballroom Party Sabato 6 Aprile.
Approda al Cantiere una serata dedicata alla Ballroom scene!
#DecolonizeTheCity

23/3 Vaeva, Youngover, Narratore Urbano Live @Cantiere

Ama la musica, odia il fascismo!
Sabato 23 Vaeva, Narratore Urbano e Youngover live @Cantiere

23F Preparazione Corteo e Proiezione “A World Not Ours”

h. 16 preparazione corteo
h. 20 cena sociale
h.21:30 proiezione di A World Not Ours

“Fare Comunità nei margini della città”: tour immersivo e cena sociale a SMS per il World Antropology Day!

"Fare Comunità nei margini della città" Tour Immersivo e cena sociale allo Spazio di Mutuo Soccorso in occasione del World Anthropology Day 2024. Giovedì 15 febbraio H.18.00 tour immersivo allo Spazio di Mutuo Soccorso H.20.00 cena sociale con piatti dal mondo...

approfondimenti

“Al lavoro! Priorità, sicurezza, diritti”

Al lavoro! Il nuovo governo si è già messo al lavoro.  Oh, finalmente. Certo, perchè con tutti i problemi che abbiamo in questo Paese, non c'era da perdere tempo. C'è la guerra e la bomba atomica viene seriamente presa sul serio dai potenti della guerra. C'è una crisi...

SPECIALE STOP WAR: Di fronte ad ogni guerra la parola NO e l’azione Ribelle

CLICCA e vai alla raccolta di contributi, approfondimenti e call to action #STOPTHEWAR!   di seguito intanto trovi il nostro contributo. Per seguirci @cantieremilano su twitterDi fronte ad ogni guerra c’è solo una parola degna e una azione conseguente, la parola...

Quale libertà?

Già da quest’estate manifestazioni e proteste contro il Green pass si sono verificate in molte città d’Italia.A nostro parere la contrapposizione tra libertà individuale e la libertà coniugata con la solidarietà e la responsabilità sociale è il discrimine attraverso...

Da Milano al Messico, “EL AGUA ES DEL PUEBLO”, #FueraBonafont! – azione solidale per l’acqua

#boycottdanone FUERA BONAFONT [ITALIANO] Oggi, 11 giugno, a 10 anni dal referendum contro la privatizzazione dell'acqua, siamo stati davanti alla sede del gruppo Danone, di cui fa parte Bonafont, e abbiamo lasciato davanti all’ingresso della loro sede vernice rossa a...

Pueblos Zapatistas Unidos contro il furto dell’acqua: #FueraBonafont

“Bonafont” è una impresa legata al gruppo francese “Danone” che si dedica all’imbottigliamento dell’acqua. Dal 1992 Bonafont si è installata nel territorio di Puebla, in Messico, senza che le popolazioni locali venissero in alcun modo consultate dallo Stato, che ha...

No Profit On Pandemic!

Nessun profitto sulla pandemia. Cure e vaccini per ciascun* ovunque e gratuiti.Durante entrambi gli incontri affronteremo, da vari punti di vista, la battaglia che vede contrapposti grandi attori globali di fronte alla sfida delle vaccinazioni contro il Covid 19 e le...

Restituiteci Sankara.

Restituiteci Sankara.L’Africa non è una macchia nella cartina del mondo, non può essere rimossa. Esiste non molto lontano, a due passi dal mare, che si chiama Africa. L'opinione pubblica europea sa che da lì partono le imbarcazioni dei migranti, in fuga dalla...

Vive la Commune!

150 anni fa, una delle più straordinarie esperienze rivoluzionarie della storia contemporanea: la Comune di parigi. Sconfitta dalle armi dell'esercito del Kaiser ha lasciato un'eredità raccolta per tutto il secolo successivo da chi ha alzato la Bandiera Rossa per la...

Un altro mondo è possibile: a 19 anni da Genova.

STOP GLOBAL WAR: AVEVAMO RAGIONE NOI. Non dimenticare genova per continuare a costruire altri mondi possibili. Nel 2001 a Genova migliaia e migliaia di persone da tutto il mondo invasero le strade contro il g8, il vertice dei "grandi potenti" del mondo. Era il...

Contro le passioni tristi, le sardine urtano il populismo

Di MARCO BASCETTA Nel cercare di comprendere la natura dei movimenti, la loro direzione di marcia, il posto che occupano nella sfera politica si rischia sempre di essere prematuri o inattuali. Del resto ogni movimento sociale è attraversato da flussi emotivi e bisogni...