Studenti in corteo “Diffondere cultura per fermare le guerre”

Dietro un camion-carroarmato di libri, dal cui cannone spuntava la bandiere “#stopwarnotpeople”, uno striscione dal titolo “diffondiamo cultura per fermare le guerre” apriva il corteo studentesco organizzato dal coordinamento dei collettivi studenteschi.

Dopo i picchetti nelle scuole gli spezzoni di Cardano, Manzoni, Parini, Boccioni, Einstein, Vittorio Veneto, Majorana, Itsos, Pasolini e diverse altri hanno riempito piazza Cairoli.

Di li il corteo ha mosso in direzione di Piazza Fontana, sanzionando e denunciando la casta della guerra, imprenditori, banchieri ed enti pubblici responsabili dell’esportazione di armamenti e devastazione ambientale, di respingimenti e morti alle frontiere, di tagli a scuola, università e diritti in favore dei loro profitti.

 

 

Il corteo comincia subito con l’obiettivo di dare messaggi chiari, indicando i colpevoli di guerre e devastazioni: coloro che, per trarne profitto, non si tirano indietro nel finanziare le armi o distruggere i territori.

In Foro Buonaparte una finta macchia di petrolio ha inondato l’ingresso di Edison, una delle compagnie energetiche che ha pozzi di petrolio nelle zone di conflitto ed è responsabile di devastazioni ambientali in Italia e in tutta Europa. “Petrolio in nord Africa e medio oriente, devastazione ambientale in italia e nord Europa: questa energia non è sostenibile! People before profit!”.

 

Ascolta l’audio in diretta dal sanzionamento a Edison, dove abbiamo lasciato una macchia di petrolio a simboleggiare i loro sporchi affari:

 

Subito dopo, il turno di Enel, definita da Renzi a COP21 come un “player” da “champion” insieme a Eni, dell’approvvigionamento energetico: “Ma quali players da champions, siete assassini a 9 zero” , infatti Eni e Enel hanno appena ricevuto 14,7 miliardi di soldi pubblici per i loro investimenti per cui sfruttano risorse in Africa e in Sud America. “player da champions, ma la coppa è sporca di sangue”.

Qui abbiamo lasciato una coppa rossa di sangue, spargendone l’ingresso per lasciare un simbolo dei morti che il loro business provoca.

 

 

 

Ascolta la diretta:

 

All’imbocco con corso Magenta, sede della commissione e del Senato europeo a Milano, oggi trasformato in bunker dall’enorme schieramento militare, durante un blocco stradale abbiamo steso una rete per simboleggiare quei confini che respingono migliaia di persone in fuga da guerra e miseria “Abbattere le frontiere, non il tetto masismo per la spesa militare, this is not our Europe #stopwarnotpeople”.

 

 

 

In piazza Cordusio, con la parola d’ordine “boicottiamo le banche armate”, abbiamo assediato la sede centrale di Banca Unicredit, uno degli istituti finanziari che ha investito più soldi nella produzione e nell’esportazione di armi, perfino nucleari. “Unicredit esporta morte in tutto il mondo”.

 

La giornata è terminata in piazza Fontana, dove gli studenti degli artistici hanno dipinto il quadro del Baj della defenestrazione di Pinelli, che è stato lasciato dalle istituzioni a prendere polvere nei magazzini: la memoria non si cancella e non si nasconde! Qui Claudia Pinelli ha preso parte ad un’assemblea studentesca, raccontando la storia di suo padre e di piazza Fontana, per passare poi la parola a una delegazione di profughi richiedenti asilo a Milano.

Ci vediamo anche domani,

al corteo cittadino che partirà alle 15,30 da Porta Venezia, con lo spezzone studentesco #stopwarnotpeople e alla serata dei collettivi al Cantiere: Stop War Not Music!

 

 

Author: aag

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