Borghezio questa mattina aveva annunciato la sua sgradevole presenza nel quartiere popolare di San Siro, in piazza Falterona al 3. Voleva venire, accompagnato dai suoi vari sgherri, a soffiare un po’ sul fuoco anche lui, con il preciso intento di lanciare provocazioni di stampo razzista e fascista in un quartiere che sta costruendo una risposta meticcia e solidale alla crisi che avanza.

San Siro sta respingendo con forza lo stigma del quartiere diviso tra autoctoni e migranti, tra regolari e non, rifiutiamo in modo determinato la guerra tra poveri che i politici, di cui Borghezio è uno dei peggiori esempi, vorrebbero che scoppiasse tra i più poveri. In questo modo tentano di distoglie l’attenzione dai veri problemi: un’emergenza abitativa causata dalle ruberie e speculazioni della casta, politici che guadagnano almeno tra i 20-40 mila euro al mese mentre il tasso di disoccupazione è a livelli di record storici per il paese (+90 mila disoccupati tra settembre e ottobre 2014, al 13,2%).

Questa mattina ad aspettare Borghezio in piazza Falterona 3 eravamo in tanti: nel giro di un paio d’ore dalla diffusione della notizia, un centinaio di persone si sono radunate per contestare lui e la sua passerella mediatica. Avevamo i cartielli “Gli unici stranieri? I razzisti nei quartieri!“, “Lega ladrona, intascano i soldi pubblici e li nascondono in Tanzania”, “Se sei ignorante fatti tuoi, i nostri figli entrano a scuola!”, le bandiere “Stop sfratti, sgomberi e pignoramenti” e l’immancabile striscione “Basta persone senza casa, Basta case senza persone”.

Per questo non si è presentato all’appuntamento annunciato ed ha ripiegato la sua comparsata in qualche minuto di apparizione in via Bolla, dove comunque alcuni abitanti lo hanno contestato. LEGA LADRONA MILANO NON PERDONA!