132038838-8f5c45ba-4232-4ce4-98ff-d6094795a1fcDue giorni fa 300 attivisti sono partiti alla volta di Idomeni, il confine greco macedone luogo simbolo delle contraddizioni della Fortezza Europa, dove da più di un mese migliaia di migranti sono rimasti bloccati, costretti a vivere in condizioni non dignitose per l’uomo.

L’obiettivo sarà quello di dare supporto materiale e solidarietà ai migranti che da giorni si trovano in situazioni disumane, tra freddo, fango e malattie. Di costruire reti di solidarietà contro le politiche razziste e xenofobe che vengono messe in campo. Di denunciare le gravissime situazioni in cui versano da mesi decine di migliaia di migranti, accampati al confine greco-macedone.

ASCOLTA LA CORRISPONDENZA AUDIO DI  UN COMPAGNO DI ARTLAB PARMA

 

CRONISTORIA – Fonte AnomaliaParma

12919918_1056265624417345_665313018925434556_n::: Domenica 27 marzo :::

Questa mattina la polizia ha bloccato la strada per impedire agli attivisti e alle attiviste della carovana #OvertheFortress di raggiungere il campo di Idomeni, dove pare sia in atto un’altra protesta da parte dei migranti e delle migrante ormai stanch* delle condizioni di vita all’interno del campo al confine greco-macedone.

Ostacolati dalla Fortezza Europa che oggi ha deciso di ostacolare la consegna dei beni di prima necessitá, La marcia ha costruito una barricata umanitaria con parte del materiale raccolto dai solidali e dalle solidali. This is what democracy looks like.

Mentre un altro gruppo di attivisti ha appena distribuito beni umanitari ai campi limitrofi a Policastro, passo dopo passo gli attivisti e le attiviste della marcia si sono avvicinati davanti al blocco della polizia. “Vogliamo passare per poter distribuire gli aiuti necessari”.

Intanto due furgoni carichi di materiali provenienti dall’Italia sono riusciti a distribuire nei campi limitrofi a quello di Idomeni i materiali di prima necessitá.

Grazie alla determinazione degli attivisti della March ‪#‎Overthefortress‬ la polizia greca si sposta e la marcia insieme agli aiuti umanitari si dirige verso il campo profughi di Idomeni.

::Foto della giornata::

 

12140784_1055423261168248_4337429867769428408_n::: Sabato 26 marzo :::

La frontiera greco-macedone appare totalmente militarizzata. I migranti in fuga da guerra e miseria continuano ad arrivare, la situazione al campo è drammatica. Le tende non si contano ed occupano un’area vastissima, l’inverno tarda a passare e il clima è davvero ostile. le condizioni igienico-sanitarie assolutamente insufficienti.

Al campo di idomeni si incontrano moltissimi bambini. molti di questi non hanno mai visto altro: nati e cresciuti fuggendo da un paese all’altro, da un campo ad un altro campo. Le attiviste e gli attivisti decidono di organizzare attività ludiche e ricreative e il campo per un momento si colora dell’allegria e della spensieratezza di questi bambini.

CONTINUA A LEGGERE

Nel campo il lavoro di Medici senza frontiere è encomiabile. Diversi i tendoni allestiti e moltissimi i migranti da curare e assistere. La diffusione di patologie legate ai mesi di freddo e gelo, così come le precarie condizioni di vita, ci dicono molto sull’importanza che hanno nel campo medici e operatori.

Le attiviste e gli attivisti della marcia #overthefortress riescono nel pomeriggio a consegnare e distribuire nelle tende tutto il materiale raccolto dalla straordinaria solidarietà dimostrata in moltissimi territori. Vengono consegnati vestiti, scarpe, prodotti per l’igiene personale, articoli per bambini, ecc..

Ad idomeni si sta misurando la tenuta della governance europea e possiamo dire che non solo non si è stato in grado di gestire questa grandissima emergenza umanitaria, ma è saltato ogni meccanismo di garanzia della dignità dei fondamentali diritti della persona.

Bloccare e rispedire indietro chi fugge dalla guerra, invece di accogliere, fa crollare i valori solidaristici con cui dovrebbe confrontarsi la “democrazia” occidentale. La politica dei palazzi ha dimenticato le decine di migliaia di persone che cercano di sopravvivere ad Idomeni, la complicità nelle guerre da cui fuggono, l’incapacità dimostrata fino ad adesso nell’accogliere e far fronte alla tragedia umanitaria.

Domani ritorneremo al campo di idomeni per continuare ad inchiestare la situazione, per denunciare con forza e rabbia le assurde condizioni in cui versano decine di migliaia di persone, grideremo con forza il bisogno rifiutare e l’innalzamento di barriere e confini, e l’accordo tra Unione Europea e Turchia e ribadire che, da Calais ad Idomeni, si sta giocando una partita che riguarda tutte e tutti noi e non può più lasciare nessuno indifferente. Segue domani con gli altri aggiornamenti.

::Foto della giornata::

::: Venerdì 25 marzo :::

Partito dal porto di Ancona la carovana alla volta di Idomeni, il confine greco-macedone. Qui di seguito la corrispondenza video con un compagno di AnomaliaParma. “Con le nostre mani e i nostri corpi porteremo la nostra solidarietà alle 15.000 persone bloccate al confine ribadendo, ancora una volta, sempre più a testa alta che siamo contro l’accordo tra UE e Governo turco. COSTRUIAMO DAL BASSO L’EUROPA DEI DIRITTI, NON DELLE FRONTIERE.”

March #Overthefortress In partenza dal Porto di Ancona verso il confine greco macedone.

Pubblicato da Anomalia Parma su Venerdì 25 marzo 2016

 


Articoli d’approfondimento:

08-03-APTOPIX-Greece-Migran_Di-B

Dopo il ricatto dell’UE alla Grecia, consumato in Luglio, è chiaro, se c’erano dubbi, chi comanda in questa Unione e quanto sia odiosa la sua architettura. La UE non parla la lingue dell’eguaglianza. [Continua a leggere su cantiere.org]

 

nytimes

 Da NYTimes: IDOMENI, Greece — On a recent weekday, 40 buses jammed into the parking lot of a gas station near the Macedonian border, carrying thousands of refugees who had survived a perilous crossing on wintry seas from Turkey.[Continua a leggere]

 

 

People stand amongst tents pitched in a makeshift camp at the Greek-Macedonian border near the Greek village of Idomeni on March 6, 2016, where thousands of migrants and refugees wait to cross the border into Macedonia. Greece is likely to receive another 100,000 migrants by the end of the month, Europe's migration commissioner warned on March 6, 2016, two days ahead of an EU-Turkey summit seen as the only viable solution to the crisis. / AFP / DIMITAR DILKOFF

E’ avvenuta poco alla volta la chiusura della rotta balcanica, quasi gradualmente, come se le cancellerie tastassero mano a mano i possibili effetti collaterali o le – flebili – reazioni dell’opinione pubblica.
[Continua a leggere]